Fuga al museo
di E. L. Konigsburg
Traduzione Luigi Spagnol
Hai mai desiderato fuggire di casa? Questa è l’avventura che fa per te!
Claudia Kincaid sta progettando di scappare di casa. Ne ha abbastanza di raccogliere calzini, riordinare le stanze dei fratelli o, peggio, far loro da baby-sitter. Ma ogni fuga che si rispetti ha bisogno di un piano, e quello di Claudia è partire all’avventura insieme a Jamie… fratello accuratamente selezionato per la sua risaputa parsimonia (nel salvadanaio ha ben 24 dollari!). Vagare senza meta per le strade affollate di New York però non fa per Claudia, lei ama l’avventura, sì, ma anche le comodità. Per questo prende un’importante decisione: d’ora in avanti vivrà al Metropolitan Museum. Qui ci sono corone, gioielli, armature, spade, porte nascoste… c’è perfino il letto a baldacchino di una contessa in cui Claudia e Jamie possono dormire o, magari, fare battaglia di cuscini! Tutto va secondo i piani, fino a che una misteriosa statua non fa la sua comparsa. Chi l’ha scolpita? Perché è stata recapitata al Museo proprio ora? Ma soprattutto riusciranno Claudia e Jamie a risolvere il mistero prima che la polizia di New York li riporti a casa?
«Fuga al museo è una di quelle storie intramontabili che ti accompagnerà per sempre, la tua fuga da tutto e da tutti, la bravata che non hai mai fatto, l’avventura perfetta che avresti voluto vivere.» - Wes Anderson, regista del film premio Oscar Grand Budapest Hotel
«Un romanzo semplicemente geniale.» Katherine Rundell, autrice bestseller di Sophie sui tetti di Parigi
Consigliato dagli 8 anni (ma per me meglio verso i 10).
****
Questo è uno dei "libri proibiti" della lista che compare nel libro "Proibito leggere". Per questo l'ho letto. Viene nominato innumerevoli volte e volevo proprio capire come mai era stato eliminato dalla biblioteca. Cosa poteva avere quel libro per far si che una mamma pensasse che poteva essere dannoso. E cosa aveva per essere il preferito della protagonista del libro di Alan Gratz?
Ebbene è un giallo / fantastico. Due ragazzini che scappano di casa e si nascondono al MET di NY. Consideriamo che questo libro è stato scritto nel 1967.
Avvincente ma devo farlo leggere a mia figlia per avere un parere serio da parte di una lettrice di 10 anni.
domenica 26 gennaio 2020
venerdì 24 gennaio 2020
Da quando ho incontrato Jessica
Da quando ho incontrato Jessica
di Andrew Norriss
Traduzione di Claudia Valentini
Il Castoro
di Andrew Norriss
Traduzione di Claudia Valentini
Il Castoro
Quando Francis e Jessica si incontrano, è amicizia a prima vista. Francis non ha paura di mostrarle i suoi segreti, e a Jessica non sembra vero di avere finalmente un compagno di avventure. C'è solo un piccolo particolare: Jessica è un fantasma. Ma è davvero così importante? Be', forse non lo è, ma di sicuro è divertente. Perfino l'ora di matematica passa più in fretta se la tua migliore amica invisibile ti passa le risposte. Presto però si scopre che Francis non è il solo a vedere Jessica, e altri amici si uniscono a lui, dando vita a un trio - o meglio, a un quartetto - tanto unito quanto improbabile. Perché proprio loro? Che cos'hanno in comune? E perché Jessica non ricorda nulla della sua morte?
Consigliato dai 12 anni
******
attenzione spoiler
x
x
Per parlare di questo libro bisogna pure dire com'è morta Jessica ma, se lo vorrete leggere, non andate oltre nella lettura di questo post perchè scoprirlo durante la lettura del libro sicuramente è importante.
mercoledì 22 gennaio 2020
Streghetta mia
Streghetta mia
di Bianca Pitzorno illustrato da Emanuela Bussolati
Einaudi ragazzi
Asdrubale Tinnnanzi non si lava mai i denti, è maleducato ed egoista. Ma è un giovanotto moderno e resta esterrefatto quando legge nel testamento del prozio defunto che per ereditarne l'immenso patrimonio dovrà sposare una strega. Lui alle streghe non ci crede. Neppure i signori Zep ci credono, e quando nasce loro Emilia, una bambina dai capelli rossi che galleggia nella vaschetta da bagno, parla col gatto nero e non si riflette negli specchi, pensano soltanto a una buffa serie di coincidenze. E intanto Asdrubale, che non intende rinunciare al patrimonio del prozio, riesce a procurarsi un antico libro di magia con le istruzioni necessarie per riconoscere la futura sposa. Riuscirà la piccola Emilia a scampare dalle grinfie del ripugnante cacciatore d'eredità?
****
Abbiamo condiviso questa lettura la sera, in 4. Letto ad alta voce per Lucia, Andrea e Angela. Abbiamo aspettato che Angela raggiungesse l'età giusta per ascoltare questa storia meravigliosa di Bianza Pitzorno. 7 sorelle con nomi bellissimi! I commenti a fine lettura:
- Lucia (10 anni); parlavamo di streghe ma alla fine è la storia di un topo. Non ha senso! (ridendo).
- Andrea (8 anni): mi è piaciuta tantissimo questa storia. E' divertente. Il mio personaggio preferito è Emilia!
- Angela (6 anni); mi sono un po' persa con tutti questi nomi ma è stato bello.
Il personaggio preferito della mamma, per la cronaca, è Zitto. Non è facile trovare una storia che vada bene per i 6, 8 e 10 anni, per 3 bambini così diversi. Ma si sa, i Maestri scrittori riescono a fare questo. <3 font="">3>
(Inoltre si è aperto un piccolo dibattito con Lucia sul tema del rapimento femminile per il matrimonio, sul costringere una donna a fare qualcosa che non vuole..... eh già!)
di Bianca Pitzorno illustrato da Emanuela Bussolati
Einaudi ragazzi
Asdrubale Tinnnanzi non si lava mai i denti, è maleducato ed egoista. Ma è un giovanotto moderno e resta esterrefatto quando legge nel testamento del prozio defunto che per ereditarne l'immenso patrimonio dovrà sposare una strega. Lui alle streghe non ci crede. Neppure i signori Zep ci credono, e quando nasce loro Emilia, una bambina dai capelli rossi che galleggia nella vaschetta da bagno, parla col gatto nero e non si riflette negli specchi, pensano soltanto a una buffa serie di coincidenze. E intanto Asdrubale, che non intende rinunciare al patrimonio del prozio, riesce a procurarsi un antico libro di magia con le istruzioni necessarie per riconoscere la futura sposa. Riuscirà la piccola Emilia a scampare dalle grinfie del ripugnante cacciatore d'eredità?
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Abbiamo condiviso questa lettura la sera, in 4. Letto ad alta voce per Lucia, Andrea e Angela. Abbiamo aspettato che Angela raggiungesse l'età giusta per ascoltare questa storia meravigliosa di Bianza Pitzorno. 7 sorelle con nomi bellissimi! I commenti a fine lettura:
- Lucia (10 anni); parlavamo di streghe ma alla fine è la storia di un topo. Non ha senso! (ridendo).
- Andrea (8 anni): mi è piaciuta tantissimo questa storia. E' divertente. Il mio personaggio preferito è Emilia!
- Angela (6 anni); mi sono un po' persa con tutti questi nomi ma è stato bello.
Il personaggio preferito della mamma, per la cronaca, è Zitto. Non è facile trovare una storia che vada bene per i 6, 8 e 10 anni, per 3 bambini così diversi. Ma si sa, i Maestri scrittori riescono a fare questo. <3 font="">3>
(Inoltre si è aperto un piccolo dibattito con Lucia sul tema del rapimento femminile per il matrimonio, sul costringere una donna a fare qualcosa che non vuole..... eh già!)
martedì 21 gennaio 2020
Gli ottimisti muoiono prima
Gli ottimisti muoiono prima
di Susin Nielsen
Il Castoro
Sotto il cappello con le orecchie da gatto che si è fatta da sé, Petula nasconde una buona dose di cinismo, la convinzione che a essere pessimisti ci si azzecca sempre e - soprattutto - il dolore per una perdita che sembra impossibile da superare. Certo, è stato un incidente. Ma i pessimisti dovrebbero prevedere gli incidenti, e Petula proprio non ce la fa a non sentirsi in colpa. A scuola la obbligano a partecipare a un gruppo di arteterapia per ragazzi in difficoltà, o - come direbbe lei - per ragazzi fuori di testa. E qui però che conosce Jacob, un bellissimo ragazzo pieno di umorismo e di energia, con una protesi al braccio e un doloroso segreto. L'amore è dietro l'angolo, ma è difficile lasciarsi il cinismo alle spalle. Come si fa a capire quando vale la pena correre il rischio?
Consigliato dai 12 anni
***
Un bel gruppo di ragazzi con problemi, tutti diversi, che riescono a tornare a credere nella vita.
Attenzione spoiler
.
.
.
Petula ha perso sua sorella piccola mentre era da sola con lei a casa. Un incidente ma si sente in colpa. Sono passati 2 anni e i suoi genitori non sembrano aver superato la cosa. Litigano. Petula fa di tutto per evitare i litigi, pulisce, sistema e gioca di anticipo.
Jacob è il nuovo arrivato e ha una protesi al braccio. E un segreto. Sembra felice ma ogni tanto si intravedono momenti oscuri.
Petula si è isolata dal mondo. Jacob riuscirà a farla rientrare.
Una bella storia di amicizia e amore, che può essere spunto per parlare di alcolismo, depressione, solitudine, suicidio.... Insomma in questo libro ce n'è per tutti.
di Susin Nielsen
Il Castoro
Sotto il cappello con le orecchie da gatto che si è fatta da sé, Petula nasconde una buona dose di cinismo, la convinzione che a essere pessimisti ci si azzecca sempre e - soprattutto - il dolore per una perdita che sembra impossibile da superare. Certo, è stato un incidente. Ma i pessimisti dovrebbero prevedere gli incidenti, e Petula proprio non ce la fa a non sentirsi in colpa. A scuola la obbligano a partecipare a un gruppo di arteterapia per ragazzi in difficoltà, o - come direbbe lei - per ragazzi fuori di testa. E qui però che conosce Jacob, un bellissimo ragazzo pieno di umorismo e di energia, con una protesi al braccio e un doloroso segreto. L'amore è dietro l'angolo, ma è difficile lasciarsi il cinismo alle spalle. Come si fa a capire quando vale la pena correre il rischio?
Consigliato dai 12 anni
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Un bel gruppo di ragazzi con problemi, tutti diversi, che riescono a tornare a credere nella vita.
Attenzione spoiler
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Petula ha perso sua sorella piccola mentre era da sola con lei a casa. Un incidente ma si sente in colpa. Sono passati 2 anni e i suoi genitori non sembrano aver superato la cosa. Litigano. Petula fa di tutto per evitare i litigi, pulisce, sistema e gioca di anticipo.
Jacob è il nuovo arrivato e ha una protesi al braccio. E un segreto. Sembra felice ma ogni tanto si intravedono momenti oscuri.
Petula si è isolata dal mondo. Jacob riuscirà a farla rientrare.
Una bella storia di amicizia e amore, che può essere spunto per parlare di alcolismo, depressione, solitudine, suicidio.... Insomma in questo libro ce n'è per tutti.
lunedì 20 gennaio 2020
L'anno in cui imparai a leggere
L'anno in cui imparai a leggere
di Marco Marsullo
Einaudi - Stile libero big
Niccolò ha venticinque anni ed è innamorato perso di Simona. Così quando lei, bella e inquieta, parte mollandogli suo figlio Lorenzo, lui decide di prendersene cura, sebbene quel moccioso di quattro anni non lo abbia mai accettato e di notte lo sbattesse puntualmente fuori dal letto. Niccolò non ha mai fatto il padre, e non sa come gestire capricci, routine, amichetti che giocano a fingersi d'improvviso morti e primi batticuori. In più, a complicare le cose, ci si mette anche il padre naturale. Riccioli scompigliati e chitarra in spalla, è arrivato dall'Argentina per incontrare il piccolo, e si è installato in casa senza alcuna intenzione di andarsene. Innamorati della stessa donna, lui e Niccolò si detestano, e il bambino non riconosce un ruolo a nessuno dei due. Eppure, giorno dopo giorno, tra litigi e partite a pallone, pigiama party e impreviste abitudini, questi tre «ragazzi» abbandonati imparano ad appoggiarsi l'uno all'altro, per sorreggersi insieme contro il mondo.
****
Ho vissuto un anno di vita in un weekend insieme ai protagonisti di questa bellissima storia di amore che ti fa ridere, piangere e riflettere. Diventare genitore, piano piano. Imparare a volere bene un bambino che non è ne sarà mai tuo. Prendersi cura di qualcuno e scoprirsi innamorato.
Frasi come questa che ti fanno subito pensare al tuo modo di essere genitore. Questo libro è una fotografia della società di oggi, un analisi bellissimo dell'essere bambino, un adulto che cerca di capire il mondo visto da occhi piccoli. Anzi, 2 adulti, così diversi ma in fondo così simili.
Nel libro una critica, nemmeno tanto nascosta, ai genitori di oggi: a quelli che nascondono il fallimento della loro relazione in pubblico e continuano una vita fatta di bugie senza rendersi conto del male che fanno ai loro figli; a quelli che hanno già previsto per filo e per segno la vita dei loro figli senza mai chiedersi se in quel modo saranno felici e se è quella la vita che vorranno; ai padri assenti; alle madri egoiste.
Bene.... che dire, mi è piaciuto molto e mi ha fatto ridere, sorridere, pensare e.... insomma si, anche qualche lacrima l'ho versata.
di Marco Marsullo
Einaudi - Stile libero big
Niccolò ha venticinque anni ed è innamorato perso di Simona. Così quando lei, bella e inquieta, parte mollandogli suo figlio Lorenzo, lui decide di prendersene cura, sebbene quel moccioso di quattro anni non lo abbia mai accettato e di notte lo sbattesse puntualmente fuori dal letto. Niccolò non ha mai fatto il padre, e non sa come gestire capricci, routine, amichetti che giocano a fingersi d'improvviso morti e primi batticuori. In più, a complicare le cose, ci si mette anche il padre naturale. Riccioli scompigliati e chitarra in spalla, è arrivato dall'Argentina per incontrare il piccolo, e si è installato in casa senza alcuna intenzione di andarsene. Innamorati della stessa donna, lui e Niccolò si detestano, e il bambino non riconosce un ruolo a nessuno dei due. Eppure, giorno dopo giorno, tra litigi e partite a pallone, pigiama party e impreviste abitudini, questi tre «ragazzi» abbandonati imparano ad appoggiarsi l'uno all'altro, per sorreggersi insieme contro il mondo.
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Ho vissuto un anno di vita in un weekend insieme ai protagonisti di questa bellissima storia di amore che ti fa ridere, piangere e riflettere. Diventare genitore, piano piano. Imparare a volere bene un bambino che non è ne sarà mai tuo. Prendersi cura di qualcuno e scoprirsi innamorato.
"Perché un errore comune di chi ha la fortuna di diventare genitore è proprio non considerare le attitudini della persona che si è avuta in dono come figlio. Non considerarne i possibili difetti, le criticità, le normalissime storture."
Frasi come questa che ti fanno subito pensare al tuo modo di essere genitore. Questo libro è una fotografia della società di oggi, un analisi bellissimo dell'essere bambino, un adulto che cerca di capire il mondo visto da occhi piccoli. Anzi, 2 adulti, così diversi ma in fondo così simili.
Nel libro una critica, nemmeno tanto nascosta, ai genitori di oggi: a quelli che nascondono il fallimento della loro relazione in pubblico e continuano una vita fatta di bugie senza rendersi conto del male che fanno ai loro figli; a quelli che hanno già previsto per filo e per segno la vita dei loro figli senza mai chiedersi se in quel modo saranno felici e se è quella la vita che vorranno; ai padri assenti; alle madri egoiste.
Bene.... che dire, mi è piaciuto molto e mi ha fatto ridere, sorridere, pensare e.... insomma si, anche qualche lacrima l'ho versata.
mercoledì 15 gennaio 2020
La pagella
La pagella
di Andrew Clements
Traduzione di Elisa Puricelli Guerra
con postfazione di Antonio Faeti
BURagazzi
"APPELLO A TUTTI GLI ALUNNI: SIETE STUFI DI LOTTARE PER I VOTI? ALLORA UNITEVI ALLA RIVOLTA! PRENDETE ZERO NEL PROSSIMO TEST! FATE VEDERE A TUTTI CHE POSSIAMO RAGIONARE CON LA NOSTRA TESTA! "
*****
E proprio vero che i libri ti trovano. Questo, che era a casa da un po', è saltato all'occhio proprio ora, a poche settimane della consegna delle pagelle.
di Andrew Clements
Traduzione di Elisa Puricelli Guerra
con postfazione di Antonio Faeti
BURagazzi
"APPELLO A TUTTI GLI ALUNNI: SIETE STUFI DI LOTTARE PER I VOTI? ALLORA UNITEVI ALLA RIVOLTA! PRENDETE ZERO NEL PROSSIMO TEST! FATE VEDERE A TUTTI CHE POSSIAMO RAGIONARE CON LA NOSTRA TESTA! "
*****
E proprio vero che i libri ti trovano. Questo, che era a casa da un po', è saltato all'occhio proprio ora, a poche settimane della consegna delle pagelle.
martedì 14 gennaio 2020
One
One
di Sarah Crossan (A
Traduzione di Alessandro Peroni
Feltrinelli up
Grace e Tippi sono gemelle, gemelle siamesi, e la loro vita sta per cambiare. Dopo aver ricevuto per anni l'istruzione scolastica a casa, dovranno avventurarsi nel mondo là fuori, un mondo fatto di sguardi, mormorii e commenti. Troveranno qualcosa di più, a scuola? Potranno trovare veri amici? E l'amore? Quello che né Grace né Tippi possono sapere è che le aspetta qualcosa di ben più grande e grave del compatimento e dello scherno dei compagni.
di Sarah Crossan (A
Traduzione di Alessandro Peroni
Feltrinelli up
Grace e Tippi sono gemelle, gemelle siamesi, e la loro vita sta per cambiare. Dopo aver ricevuto per anni l'istruzione scolastica a casa, dovranno avventurarsi nel mondo là fuori, un mondo fatto di sguardi, mormorii e commenti. Troveranno qualcosa di più, a scuola? Potranno trovare veri amici? E l'amore? Quello che né Grace né Tippi possono sapere è che le aspetta qualcosa di ben più grande e grave del compatimento e dello scherno dei compagni.
sabato 11 gennaio 2020
Sette abbracci e tieni il resto
Sette abbracci e tieni il resto
di Stefano Tofani
Rizzoli
Ernesto ha dodici anni, occhiali spessi e una camminata sbilenca. È così dall'incidente d'auto che gli ha portato via la nonna, amatissima, la nonna dei proverbi e delle lezioni di vita, la nonna a cui in cambio di un abbraccio strappava quasi tutto. Ernesto ha un amico, Lucio, che come un grillo parlante gli fa venire mille dubbi e lo mette in guardia su tutto. Ma siamo sicuri che sia sincero? Ha poi anche un altro amico che si chiama Elien e viene da lontano. Ernesto ha una passione per una sua compagna di scuola, Martina, ma sa che lei non lo noterà mai. Finché un giorno Martina non sparisce di colpo, gettando nel panico la comunità. Per Ernesto è l'occasione per ritrovarla, componendo il puzzle di un mistero che gli adulti, neanche quelli che dovrebbero saperlo fare per mestiere, riescono a risolvere. Ed è l'occasione per trasformarsi di colpo da sfigato Quattrocchio a magnifico eroe salvatore.
Consigliato dai 10 anni
******
Bella storia di rivincita. In questo libro c'è un po' di tutto (anche troppo): un bambino solo, una nonna morta, dei genitori assenti, un adulto presente, i clandestini, l'amicizia a 4 zampe e un amico speciale. Ci sono i bulli e le ragazze VIP, belle e inarrivabili. La solitudine è, senza dubbio, la protagonista di questa storia che finisce fin troppo bene e senza troppa rabbia.
di Stefano Tofani
Rizzoli
Ernesto ha dodici anni, occhiali spessi e una camminata sbilenca. È così dall'incidente d'auto che gli ha portato via la nonna, amatissima, la nonna dei proverbi e delle lezioni di vita, la nonna a cui in cambio di un abbraccio strappava quasi tutto. Ernesto ha un amico, Lucio, che come un grillo parlante gli fa venire mille dubbi e lo mette in guardia su tutto. Ma siamo sicuri che sia sincero? Ha poi anche un altro amico che si chiama Elien e viene da lontano. Ernesto ha una passione per una sua compagna di scuola, Martina, ma sa che lei non lo noterà mai. Finché un giorno Martina non sparisce di colpo, gettando nel panico la comunità. Per Ernesto è l'occasione per ritrovarla, componendo il puzzle di un mistero che gli adulti, neanche quelli che dovrebbero saperlo fare per mestiere, riescono a risolvere. Ed è l'occasione per trasformarsi di colpo da sfigato Quattrocchio a magnifico eroe salvatore.
Consigliato dai 10 anni
******
Bella storia di rivincita. In questo libro c'è un po' di tutto (anche troppo): un bambino solo, una nonna morta, dei genitori assenti, un adulto presente, i clandestini, l'amicizia a 4 zampe e un amico speciale. Ci sono i bulli e le ragazze VIP, belle e inarrivabili. La solitudine è, senza dubbio, la protagonista di questa storia che finisce fin troppo bene e senza troppa rabbia.
mercoledì 8 gennaio 2020
KHALAT
Khalat
Giulia Pex da un racconto di Davide Coltri
Hoppípolla Edizioni
Dicono -> Una trascinante riflessione sull'identità femminile, sulla libertà di scelta e sulle ambizioni tradite, che accomunano le nuove generazioni a tutte le latitudini.
***
La storia di Khalat, un studentessa curda che vede scoppiare la guerra nel suo paese. Dopo la morte di suo fratello fugge con i genitori e il nipotino. Un viaggio della speranza per arrivare in Germania.
Nonostante le illustrazioni siano magnifiche trovo questa graphic troppo veloce. Non mi ha convinta. In alcuni punti dovevo rileggere perchè non si capivano i riferimenti. Per quanto riguarda invece le riflessioni che possono nascere da questa lettura sull'indipendenza femminile, concordo nel dire che è un ottimo punto di partenza.
Giulia Pex da un racconto di Davide Coltri
Hoppípolla Edizioni
Dicono -> Una trascinante riflessione sull'identità femminile, sulla libertà di scelta e sulle ambizioni tradite, che accomunano le nuove generazioni a tutte le latitudini.
***
La storia di Khalat, un studentessa curda che vede scoppiare la guerra nel suo paese. Dopo la morte di suo fratello fugge con i genitori e il nipotino. Un viaggio della speranza per arrivare in Germania.
Nonostante le illustrazioni siano magnifiche trovo questa graphic troppo veloce. Non mi ha convinta. In alcuni punti dovevo rileggere perchè non si capivano i riferimenti. Per quanto riguarda invece le riflessioni che possono nascere da questa lettura sull'indipendenza femminile, concordo nel dire che è un ottimo punto di partenza.
martedì 7 gennaio 2020
Proibito leggere
Proibito leggere!
di Alan Gratz
Traduzione di Elisa Caligiana
Mondadori
Amy Anne ha nove anni, obbedisce sempre ai genitori, non si lamenta mai e non dice mai la sua. Ma quando alcuni libri, tra cui il suo preferito - quello che ha già letto tredici volte e non si stancherebbe mai di rileggere -, vengono banditi dalla biblioteca della scuola perché accusati da una mamma di essere inappropriati, Amy Anne capisce di non poter restare ferma a guardare. Leggere tutti i libri messi all'indice vorrebbe essere il suo silenzioso gesto di protesta, ma altri compagni si uniscono a lei e in breve tempo si trova a gestire segretamente nel suo armadietto una Biblioteca dei Libri Banditi. Quando viene scoperta, Amy Anne e i suoi amici decidono di non arrendersi e contrattaccare: in fin
dei conti, una volta che hai bandito un libro puoi bandirli tutti.
di Alan Gratz
Traduzione di Elisa Caligiana
Mondadori
dei conti, una volta che hai bandito un libro puoi bandirli tutti.
lunedì 6 gennaio 2020
Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano
Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano
di Eric-Emmanuel Schmitt
Traduzione di Alberto Bracci Testasecca
Edizioni E/O
Dal retro di copertina: "Nel breve intreccio di strade di un popolare quartiere parigino dove i nomi delle vie hanno il sapore delle favole (rue Bleue, rue de Paradis), l'adolescente Momo vive con un padre sprofondato in una silenziosa e fosca depressione. Nello stesso quartiere vive anche monsieur Ibrahim, l'unico arabo in una via "ebrea", titolare della drogheria dove Momo si reca a fare la spesa quotidiana e non esita ogni tanto a sgraffignare qualche scatoletta di conserva... "È solo un arabo, dopo tutto!" pensa Momo, e, con suo grande stupore, il vecchio Ibrahim sembra leggergli nel pensiero: "Non sono arabo, vengo dalla Mezzaluna d'Oro". Così comincia la storia d'amicizia, intessuta di ironia, candore e profonda saggezza, del ragazzo ebreo e dell'anziano "arabo" nell'incanto di un angolo di mondo nel quale le puttane sono belle e cordiali e si accontentano di un orsetto di peluche in cambio dei loro favori e dove, come portata da un sogno, compare addirittura Brigitte Bardot. Come in una favola o un apologo che non pretende di dare lezioni morali ma soltanto proporre un sogno da decifrare, i due protagonisti si incamminano verso il grande mondo, acquistano un'auto che nessuno dei due sa guidare e si dirigono verso Oriente, oltre Istanbul, verso una libertà che li fa inerpicare verso l'alto, guidati da quell'arte di sorridere alla vita racchiusa nei preziosi fiori del Corano."
Ho scoperto questo autore grazie a Marco e al suo consiglio di leggere "Oscar e la dama rosa".
di Eric-Emmanuel Schmitt
Traduzione di Alberto Bracci Testasecca
Edizioni E/O
Dal retro di copertina: "Nel breve intreccio di strade di un popolare quartiere parigino dove i nomi delle vie hanno il sapore delle favole (rue Bleue, rue de Paradis), l'adolescente Momo vive con un padre sprofondato in una silenziosa e fosca depressione. Nello stesso quartiere vive anche monsieur Ibrahim, l'unico arabo in una via "ebrea", titolare della drogheria dove Momo si reca a fare la spesa quotidiana e non esita ogni tanto a sgraffignare qualche scatoletta di conserva... "È solo un arabo, dopo tutto!" pensa Momo, e, con suo grande stupore, il vecchio Ibrahim sembra leggergli nel pensiero: "Non sono arabo, vengo dalla Mezzaluna d'Oro". Così comincia la storia d'amicizia, intessuta di ironia, candore e profonda saggezza, del ragazzo ebreo e dell'anziano "arabo" nell'incanto di un angolo di mondo nel quale le puttane sono belle e cordiali e si accontentano di un orsetto di peluche in cambio dei loro favori e dove, come portata da un sogno, compare addirittura Brigitte Bardot. Come in una favola o un apologo che non pretende di dare lezioni morali ma soltanto proporre un sogno da decifrare, i due protagonisti si incamminano verso il grande mondo, acquistano un'auto che nessuno dei due sa guidare e si dirigono verso Oriente, oltre Istanbul, verso una libertà che li fa inerpicare verso l'alto, guidati da quell'arte di sorridere alla vita racchiusa nei preziosi fiori del Corano."
Ho scoperto questo autore grazie a Marco e al suo consiglio di leggere "Oscar e la dama rosa".
lunedì 18 novembre 2019
La masseria delle allodole
La masseria delle allodole
di Antonia Arslan
Rizzoli

Sinopsi
Ispirato ai ricordi familiari dell'autrice, il racconto della tragedia di un popolo "mite e fantasticante", gli armeni, e la struggente nostalgia per una terra e una felicità perdute. La masseria delle allodole è la casa, sulle colline dell'Anatolia, dove nel maggio 1915, all'inizio dello sterminio degli armeni da parte dei turchi, vengono trucidati i maschi della famiglia, adulti e bambini, e da dove comincia l'odissea delle donne, trascinate fino in Siria attraverso atroci marce forzate e campi di prigionia. In mezzo alla morte e alla disperazione, queste donne coraggiose, spinte da un inesauribile amore per la vita, riescono a tenere accesa la fiamma della speranza; e da Aleppo, tre bambine e un "maschietto-vestito-da-donna" salperanno per l'Italia...
Il 2019 mi sta portando verso letture molto diverse dal mio solito. Piano piano abbandono la la letteratura per ragazzi. O meglio, non mi dedico esclusivamente a quella. Ora dedico più tempo a letture "adulte". Che poi, lo sappiamo, i libri sono libri. Ma la creazione del Circolo dei Lettori di Villafranca ha portato la mia strada verso libri che non credevo di aver mai voluto affrontare. Forse quanto succede oggi nel mondo ha bisogno di letture come questa. Forse.
La masseria delle allodole è un testo impegnativo. A volte un pugno nello stomaco. Ma è anche la bellissima storia di una famiglia, della felicità rubata, del coraggio conquistato, della sopravvivenza nonostante tutto. Della gratitudine. Si, della gratitudine verso chi c'era sempre stato e ora ha bisogno. E' la storia di una caduta libera senza appigli. E di una corda lanciata all'ultimo momento. E' anche la storia dell'indifferenza. E mi ha personalmente posto in un luogo scomodo. Nella consapevolezza che, se una cosa simile successe vicino a noi, sicuramente anch'io diventerei indifferente. Penserei prima a me e ai miei. Possibile? Possibile che io possa aver pensato questo mentre leggevo. Purtroppo si, è possibile.
Mi auguro solo che non succeda mai. E già abbastanza difficile convivere con la sofferenza lontana, quella che oggi si ripete, ma che non vediamo. E quindi.... nulla possiamo. Se fosse vicina.... potremmo qualcosa?
di Antonia Arslan
Rizzoli

Sinopsi
Ispirato ai ricordi familiari dell'autrice, il racconto della tragedia di un popolo "mite e fantasticante", gli armeni, e la struggente nostalgia per una terra e una felicità perdute. La masseria delle allodole è la casa, sulle colline dell'Anatolia, dove nel maggio 1915, all'inizio dello sterminio degli armeni da parte dei turchi, vengono trucidati i maschi della famiglia, adulti e bambini, e da dove comincia l'odissea delle donne, trascinate fino in Siria attraverso atroci marce forzate e campi di prigionia. In mezzo alla morte e alla disperazione, queste donne coraggiose, spinte da un inesauribile amore per la vita, riescono a tenere accesa la fiamma della speranza; e da Aleppo, tre bambine e un "maschietto-vestito-da-donna" salperanno per l'Italia...
Il 2019 mi sta portando verso letture molto diverse dal mio solito. Piano piano abbandono la la letteratura per ragazzi. O meglio, non mi dedico esclusivamente a quella. Ora dedico più tempo a letture "adulte". Che poi, lo sappiamo, i libri sono libri. Ma la creazione del Circolo dei Lettori di Villafranca ha portato la mia strada verso libri che non credevo di aver mai voluto affrontare. Forse quanto succede oggi nel mondo ha bisogno di letture come questa. Forse.
La masseria delle allodole è un testo impegnativo. A volte un pugno nello stomaco. Ma è anche la bellissima storia di una famiglia, della felicità rubata, del coraggio conquistato, della sopravvivenza nonostante tutto. Della gratitudine. Si, della gratitudine verso chi c'era sempre stato e ora ha bisogno. E' la storia di una caduta libera senza appigli. E di una corda lanciata all'ultimo momento. E' anche la storia dell'indifferenza. E mi ha personalmente posto in un luogo scomodo. Nella consapevolezza che, se una cosa simile successe vicino a noi, sicuramente anch'io diventerei indifferente. Penserei prima a me e ai miei. Possibile? Possibile che io possa aver pensato questo mentre leggevo. Purtroppo si, è possibile.
Mi auguro solo che non succeda mai. E già abbastanza difficile convivere con la sofferenza lontana, quella che oggi si ripete, ma che non vediamo. E quindi.... nulla possiamo. Se fosse vicina.... potremmo qualcosa?
martedì 27 febbraio 2018
Cicero
di Antonio Ferrara
Con illustrazioni di Paolo Domeniconi
Coccole books
Uno dei miei libri di questa settimana passata al mare. Tornare a leggere dopo un periodo di blocco è stato bello. Avere voglia di dimenticare il mondo tra le pagine di un libro. Alzarmi presto, mentre tutti dormono e andare in spiaggia a leggere, da sola. Me, il rumore delle onde e il mio libro.
Dal retro di copertina: Cicero è un ragazzo che vive su un'isola piena di natura e riempie le pagine della sua infanzia con tante piccole avventure quotidiane. La grande amicizia con una bambina, Zita. Una balena, bella come una regina, che insieme vanno a trovare ogni giorno. Un albero carico di arance. Intorno a lui un campionario di vite, sorrisi, affetti e dolori. Personaggi improbabili e umanissimi, ma difficili da abbandonare. Una storia che inizia e finisce con una partenza, perché un viaggio è la nostra vita.
Quando ho finito Cicero, il mio commento a caldo parlando con mio marito è stato: "un libro che non ti racconta niente di speciale ma ti racconta il mondo". E lui ha risposto "wow". Ed effettivamente è così. WOW. Perché Cicero racconta l'infanzia. I ricordi di un bambino. L'amore per un luogo, per un giardino e un albero. L'odore (e il sapore!) di un'arancia appena raccolta. Il suono e il colore del mare. Un'amica speciale che nuota vicino finchè non deve partire. La vita. La morte. Le persone. La diversità. La tristezza e l'allegria. I libri.
Racconta di un bambino che deve crescere in fretta. Che farà un viaggio. Ma che lascerà parte del suo cuore nella terra che lascia, negli amici, nell'amore: il primo amore. Una storia dolce e amara. Un racconto corto, che però non ti lascia.
Sono stata profondamente colpita da quasi tutti i personaggi di questa storia ma uno in particolare mi è caro. La vecchietta "pazza di tristezza" che regala un libro al nostro Cicero. La depressione è un tema importante da trattare. Ho molto apprezzato il testo e i comportamenti degli adulti rispetto a questo personaggio. La mamma di Cicero che cura, a modo suo, questa vecchia che vive la sua solitudine riempiendo la vita di letture. La mamma cucina. E chiede a Cicero di portare i pasti. Così lei non si sente tanto sola. Cucina e libri.
E le illustrazioni sono bellissime, a colori, anche a doppia pagina. Edizione davvero bella. Era sul comodino da ormai troppo tempo. 
Sono<3 span="">3>
lunedì 29 gennaio 2018
Dopo - Laurent Moreau
Oggi. Oggi è una giornata così.
Dopo
Laurent Moreau
Orecchio Acerbo Editore
Ieri. Ieri ho partecipato a un corso di biblioterapia con Marco dalla Valle, di Biblioterapia italiana. Un corso che noi di LIA abbiamo tanto voluto e che ci ha portato ad avvicinarsi a tanti libri e un modo di "cura" attraverso la lettura. Mi è piaciuto molto. E abbiamo parlato di temi difficili. Come la morte.
La morte è uno di quei temi che ho sempre voluto portare agli incontri LIA ma non era mai il momento giusto. E non lo abbiamo mai affrontato, alla fine. Ma è un tema necessario.
Oggi sono stata tagata in vari gruppi per dare consigli di libri per bambini su questo tema. Purtroppo per lutti appena successi, anche gravi. Inoltre, dalla Spagna, mi è arrivata la notizia della morte di mio cugino. Non lo vedevo da moltissimi anni ma il suo sorriso illuminava il mondo. Io lo ricordo così! Dolce e buono, tanto buono che il suo cuore alla fine non ce l'ha fatta.
Torniamo quindi a questo OGGI. Una giornata di nebbia intensa. Di pensieri intensi. Pensieri che mi hanno portata a prendere questo libro in mano. Un libro importante,bello, necessario. Che in poche parole ti fa vedere la vita... e la morte.
"Dopo quest'attimo non ci sarà più quest'attimo."
Un libro che vi invito a leggere con i vostri bambini. In esso trovate la morte. Con l'illustrazione di un uccellino morto. "Dopo la morte mi spaventa l'idea che non ci sia niente dopo la morte". Trovate l'attesa. Il pianto. La rabbia. Il silenzio. Un libro che chiude con
"Dopo tutto be', si vedrà... Prima di dopo c'è adesso!"
Vi invito a leggerlo oggi, domani. Prima che la vita vi costringa ad affrontare un lutto. Perché quando mi (ci) chiedete un libro per affrontare il lutto, beh... è tardi. Nel momento della profonda tristezza che ci avvolge quando vediamo la morte vicina a noi non possiamo leggere ai bambini libri con questa tematica. Perché sarebbe troppo. Ma possiamo preparare loro ad affrontarla. Sempre con la speranza nel futuro, perché la vita, nonostante tutto il dolore, continua. Ed è bella! E bisogna viverla davvero, ogni giorno.
Dopo
Laurent Moreau
Orecchio Acerbo Editore
sabato 20 gennaio 2018
Mi manca la colla, me la presti? No, è mia!
Seduta psicologica oggi.
Ne sento proprio il bisogno.
Questo spazio era nato per parlare di me e della mia famiglia. Per parlare alla mia famiglia. Per lasciare ai miei bimbi un ricordo della loro crescita insieme a me. Poi i libri hanno presso il sopravento e parlare di voi e di me è sempre più raro.
Ieri però è successa una cosa che mi ha fatto pensare a quanto parlare, comunicare e condividere possa essere fondamentale. E oggi sono qui di nuovo per raccontarmi e raccontarvi. Per lasciare una traccia delle cose che succedono ogni giorno. Per non dimenticare.
Un progetto per "Stare bene insieme" da dove comincia? Per me dal dialogo, dal conoscere le persone intorno a me. I loro nomi. Le loro canzoni preferite. Il loro cartone del cuore. Il loro libro. La loro famiglia. Ma a scuola, stare bene è possibile?
I primi giorni di scuola di Lucia, mi ricordo, non sapeva il nome delle sue maestre. Erano la maestra del quaderno rosso e la maestra del quaderno verde. Non le conoscevo nemmeno io. E mi sono trovata in difficoltà. Poi abbiamo superato questo passaggio e non mi sono posta molte domande, sono sincera.
Ma ora Andrea è arrivato in prima, anche lui. E io di strada ne ho fatta. E di libri ne ho letti. E di scuola... beh, ne so. E mi chiedo come mai sia successo anche a lui di non conoscere il nome delle maestre. Stavolta ero pronta. Alla prima riunione mi ero segnata ogni nome di ogni materia. E quindi a casa ripetevo il loro nomi spesso. Non so se a scuola la maestra si presentava ogni giorno ma credo non fosse così. Da lettrice che entra in aula una volta al mese, oggi, chiedo ogni volta se ricordano il mio nome e lo ripeto quando la risposta è no.
Ma torniamo a ieri. "Stare bene insieme". Un progetto di scuola. Che insegna ai bambini a lavorare bene insieme, a creare il gruppo classe. Bellissimo. Condivisione e lavoro di gruppo. Ma, cosa è la condivisione? Condividere il materiale che mettiamo insieme per un progetto, scambiarsi i colori, che sono di tutti, aspettare il proprio turno. Ho fatto presente che, in un momento di lezione, Andrea non aveva la colla e allora aveva chiesto e gli era stato risposto di no. Così, per far capire che secondo me di lavoro come gruppo c'era ancora molto da fare. E invece mi sono sentita rispondere che prestare la propria colla o le proprie forbici non è proprio la stessa cosa. Che il materiale personale il bambino lo doveva avere. Ma allora, che cosa stiamo insegnando ai nostri bimbi? Che si possono condividere solo le cose che sono già di tutti? Evito di dire che, fossi per me, nessuno avrebbe l'astuccio e TUTTO sarebbe di tutti. Mi chiedo, per cosa ho pagato? Un progetto per imparare esattamente cosa?
Poi, come se questo non bastasse, mi hanno detto che "forse Andrea non ha fiducia nelle maestre". Sì, forse. Ma non è questa l'affermazione da fare. Forse, e solo forse, le maestre non si sono guadagnate la fiducia di mio figlio. Perché la fiducia va guadagnata e non imposta. Perché sono io a decidere di chi fidarmi e di chi no. Nessuno, oltre me, può decidere se una persona è degna della mia fiducia.
Forse, e solo forse, non ci fermiamo mai a vedere il mondo con gli occhi dei bambini. Perché lui non chiede aiuto alla maestra? Forse perché più volte si è sentito dire di no. Forse perché non si sente ascoltato e quindi tant'è che mi attacco le schedine a casa. Perché, ovviamente, se non ho la colla verrò sgridato perché non ho il materiale e così non si può far lezione.
Domani io dedicherò la mia giornata a leggere e a condividere in maniera del tutto gratuita la mia passione. Come faccio spesso, quasi sempre. E penserò a lui, Janusz Korczak, che fu la condivisione in persona, che guadagnò la fiducia di tanti bambini. Una fiducia che lui seppe mantenere fino alla morte. Perché per essa morì

Ne sento proprio il bisogno.
Questo spazio era nato per parlare di me e della mia famiglia. Per parlare alla mia famiglia. Per lasciare ai miei bimbi un ricordo della loro crescita insieme a me. Poi i libri hanno presso il sopravento e parlare di voi e di me è sempre più raro.
Ieri però è successa una cosa che mi ha fatto pensare a quanto parlare, comunicare e condividere possa essere fondamentale. E oggi sono qui di nuovo per raccontarmi e raccontarvi. Per lasciare una traccia delle cose che succedono ogni giorno. Per non dimenticare.
Un progetto per "Stare bene insieme" da dove comincia? Per me dal dialogo, dal conoscere le persone intorno a me. I loro nomi. Le loro canzoni preferite. Il loro cartone del cuore. Il loro libro. La loro famiglia. Ma a scuola, stare bene è possibile?
I primi giorni di scuola di Lucia, mi ricordo, non sapeva il nome delle sue maestre. Erano la maestra del quaderno rosso e la maestra del quaderno verde. Non le conoscevo nemmeno io. E mi sono trovata in difficoltà. Poi abbiamo superato questo passaggio e non mi sono posta molte domande, sono sincera.
Ma ora Andrea è arrivato in prima, anche lui. E io di strada ne ho fatta. E di libri ne ho letti. E di scuola... beh, ne so. E mi chiedo come mai sia successo anche a lui di non conoscere il nome delle maestre. Stavolta ero pronta. Alla prima riunione mi ero segnata ogni nome di ogni materia. E quindi a casa ripetevo il loro nomi spesso. Non so se a scuola la maestra si presentava ogni giorno ma credo non fosse così. Da lettrice che entra in aula una volta al mese, oggi, chiedo ogni volta se ricordano il mio nome e lo ripeto quando la risposta è no.
Ma torniamo a ieri. "Stare bene insieme". Un progetto di scuola. Che insegna ai bambini a lavorare bene insieme, a creare il gruppo classe. Bellissimo. Condivisione e lavoro di gruppo. Ma, cosa è la condivisione? Condividere il materiale che mettiamo insieme per un progetto, scambiarsi i colori, che sono di tutti, aspettare il proprio turno. Ho fatto presente che, in un momento di lezione, Andrea non aveva la colla e allora aveva chiesto e gli era stato risposto di no. Così, per far capire che secondo me di lavoro come gruppo c'era ancora molto da fare. E invece mi sono sentita rispondere che prestare la propria colla o le proprie forbici non è proprio la stessa cosa. Che il materiale personale il bambino lo doveva avere. Ma allora, che cosa stiamo insegnando ai nostri bimbi? Che si possono condividere solo le cose che sono già di tutti? Evito di dire che, fossi per me, nessuno avrebbe l'astuccio e TUTTO sarebbe di tutti. Mi chiedo, per cosa ho pagato? Un progetto per imparare esattamente cosa?
Poi, come se questo non bastasse, mi hanno detto che "forse Andrea non ha fiducia nelle maestre". Sì, forse. Ma non è questa l'affermazione da fare. Forse, e solo forse, le maestre non si sono guadagnate la fiducia di mio figlio. Perché la fiducia va guadagnata e non imposta. Perché sono io a decidere di chi fidarmi e di chi no. Nessuno, oltre me, può decidere se una persona è degna della mia fiducia.
Forse, e solo forse, non ci fermiamo mai a vedere il mondo con gli occhi dei bambini. Perché lui non chiede aiuto alla maestra? Forse perché più volte si è sentito dire di no. Forse perché non si sente ascoltato e quindi tant'è che mi attacco le schedine a casa. Perché, ovviamente, se non ho la colla verrò sgridato perché non ho il materiale e così non si può far lezione.
Domani io dedicherò la mia giornata a leggere e a condividere in maniera del tutto gratuita la mia passione. Come faccio spesso, quasi sempre. E penserò a lui, Janusz Korczak, che fu la condivisione in persona, che guadagnò la fiducia di tanti bambini. Una fiducia che lui seppe mantenere fino alla morte. Perché per essa morì
Dite:è faticoso frequentare i bambini.Avete ragione.Poi aggiungete:perché bisogna mettersi al loro livello,abbassarsi, inclinarsi, curvarsi,farsi piccoli.Ora avete torto.Non è questo che più stanca.È piuttosto il fatto di essereobbligati ad innalzarsi fino all'altezzadei loro sentimenti.Tirarsi, allungarsi,alzarsi sulla punta dei piedi.Per non ferirli.
Janusz Korczak – “Quando ridiventerò bambino"
mercoledì 19 luglio 2017
Cuore di waffel
A giugno siamo stati al Lago di Caldonazzo a goderci qualche giorno di pace e tranquillità. C'era un punto di bookcrossing!!!!! E... indovinate cosa ho trovato? Un libro che aspettavo da tempo, che volevo leggere e che ho divorato e adorato!
Dai 8 anni da leggere assolutamente! Anche a voce alta. Risate assicurate.
Un libro da leggere assolutamente. Mi è piaciuto molto. E' divertente, romantico, a tratti triste. Ha un po' di tutto. Quando dicono che è la nuova Lindgren per me non si sbagliano.
Cuori di Waffel è una storia di amicizia intensa tra due bambini che abitano in un paesino vicino al mare. Vi ricordate le estate in riva al mare? Io sono tornata bambina proprio mentre leggevo. Ricordavo le avventure con gli amici al mare. Inventavamo di tutto. Ed eravamo spericolati.
Immaginate tutto quello che 2 ragazzini insieme possono riuscire a combinare? No, in realtà non avete idea. Dovete proprio immergervi in questa lettura per riscoprire l'anima bambina che è in voi.
Cuori di Waffel è un canto di libertà ma anche un omaggio alla famiglia. A quella che include i vicini di casa e i parenti lontani che non possono mancare alla festa di mezza estate. Una famiglia molto unita, un nonno spassoso, un vicino scontroso ma che si rivelerà dolce e protettivo. Una zia lontana che lascia ricordi zuccherati. La nascita di un nuovo amore e di una nuova famiglia. La conferma che l'amicizia, quella dei bambini, è sincera, fedele e indistruttibile.
Insomma, l'estate da trascorrere insieme in mezzo a mille avventure. Non vi resta che leggerlo. Non ve ne pentirete.
Per saperne di più:
- Cuori di Waffel su LiBeR
- Cuori di Waffel su Le letture di Biblioragazzi
Dai 8 anni da leggere assolutamente! Anche a voce alta. Risate assicurate.
Cuori di Waffel
Maria Parr
Beisler ed.
Un libro da leggere assolutamente. Mi è piaciuto molto. E' divertente, romantico, a tratti triste. Ha un po' di tutto. Quando dicono che è la nuova Lindgren per me non si sbagliano.
Cuori di Waffel è una storia di amicizia intensa tra due bambini che abitano in un paesino vicino al mare. Vi ricordate le estate in riva al mare? Io sono tornata bambina proprio mentre leggevo. Ricordavo le avventure con gli amici al mare. Inventavamo di tutto. Ed eravamo spericolati.
Immaginate tutto quello che 2 ragazzini insieme possono riuscire a combinare? No, in realtà non avete idea. Dovete proprio immergervi in questa lettura per riscoprire l'anima bambina che è in voi.
Cuori di Waffel è un canto di libertà ma anche un omaggio alla famiglia. A quella che include i vicini di casa e i parenti lontani che non possono mancare alla festa di mezza estate. Una famiglia molto unita, un nonno spassoso, un vicino scontroso ma che si rivelerà dolce e protettivo. Una zia lontana che lascia ricordi zuccherati. La nascita di un nuovo amore e di una nuova famiglia. La conferma che l'amicizia, quella dei bambini, è sincera, fedele e indistruttibile.
Insomma, l'estate da trascorrere insieme in mezzo a mille avventure. Non vi resta che leggerlo. Non ve ne pentirete.
Per saperne di più:
- Cuori di Waffel su LiBeR
- Cuori di Waffel su Le letture di Biblioragazzi
martedì 18 luglio 2017
Il mondo fino a 7
Il mondo fino a 7
Holly Goldberg Sloan
Mondadori
Willow ha 12 anni e ha una intelligenza sopra la media (molto al di sopra!). E' stata adottata. E' una bambina solitaria, non ha amici. La sua vita trascorre tra libri, la cura il giardino dietro casa... La sua solitudine non sembra essere un problema anche se, finalmente, sembra aver trovato una amica.
Mai, più grande di lei, accompagna sempre suo fratello dal consulente scolastico. Willow ci è finita perché tutti credono abbia copiato un test. Da Dell iniziano a parlare e scoprono di avere cose in comune.
Un giorno la vita di Willow cambia radicalmente. I suoi genitori muoiono in un incidente. Il destino vuole che Mai sia presente quando arriva la notizia. Da questo momento Mai sarà vicina all'amica coinvolgendo il consulente, sua madre e suo fratello. Persone fino a poco tempo prima completamente sconosciute per Willow se ne prenderanno cura. Oppure... è Willow a prendersi cura di loro?
Una storia che parla di rivincita, di amore, di fiducia, di dono. Una narrazione a volte fredda, raccontata dal punto di vista da una persona che fatica a gestire i sentimenti, una mente matematica. Che si scoprirà però bisognosa suo malgrado. Un canto alla vita che, lo vogliamo o no, va sempre avanti.
Holly Goldberg Sloan
Mondadori
Willow ha 12 anni e ha una intelligenza sopra la media (molto al di sopra!). E' stata adottata. E' una bambina solitaria, non ha amici. La sua vita trascorre tra libri, la cura il giardino dietro casa... La sua solitudine non sembra essere un problema anche se, finalmente, sembra aver trovato una amica.
Mai, più grande di lei, accompagna sempre suo fratello dal consulente scolastico. Willow ci è finita perché tutti credono abbia copiato un test. Da Dell iniziano a parlare e scoprono di avere cose in comune.
Un giorno la vita di Willow cambia radicalmente. I suoi genitori muoiono in un incidente. Il destino vuole che Mai sia presente quando arriva la notizia. Da questo momento Mai sarà vicina all'amica coinvolgendo il consulente, sua madre e suo fratello. Persone fino a poco tempo prima completamente sconosciute per Willow se ne prenderanno cura. Oppure... è Willow a prendersi cura di loro?
Una storia che parla di rivincita, di amore, di fiducia, di dono. Una narrazione a volte fredda, raccontata dal punto di vista da una persona che fatica a gestire i sentimenti, una mente matematica. Che si scoprirà però bisognosa suo malgrado. Un canto alla vita che, lo vogliamo o no, va sempre avanti.
"Se c'è una cosa che ho capito negli ultimi mesi è che si possono trovare delle etichette per organizzare gli essere viventi, ma è impossibile mettere le persone in gruppi o ordini di qualsiasi genere.Non funziona proprio"
lunedì 27 febbraio 2017
Il gioco del silenzio
Il gioco del silenzio
Andrew Clements
Traduzione: S. Piazza
Ormai, lo so, sono ripetitiva. Questo è uno di quei libri trovati grazie agli incontri del gruppo di lettura. Nei mesi scorsi abbiamo affrontato il tema "silenzio" e questo è stato uno dei libri di narrativa per ragazzi che mi ero "imposta" di leggere. Non sono stata la sola!
Gandhi e le sue giornate silenziose sono il punto di partenza di una gara che coinvolgerà gli alunni di quinta elementare della scuola elementare di Laketon.
Dave deve fare una ricerca sull'India. Scopre allora la figura di Gandhi. A colpirlo di più il fatto che Gandhi restasse nel più assoluto silenzio per una intera giornata ogni settimana. Per "mettere ordine nella propria mente". Senza sapere bene perché Dave decide di provare, forse per meglio capire lo scopo di Gandhi. Alla presentazione della ricerca Dave non parla, tossisce. E' a metà giornata e non ha ancora detto una parola.
Arrivato in mensa sente le chiacchere di Linsey Burgess, il "capo" delle femmine. E lui non riesce a trattenersi dell'insultarla. Da quel momento nasce una sefida, una gara maschi contro femmine. Solo 3 parole. Possono dire per rispondere agli insegnanti - per non mancar loro di rispetto - solo 3 parole. Ogni parola in più verrà segnata in un taccuino. 2 giorni. Vincerà la squadra che meno parole in più abbia pronunciato.
"Un esperimento che lascerà ammutoliti anche gli insegnanti. E che farà scoprire ai ragazzi l'importanza delle parole."
Da questo momento in poi i ragazzi impareranno non poche cose:
- La fiducia: perché nemmeno a casa possono parlare. La mattina ognuno deve confessare le parole in più che ha pronunciato.
- La pazienza...
- L'immaginazione nel trovare nuovi modi di comunicare.
- La pace che si nasconde nel silenzio che effettivamente porto loro a pensieri profondi.
Impaperano anche gli adulti, insegnanti che prima avevano una classe di difficile gestione, mai zitti, sentono ora la mancanza di quel rumore continuo. Tra gli insegnanti qualcuno vedrà la lezione che il silenzio può donare, qualcuno ne coglierà i vantaggi, qualcun'altro ci metterà di più a capire e darà il peggio di se.
Un'ottimo libro da proporre in quarta e quinta elementare.
giovedì 5 gennaio 2017
Le avventure di Lester e Bob
Le avventure di Lester e Bob
di Ole Könnecke
Traduzione di A. Petrelli
Beisler
Collana Leggo già.
di Ole Könnecke
Traduzione di A. Petrelli
Beisler
Collana Leggo già.

Recensione di Lucia (7 anni).
I protagonista di questa storia sono Lester e Bob. Lester è un papero maschio molto amato, coraggioso e anche conosciuto.
mercoledì 4 gennaio 2017
Ladre di regali - Aidan Chambers
Ladre di regali
Aidan Chambers
Giunti
"- "Sta zitta cretina!" - ringhiò Vicky, tirandole i capelli.
Lucy cacciò un urlo. Suo malgrado, gli occhi le si riempirono di lacrime.Sembrava che fossero lì ad aspettarla, pronte a scorrere. La cosa la faceva arrabbiare quanto l'offesa che le aveva provocate."
Davanti al cancello della scuola Melanie Prosser e le sue due amiche aspettano Lucy. Oggi Lucy compie 12 anni.
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