lunedì 5 ottobre 2015

Giornata Mondiale degli Insegnanti

Il 5 ottobre si festeggia la Giornata Mondiale degli Insegnanti. Nel voler festeggiare questa giornata mi sono ricordata di 2 cose bellissime. 

La prima LE MELE come regalo agli insegnanti. Anch'io l'ho fatto qualche volta da piccola.... regalare una mela alla maestra. Ma perché?

domenica 4 ottobre 2015

L'omino dei sogni - Gianni Rodari


L’omino dei sogni di Gianni Rodari tratta da I cinque libri


L’omino dei sogni 
che buffo tipetto! 
Mentre tu dormi 
senza sospetto 
ti si mette accanto al letto 
- e ti sussurra una parola: 
“Vola!” 

giovedì 1 ottobre 2015

L'educazione GENDER a scuola

Provo a riassumere il mio pensiero... dicono che scrivendo ci si riesce meglio! 

Come spiegavo qui, fin da piccola sono stata educata alla diversità. Sapevo cosa era un omosessuale e, sinceramente, non mi sono mai posta il problema della loro difficoltà per creare una famiglia. Copie eterosessuale che non possono avere figli trovano la loro strada, sia questa l'aiuto della medicina, sia l'adozione. Quindi, se ci ripenso con la mia mente bambina non ancora contagiata da tutto il male di questo mondo, il problema sembrava abbastanza facile da risolvere, no? Ecco la me bambina non sapeva che le leggi non permettono certe cose, violando la libertà di scelta personale delle persone per la loro sessualità, nascondendosi nel diritto dei bambini ad avere una crescita felice in una famiglia "normale". Ecco.... la famiglia. Come già detto qui la famiglia per me è AMORE.

lunedì 14 settembre 2015

Il primo giorno di scuola - Rodari



Il primo giorno di scuola


Suona la campanella
scopa scopa la bidella,
viene il bidello ad aprire il portone,
viene il maestro dalla stazione
viene la mamma, o scolaretto,
a tirarti giù dal letto...
Viene il sole nella stanza:
su, è finita la vacanza.
Metti la penna nell'astuccio,
l'assorbente nel quadernuccio,
fa la punta alla matita
e corri a scrivere la tua vita.
Scrivi bene, senza fretta
ogni giorno una paginetta.
Scrivi parole diritte e chiare:
Amore, lottare, lavorare.


Poesia di Gianni Rodari - Il primo giorno di scuola 

Immagine tratta da questo articolo che contiene a sua volta dei link molto interessanti

lunedì 31 agosto 2015

Alzheimer: la bellezza dei ricordi

Fra 2 giorni saremo in settembre, di nuovo. Inizia il nuovo anno anche per Leggere insieme ancora. E non vedo l'ora di parlare di amicizia attraverso alcuni libri per bambini. Mentre cercavo libri sull'amicizia mi venivano in mente i miei di amici, quelli di quando ero piccola. E anche quelli virtuali che in quest'ultimo anno sono cresciuti tanto (davvero davvero tanto). Per fortuna molti ho potuto conoscergli anche di persona. Ma una nuova amicizia a me cara manca ancora all'appello. 

Lei, per chi ama i libri per bambini, non ha bisogno di presentazioni perché è l'autrice di "Il volo di Sara", un vero capolavoro (mia opinione....). Così bello e "difficile" che ci ho messo 6 mesi ad acquistarlo. Mi limitavo a sfogliarlo quando andavo in libreria. Ma lei ha scritto altri libri, albi illustrati e non. Chi è? Lorenza Farina, una ex bibliotecaria che scrive davvero con il cuore. 

domenica 30 agosto 2015

LETTERATURA PER L'INFANZIA E SCUOLA: promozione della lettura e censure

Vi presento di seguito il mio intervento, studiato e pronto, per il Festival di Corato "Fiero del Libro". Ovviamente alla fine si è ridotto in alcune parti. Parlavo dopo il prof. Livio Sossi.... Ma il cuore del discorso (che è poi il CUORE di LIA un po') era la COMUNITÀ', in questo caso scolastica. L'importanza di non escludere nessuno quando si parla di promozione. 


E alla fine di censura abbiamo parlato poco; perché abbiamo parlato di più di promozione che, alla fin fine, è il nostro modo per lottare contro la prima! 

Ana






***************


Buona Sera a tutti. Ringrazio il prof. Livio Sossi per aver voluto sentire la voce di “Leggere insieme… ancora!” in questa sede e Peppino per l’invito.

LIA è nata poco più di un anno fa per unire adulti che hanno la passione per i libri per bambini. Quasi subito sono nate le prime “censure” di libri intorno a noi. Come Leggere insieme ancora ci siamo sempre battute contro la censura di libri. Da prima piano,parlandone e quasi scherzando… pensando che questa messa in scena di “pire di libri” anche se virtuali, sarebbero scomparse da se. Ma purtroppo, il furore di alcune persona contro certi libri per bambini non solo non si è fermato ma è addirittura cresciuto in maniera esponenziale finendo per coinvolgere la scuola. La istituzione dove cresciamo gli adulti del futuro; dove cresce la libertà di pensiero (o dovrebbe) e dove la lettura oltre che libera e non condizionata dovrebbe essere promossa in maniera costante, instancabile.

Nel momento in cui la censura è andata a toccare la scuola tutti (editori, promotori, scrittori…) tutti ci siamo messi le mani nei capelli e abbiamo iniziato a lottare. Era arrivato il momento di decidere se impugnare davvero le armi contro la censura, contro un movimento che vuole toglierci la libertà di scelta. La risposta ovviamente è si. Non possono eliminare nessun testo dalla scuola. Poco importa quali essi siano. A scuola, i libri, ci devono essere. Più ce ne sono meglio è. Loro sono la nostra migliore arma. 

E a questo punto che inizia una fase di ricerca, di studio. Quali i titoli censurati? E perché? In questa famosa lista di 49 libri censurati a Venezia (e parliamo di scuola dell’infanzia!!!) sono stati banditi libri che parlano di diversità, famiglia,ricerca di se. La campagna nata un anno fa cerca di screditare alcuni libri in particolare che parlano di “famiglie diverse”. Il tutto collegato a una certa teoria inesistente della quale non sto qui a parlare… Ma i difensori della esistenza di questa teoria hanno lavorato sodo per far sentire la loro voce, al punto di aver convinto moltissime famiglie del male che ci cela in alcuni libri per bambini. Il contagio è stato abbastanza veloce e le prime riunioni scolastiche quest’anno pullulavano di domande di genitori impauriti. Mai prima d’ora, almeno nella mia personale esperienza, i genitori si sono chiesti così tanto quali libri vengono letti ai loro figli a scuola.

Da tutto questo mi sorgono 2 domande:

  1. La prima è: come siamo arrivati a tanto? Com'è possibile che Leo Lionni sia stato censurato per libri come Piccolo Blu e Piccolo Giallo o Pezzettino?
  2. La seconda è: perché prima i genitori non si chiedevano quale erano le letture a scuola dei loro figli? Come mai la maggior parte di loro non conosceva Pezzettino?

Alla prima domanda possiamo rispondere guardando la nostra storia. Abbiamo, noi umani, il difetto di non imparare mai dei nostri errori. Storici sono alcuni episodi di censura che,analizzati oggi, ci lasciano un po d’amaro in bocca ma… “erano altri tempi” pensiamo. Pol Pot, il Ku Klux Klan, Mao, Pinochet, Franco, Suharto, Khomeini, Videca fino all'episodio più famoso del falò di libri a Berlino nel 1933 ordinato da Hitler perché “ostili allo spirito tedesco”. La censura, come dice George Steiner, è l’equivalente ai roghi dei libri però “a fuoco lento”. Questi era noi radicali, i dittatori che hanno cercato di indottrinare il popolo eliminando i libri. Aggiungiamo pure la Chiesa. Non è quindi una idea nuova. Dietro alla censura che viviamo oggi ci sono sempre e comunque pensieri radicali. "Ogni volta che si allarga il perimetro della democrazia culturale, c’è sempre chi profetizza il crollo della civiltà". E ricordiamo che in questi mesi è in discussione il ddl Cirinnà sulle unioni civili. Non è un caso questa esplosione di rabbia contro libri che raccontano famiglie diverse… 

Cito dal libro di PierLuigi Battista “I libri sono pericolosi per ciò gli bruciano”: “chi brucia un libro per un’ossessione religiosa o ideologica pretende di applicare un diritto di messa al bando delle idee, più che delle persone fisiche (…)” E ancora: “I distruttori di libri e i censori hanno quasi sempre due ossessioni contemporaneamente: le idee diverse e il sesso. Vogliono censurare i libri sul piano intellettuale, perché veicoli di idee nefaste e da sopprimere. E vogliono censurare i libri sul piano morale, perché divulgano comportamenti e tentazioni che sarebbe bene tenere nascosti, o comunque nell'ombra.

Quindi il perché siamo arrivati ad oggi per me è chiaro. Si poteva evitare?

Rispondiamo prima alla seconda domanda: perché prima i genitori non si chiedevano quale erano le letture a scuola dei loro figli?

La risposta a questa domanda, per me, la troviamo perfino nel titolo del nostro tavolo rotondo: “scuola,promozione alla lettura…” Scuola. No, non è corretto continuare a chiamarla scuola oppure “la buona scuola”. Sbagliamo mentalità. Dobbiamo dare valore alle parole. La nostra dovrebbe essere una “comunità scolastica”. Nella parola comunità ci sono insegnanti, bambini e… i loro genitori. Questo l’errore più grande. Non coinvolgere i genitori come parte davvero integrante della scuola. I genitori ricevono le belle parole sulla importanza del loro ruolo nel successo scolastico dei loro figli ma poi non vengono davvero coinvolti nella vita scolastica. “Venite a lasciarli puntuali e a prendergli all'ora stabilita”. Tutto qui. Parlare con i genitori, informargli esaustivamente, tenere conto delle loro opinioni e aspettative, non prendere decisioni unilaterali… eviterebbe questo le discussioni, le posizioni radicali? 

I libri ci devono essere in biblioteca. Ovviamente. Ma i genitori non dovrebbero sapere cosa leggono i loro figli in classe? Impuntandoci sull'importanza di leggere un certo libro, non veniamo a meno noi stessi della tolleranza che predichiamo non tenendo conto dell’opinioni altrui?

E vado ancora oltre. Lo stesso discorso vale non solo per la censura ma soprattutto per la promozione alla lettura. Quanto è importante per un bambino l’esempio dei genitori. Mille studi dimostrano che i bambini che leggono abitualmente sono, generalmente, figli di genitori lettori. Ma molti adulti non leggono e non ne capiscono nemmeno l’importanza. Inutile fare promozione alla lettura a scuola se poi un bambino va in libreria e i genitori non gli comprano il libro che vuole perché non ne capiscono l’importanza. Bisogna coinvolgere anche in questo le famiglie. Far capire che spendere 10 euro in un libro non è uno spreco. Insegnare anche ai genitori i benefici della lettura, i lati positivi che i libri hanno nella vita dei loro figli. Eliminare l’obbligo e le schede e modificare queste con un confronto anche a casa. “Parlane con i tuoi genitori”. Questo sarebbe il compito ideale. Parliamone tutti insieme.

In quasi tutti i testi fino ad ora letti sulla promozione della lettura manca l’importanza basilare del genitori. Nell'ultima Fiera di Bologna si parlava, anche lì, di suola e promozione. I relatori: una maestra scrittrice, un dirigente scolastico, 2 promotori alla lettura, una libraia, una associazione culturale. Nessun genitore. Nessuno! Eppure è palese che senza i genitori i bambini non riuscirebbero a fare i compiti a casa. Come mai allora non ne teniamo contro anche per la promozione alla lettura?

Leggere non ci rende ne migliori ne peggiori ma ci da la conoscenza: un aiuto per meglio distinguere il bene del male. Anche la visione contraria alla nostra, un altro punto di vista che ci fa riflettere con noi stessi. Ci chiede di fare ricerca, di non accontentarci”

Se spieghiamo questo concetto a un genitore che non ha mai letto potremo, magari, conquistalo. Sicuramente non tutti. Probabilmente molti radicali continueranno a pensare che eliminare il libro che parla di…. sia meglio che leggerlo e parlarne per aiutare i bambini a crearsi una loro opinione che è poi il fine ultimo dell’educazione. Ma se avremo convinto anche solo una piccola percentuale di genitori dell’importanza della lettura il numero di lettori crescerà sempre di più. Ne sono convinta. E la censura non l’avrà vinta.

La nostra società cambia attraverso la scuola. Come dice Malala: “Un bambino, un insegnante, una penna e un libro possono cambiare il mondo” (e notate che nemmeno lei tiene conto dei genitori)

martedì 25 agosto 2015

La maestra è un capitano


"non ce la faccio più. Davvero. 
Stamattina mi mancano le forze. 
Stamattina non li sopporto proprio. 
Li guardo scatenarsi e non dico più niente, 
non ho neppure un filo di voce, stamattina

25 agosto 2015. Mancano 22 giorni all'inizio della scuola. 22 giorni. 2 giorni fa ho letto "La maestra è un capitano", un libro che inizia con la frase che leggete sopra. I pensieri di una maestra di quinta elementare. Peccato che quella frase, oggi, potrei dirla io tranquillamente, una mamma che da 2 mesi è a casa con i bambini in ferie. Potrei scrivere il libro "La mamma è un generale"

giovedì 13 agosto 2015

Due destini


Albi illustrati. Si trovano in libreria nella sezione per bambini. Alcuni sono piccole opere d'arte. Altri sono meno belli. Tutti portano una storia. Alcuni pensata ed scritta per bambini. Altri, pensata per loro ma i cui messaggio va oltre l'infanzia e porta calore e conforto anche a un adulto. E alcuni, pochi, si trovano tra gli scaffali dei piccoli ma non sono per loro, non ancora almeno. Sono per noi grandi. E se non sei un genitore o un amante degli albi illustrati rischi di perderti meraviglie, di non conoscere un mondo fatto di storie profonde raccontate in modo semplice ed illustrate con piccoli capolavori. 

Questo è il caso di "Due destini". 

lunedì 3 agosto 2015

I libri di Polleke di Guus Kuijer

Polleke, una ragazzina di 11 anni, è la protagonista di questi 4 libri. Attraverso il suo sguardo vediamo il mondo che la circonda, la sua crescita, i suoi problemi, la vita!


Guss Kuijer, nato nel 1942 in Amsterdam, ha donato ai giovani lettori libri importanti. Nel 2012 è stato premiato con il “Astrid Lindgren Memorial Award”. Dal 1967 al 1973 fu insegnante di scuola elementare. Inizia a pubblicare negli anni 70, lasciando la professione di maestro per dedicarsi per intero alla scrittura. Cresciuto da genitori cattolici lui ha però affermato di non aver ricordi di essere mai stato un credente.

mercoledì 29 luglio 2015

SKELLIG


Durante il corso di lettura ad alta voce che ho frequentato lo scorso gennaio con Luca Ganzerla, la copertina di questo libro mi chiamava dallo scaffale. L'ho segnato tra gli appunti come libro da prendere e leggere. Una copertina che non dice molto, anche se parla di natura. Un nome che incuriosisce ma.... cosa aveva quel libro che mi attirava così tanto. 

Ora, durante la pausa estiva del gruppo LIA, ho molto più tempo per leggere. Diciamo pure che leggo perché mi mancava tanto e perché ero ormai stanca di stare sempre al PC. Almond ha cominciato a riempire commenti nei gruppi e così, rispolverato gli appunti, l'ho preso. Insieme a Skellig ho letto quasi tutto di Almond. Me ne mancano 2 (credo) e sono in attesa sul comodino ^-^ Un autore che arriva, uno di quelli che sai ti piacerà, qualunque storia voglia raccontarti. 

Skellig parla di magia, di natura, di crescita spirituale, di coraggio, di amore, di amicizia, DI SCUOLA! Non riesci a fermare la lettura, devi andare avanti per scoprire chi, cosa è Skellig. Cosa vuole? Cosa rappresenta? Una creatura indebolita che ritrova la strada di casa grazie a 2 ragazzi che credono in lui. E regala loro un dono per la vita e... il dono della vita! 




I due protagonisti, Michael e Mina, sapranno donarsi a Skellig pur non sapendo cosa o chi sia. Con coraggio e determinazione porteranno il vecchio Skellig alla rinascita. E avranno la loro meritata ricompensa.

In questo libro si parla 
- di morte: il papà di Nina che non c'è più,
- di sofferenza: la malattia della sorellina di Michael, nata prematura che lotta per la vita
- di amicizia e solitudine nel contrasto tra la vita a scuola e la vita senza scuola (Mina, che segue un percorso di scuola a casa, con sua mamma, è tutto un personaggio a cui Almond a dedicato poi un intero libro: "La Storia di Mina", edito sempre da Salani)
- di vita
- di famiglia
- di natura
- di magia ed spiritualità

Un libro che consiglio vivamente, che porta a riflettere moltissimo sulla scuola e su cosa insegniamo ai nostri figli. E cosa loro potrebbero insegnare a noi se solo sapessimo ascoltare meglio!  

Per sapere di più:
la recensione di booksblog
la recensione di librideiragazzi.it
la recensione di figliefamiglia.it

Skellig
David Almond
Traduzione di P. A. Livorati
Ed. Salani (2009)

lunedì 22 giugno 2015

Il gender in Germania

tratto da http://www.butac.it/


Queste notizie sono state parecchio condivise su facebook ultimamente. 
Germania lezione gender bimbi svengono a scuola
Germania: lo scandalo dei genitori incarcerati

Ecco, io ho pensato fin da subito a una menzogna perché chiamarla buffala non si può. Oltre ad aver trovato conferma in questo articolo mi devo ritenere una donna fortunata perché, grazie a facebook, ho degli amici fantastici che mi scrivono per raccontarci la verità, direttamente dalla Germania! Vi riporto le parole della mia amica:

Credere nell'Amore: di religione, scuola, libri e "indottrinamento"

Questo post nasce da una piccola discussione su facebook con delle amiche. La discussione è nata da questa mia riflessione sul discorso del Papa di cui vi accennavo ieri QUI




Leggendo il discorso senza tutti i riferimenti a "mamma e papà", soffermandosi soltanto sulla parola amore, il messaggio del Papa sarebbe bellissimo. Purtroppo con questa parte che riporto tra virgolette mi ha confermato quanto sono in realtà lontana da lui... "I nostri ragazzi, ragazzini, che incominciano a sentire queste idee strane, queste colonizzazioni ideologiche che avvelenano l’anima e la famiglia deve agire contro questo. Mi diceva, due settimane fa, una persona, un uomo molto cattolico, bravo, giovane, che i suoi ragazzini andavano in prima e seconda elementare e che la sera, lui e sua moglie tante volte dovevano “ri-catechizzare” i bambini, i ragazzi per quello che riportavano da alcuni professori della scuola o per quello che dicevano i libri che davano lì. Queste colonizzazioni ideologiche, che fanno tanto male e distruggono una società, un Paese, una famiglia. E per questo abbiamo bisogno di una vera e propria rinascita morale e spirituale."

domenica 21 giugno 2015

Credere nella bellezza dell'amore: la famiglia è AMORE

Sono tornata dalle ferie. Nei giorni prima della partenza si parlava molto di questa teoria perché si avvicinava la Giornata  della Famiglia a Roma. Ieri ho guardato il telegiornale per sentire della manifestazione... giornalisti che parlano della teoria del Gender come un fatto, non si porgono domande, chiedono spiegazione come se il tutto fosse VERO e danno per scontato che si insegni a scuola un non so cosa sulla masturbazione! Non chi mi sorprenda.... il tipo di giornalista, intendo.



In questi giorni in tanti condividono post e pensieri. Perché non si può, NON SI DEVE PIU', restare indifferenti, perché bisogna leggere ed informarsi. E allora facciamo chiarezza:

martedì 16 giugno 2015

La zattera


Sono fortunata. Ho deciso di abbonarmi ad Orecchio Acerbo ormai 2 anni fa. E non delude mai! Trovi i libri a sorpresa nella posta prima della loro uscita in commercio. Le mie amiche libraie mi perdoneranno, tanto abbonandomi a inizio anno ho già dimenticato la cifra e continuo ad andare in libreria ;) Per chi fosse interessato all'abbonamento sul sito di Orecchio Acerbo trovate tutte le modalità. Abbonandosi a inizio anno si sanno i titoli del primo semestre mentre se aspettate potrete sapere tutti i titoli e ricevere ad agosto un bel pacco con tutte le uscite precedenti. Attenzione, Orecchio Acerbo crea dipendenza... Si può anche fare semestrale, ma conviene di meno.

Questo mese ho trovato 2 libri meravigliosi: "La Piscina" e "La Zattera". Che voglia di spiaggia e mare, mamma mia! Ma sopratutto che voglia di lentezza, di pausa, di vacanza... di leggere! 

lunedì 15 giugno 2015

Un pomeriggio a Milano

Milano, 13 giugno 2015

Il gruppo LIA decide di riunirsi una sabato pomeriggio e io.... ecco, io decido di andarci! Era da molto che volevo conoscere Maria anche se leggendo sempre Scaffale Basso un po è come conoscerla. Ma Leggere è nato per la necessità di contatto visivo e di pelle, e io non vedevo l'ora di abbracciarla. Non me ne vogliano le altre.... ma Maria è speciale. Una forza della natura! Ha una risata contagiosa, un sorriso che illumina e uno sguardo, sopratutto quando è concentrata a guardare una illustrazione... insomma è speciale! Lo immaginavo... ne ho avuto conferma! 

Quindi ho preso il treno e mi sono dedicata a me e a LIA per una giornata intera (o quasi). Partenza 12.40. Due intere ore per leggere in pace senza.... "mamma! dov'è...? ho fame, mi scappa la pipì, mi leggi una storia? ecc ecc ecc"

SIAMO


“E da allora sono perché tu sei,
e da allora sei, sono e siamo,
e per amore sarò, sarai, saremo.” 

PABLO NERUDA

sabato 13 giugno 2015

L'altra rivoluzione

QUANDO SAPRAI CHE SON MORTO

Quando saprai che sono morto
non pronunciare il mio nome
perché si fermerebbe
la morte e il riposo.
Quando saprai che sono morto di
sillabe strane.
Pronuncia fiore, ape,
lacrima, pane, tempesta.
Non lasciare che le tue labbra trovino le mie dieci lettere.
Ho sonno, ho amato, ho raggiunto il silenzio.

(Ernesto Che Guevara de la Serna)


Esiste un Guevara poeta, educato alla letteratura da una madre che gli ha insegnato il francese e gli ha fatto conoscere Rimbaud, Baudelaire e tanti altri. Lo ha nutrito di parole con amore. Non stupiamoci se ci ha lasciato versi bellissimi. L'asma non intacca la poesia. La crudeltà dell'uomo sull'uomo, la sua violenza, non è capace di futuro. Nei villaggi dove andava insegnava a vecchi e bambini, a donne ed adulti, a leggere e scrivere. Sapeva che l'emancipazione di un popolo parte proprio dalla cultura. La rivoluzione si compie con una penna, un quaderno e un libro.

(da un post di Facebook di Massimo, un libraio speciale che condivide sempre cose speciali) 

venerdì 5 giugno 2015

Il dizionario del primo giorno di scuola

Si, si lo so, per il primo giorno di scuola manca ancora un pochino ma noi abbiamo già iniziato i preparativi. Abbiamo tanta tanta voglia di imparare a leggere e a scrivere! 

Ormai 2 mesi fa abbiamo preparato la zona studio, un tavolo di fronte al tavolo di mamma. 2 tavoli uguali, per stare insieme, per studiare insieme. Ci manca la sedia. Dobbiamo cercarla accuratamente. La sedia è importante. 



Poi dobbiamo prendere l'astuccio, lo zaino e tutte quelle cose. Ma prima di tutto dobbiamo rendere il tavolo il posto perfetto per studiare. Fin dal primo giorno. Bisogna fin da subito creare una abitudine. Di cosa abbiamo bisogno, quindi? 

Per me è semplice. Devo solo pensare a quello di cui ho bisogno io per preparare il tavolo di Lucia al meglio:
- Matita, penne, matite colorate, forbice, colla.... in pratica tutto quello che abbiamo anche nello astuccio. Tutto a portata di mano.
- Fogli
- Un quaderno dove scrivere, dove io possa mettere le lettere da copiare prima di farlo nel quaderno di scuola.
- Una agenda o diario e la settimana scolastica plastificata e sempre disponibile. 
- Una mappa (meglio un mappamondo)
- Un dizionario della lingua italiana

Bene, l'altro giorno su FB ho scritto che avrei regalato a mia figlia, per il primo giorno di scuola, un ottimo dizionario da conservare tutta la vita. Mi hanno risposto che è presto, che il dizionario va chiesto a fine della seconda, e che l'inizio della scuola è già sufficiente trauma. 

Sono rimasta un attimo sconvolta. Ed è per questo che oggi scrivo. Non mi piace fare polemica, evito quando posso, quindi ho lasciato perdere. Ma vorrei davvero dire la mia. 

Intanto, il dizionario è necessario fin da subito, secondo me. Lo so, io potrei spiegare a Lucia le parole che non capisce o non conosce, oppure... potrei cercarle nel suo dizionario insegnandole che avrà sempre un posto dove andare a cercare il significato delle parole, un libro tutto suo. Così posso insegnarle fin da piccola l'importanza delle parole, della ricerca, degli strumenti che abbiamo per imparare. Logico, magari il primo anno non saprà cercare da sola; avrà il mio aiuto. Ma perché aspettare ad aprire un dizionario solo quando la scuola lo chiede? Io lo uso spesso, quando ho dei dubbi su come si scrive una parola (e dato che sono una mamma straniera sarà utile anche a me per aiutarla, sopratutto con le doppie lettere, ad esempio). 

Inoltre è un regalo simbolico, che accompagnerà la sua crescita. Io avevo un grosso dizionario, di mio padre, che consultavo spesso. A volte, la sera, cercavamo delle parole sconosciute per imparare cose nuove. Mia mamma, che lavorava in banca, aveva sempre a portata di mano un dizionario della lingua e uno di sinonimi e contrari, perché anche quando scrivi una relazione per far concedere un mutuo è bene non dimenticare la forma, non ripetere parole, e quindi il dizionario di sinonimi e contrari diventa fondamentale, per qualsiasi lavoro. Anch'io ho i miei dizionari, che ho portato con me il primo giorno di lavoro in un hotel... Insieme ai dizionari di lingua (inglese, tedesco, francese) 

Imparare a usare un dizionario è importante. E non è mai presto per iniziare. Per la fine della scuola invece il regalo sarà una penna stilografica, stesso regalo che i miei fecero a me e che tuttora utilizzo. Scrivere con la stilografica ha un gusto particolare. 

Ana - 20.04.96


Poi ci sarebbe molto da dire sul "trauma" della scuola. Ma trauma perché? Perché devono stare seduti? Perché conoscono persone nuove? perché devono seguire delle regole? Perché poi a casa ci sono i compiti? Ma ovvio, ogni fase della vita porta un cambiamento ma chiamarlo trauma mi sembra davvero esagerato. Forse è un trauma più per noi, per l'impegno richiesto poi a casa. Ma imparare è divertente! Chi di voi, oggi, non vorrebbe tornare a studiare magari quelle materie che ci piacciono di più? Nel mio caso (e di molti di voi che mi leggete) chi non vorrebbe studiare un po di "letteratura per l'infanzia"? 

Giusto, a scuola bisogna studiare tutto, non solo le materie che ci piacciono di più. Ma se noi genitori mostriamo entusiasmo e fiducia, perché dovrebbe essere un trauma? La parola trauma è davvero troppo in questo contesto... veri traumi sono altri, no? Credo davvero che il, chiamiamolo "impatto", sia più sul non essere alla altezza di quello che noi grandi ci aspettiamo da loro. Almeno, se penso a quando ero io che andavo a scuola, ecco, la mia paura era deludere i miei. Crescendo ho imparato che in realtà non volevo deludere me stessa. Ma per arrivare a questo passano anni. Quindi sta a noi genitori incoraggiare, non forzare, aiutare e... lasciare il tempo per giocare. Far si che il tempo libero sia davvero LIBERO! 

Quindi ne arrabbiarsi se non sono all'altezza delle nostre aspettative 
ma nemmeno vantarsi se saranno bravi. 

Un altro giorno vi racconterò il mio "piano di attacco" e un po di libri che, come ogni mamma che si affaccia alla scuola elementare, sto divorando. Per me e per lei. Poi, si sa, le pillole di pazienza ancora non le hanno inventate ma... se le trovate battete un colpo! 

domenica 19 aprile 2015

Mio fratello SIMPLE


Di questa lettura devo ringraziare Livia e chi, come lei, ha tanto raccomandato la lettura di "Miss Charity". Sono andata in libreria a prendere, appunto, la Miss... ma accanto c'era lui... Simple! Non ho saputo resistere e l'ho portato a casa. Miss doveva aspettare ancora un po'.

Questo libro ha portato tanto dolore. Mi ha fatto pensare e ripensare alle mie scelte. Mi ha riportato alla mente lo zio Luigi, zio di mio marito, che ho conosciuto poco, troppo poco, ma che rimane nel cuore di tutti noi. Insomma, ho letto questo libro perché il tema di Leggere insieme ancora del mese è DIVERSITÀ', perché lui ha trovato me, perché sono andata in libreria senza bimbi, per passare del tempo a scegliere! 

venerdì 17 aprile 2015

Io sapevo cosa era l'omosessualità

Oggi ho visto un video meraviglioso. L'ho condiviso su facebook. Un bambino che sorride solo quando si mette il suo vestitino. Discussione tra madre e padre. Lite a scuola. La mamma lo difende, il padre l'obbliga a vestirsi da maschio. Il bambino no sorride più, non mangia, va male a scuola. Alla fine, l'Amore che tutto può vince. Il padre va a prendere sui figlio a scuola... con un vestito. Sorridono insieme! 

Un video toccate, profondo, bello, che mi ha fatto piangere. 


Sono convinta che nelle nostre mani non ci sia solo il futuro dei nostri figli ma anche dei nostri nipoti e così via! Educando oggi i nostri figli insegniamo loro anche come crescere i loro, se ne avranno. Con questo pensiero ho la speranza che il gesto finale di questo padre nel video non sia nemmeno necessario perché non ci sarà nemmeno il rifiuto all'inizio.... Ognuno nel suo orto deve far crescere bene i semi. Oltre al proprio orto se ce la fa.... 

Io sono cresciuta parlando apertamente anche di omosessualità a casa e di questo sono oggi molto grata ai miei! Per me non è mai stato "diverso", sono sincera. Se mai non capivo come gli altri vedevano qualcosa di sbagliato nell'amore, qualsiasi quello fosse.

Avevo 16 anni quando l'insegnante di religione a scuola disse "a me fa proprio schifo vedere due donne baciarsi per strada". Io mi infuriai! Lui, che ci raccontava il segreti di confessione, che racconto di aver passato oltre un ragazzo che aveva vomitato una sabato sera. Quella volta, non riuscì a stare zitta e le rinfaccia che l'essere cristiano significava anche amare tutti, al di là dei loro gusti sessuali, e le disse anche che come prete doveva fermarsi a soccorrere il ragazzo, anche se ubriaco, perché aiutarlo dava prova di carità cristiana. Dopo di che ai miei genitori fu detto che "avevamo bisogno di un percorso di fede in famiglia". Questo mi allontanò per sempre dalla chiesa, solo per colpa di un prete maleducato e prepotente. 

Avevo 12 anni quando una copia gay venne a casa a cena. Un attore che fu ai tempi molto conosciuto (aveva lavorato con Almodovar ed era una persona squisita!) e il suo compagno. In realtà forse erano solo amici... ma erano tutti due gay. Mi ricordo bene quella cena. Una cena con gli amici di papà e mamma... musica, teatro, libri! Una serata tranquilla. Lui era malato di AIDS. Era il 1990. Pochi anni dopo morì. Io ricordo che era magro, molto magro. Si vedeva che non stava bene. Dalla notizia della sua morte nacquero in me molti pensieri. Sapevo cosa era l'AIDS che allora era una malattia solo di gay... Da questi pensieri dolorosi, nacque un piccolo racconto di Natale che presentai al concorso della scuola. 5 amici, tutti gay, affrontavano la notte di Natale, l'ultima per loro, tutti malati di una malattia ai tempi incurabile. Soli... ma insieme. Erano 5 perché 1 se n'era andato da poco... La storia finiva con la scelta di morire senza soffrire, tutti insieme. Vinse il premio ma... non mi lasciarono leggerlo davanti alla platea nella cerimonia di premiazione, come facevano tutti gli altri. E ne soffrì molto! Io volevo che i miei compagni, che si stupivano nel sentir parlare, allora, di 2 uomini che si amavano, sentissero... Volevo far capire loro che Amore è Amore. E che non ci sono differenze. Penso che tra di noi ci fosse ai tempi qualcuno che nascondeva il proprio essere. Penso che oggi sia fortunato a non dover nascondersi. Ma sono certa che ha sofferto. 

Ecco, io sono cresciuta non vedendo alcuna differenza. I miei compagni sono maturati, alcuni, per fortuna... E, se avranno figli, sicuramente cresceranno come sono cresciuta io, senza tabù. Almeno io mi auguro che così sia! 

Purtroppo, ieri come oggi, la mia educazione era quella diversa. Non era normale parlare apertamente di sesso, di omosessualità ecc con i propri genitori, al punto che un mio caro amico mi definì diversa. Mi disse: "Ana, tu non sei come le altre, anche solo per la mamma che hai sei diversa da tutti". Per me era ed è una cosa buona. A me piace essere così diversa, ne vado fiera! 

mercoledì 1 aprile 2015

Un naso rosso per Tommy

“Ci sono cose che solo i bambini possono capire. Anzi no, ci sono cose che i grandi non possono capire. O meglio, le possono capire i grandi con il cuore come quello dei bambini. Le stesse cose le capiscono gli animali perché sono come i bambini.”

Ho scoperto questo libro quando Ilaria, la sua autrice, è entrata a far parte del gruppo Leggere insieme Ancora. Aspettavo l'occasione di presentarvelo! Quindi quando il tema diversità ha vinto il sondaggio di aprile 2015 ho subito contattato Ilaria perché ci raccontasse la storia della nascita di Tommy....



Dalla descrizione sul sito dell'editore: "Una linea sottile separa il bambino “diverso” dal bambino “particolare”: spetta a noi adulti aiutarlo a superare la paura con semplicità, facendogli scoprire quanto la sua presunta diversità può diventare particolarità preziosa. Questa storia comincia da un naso troppo grande e finisce con un naso unico e utilissimo. Raccontata con delicatezza e amore, disegnata splendidamente."



Ma Tommy nasconde molto di più. E' una storia tenera che da adulti ci riporta agli anni della scuola e alle difficoltà del essere considerati diversi, delle prese in giro... Tommy a 6 anni, 10 mesi e 7 giorni e ama "Pippi Calzelunghe" e salire sugli alberi (e a questo punto noi già lo amiamo, vero?). Ma... "ogni mattina mi sveglio e penso che non vorrei andare a scuola". Ed ecco la pura verità. Tommy viene chiamato TomNaso... Sia che da piccoli qualcuno vi abbia messo un sopranome, sia che siate stati voi a soprannominare qualcuno questo libro vi ricorderà come ci si sentiva, la mattina, prima di andare a scuola. La particolarità di Tommy lo farà alla fine vincere... 



Ma chiediamo a Ilaria come comincia la sua storia con Tommy

In tutti questi anni ho visto troppe lacrime di troppi bambini… chi era preso in giro, chi non riusciva a fare la capriola, chi non sapeva leggere bene, chi non riusciva a dire la C, chi non aveva mai il pallone perché non era bravo a calcio, chi amava i dinosauri e non le carte dei mostri, chi non riusciva ad andare in bicicletta, chi non sapeva i passi giusti del ballo di gruppo…

E tutte queste lacrime, ogni volta, mi ricordavano che ai bambini basta solo far vedere che se non sono bravi a fare una cosa, sono però bravissimi a farne un’altra e che sono unici e speciali.

Quindi è nato Tommy… e con lui è nato SUPERATI, un progetto, che con i ragazzi dell’associazione di cui faccio parte portiamo nelle scuole, grazie al quale i bambini e i ragazzi, prima si mettono in gioco attraverso la voce e ad alcune attività di teatro e poi superano le loro paure attraverso il parkour e l’acrogym.

L’anno scorso in una scuola c’era un bambino di quarta che non aveva mai avuto il coraggio di fare la capriola… è stato bellissimo vedere la gioia nei suoi occhi quando è risalito in piedi dopo averla fatta per la prima volta nella sua vita… ed esserci riuscito!

Il progetto Superati è realizzato in molte scuole grazie anche ad una percentuale che viene data dalla casa editrice per ogni copia di Tommy venduta.

Tommy e Superati in realtà sono nati prima ancora che Tommy prendesse vita in un libro… Quando mi sono accorta che la storia piaceva così tanto ai bambini ho sognato tanto di poterne raggiungere il più possibile… così ho contattato Francesca, della quale avevo ricevuto in regalo un’illustrazione, perché ho pensato che la dolcezza della sua matita era perfetta per il mio Tommy.

Lei è stata meravigliosa ed ha saputo disegnare quello che il mio cuore desiderava!

Dopo pochi mesi ho incontrato Alessandra, l’editrice di Astragalo… e uno dei miei 100 sogni si è avverato!


Infatti, "Un naso rosso per Tommy" sostiene SPHERA associazione sportiva che porta avanti progetti nelle scuole primarie. Uno di questi è SUPERATI nato dal desiderio di insegnare ai bambini a superare le proprie barriere fisiche e psicologiche,attraverso quattro ore di attività inusuali e divertenti. Cercando di esplorare le proprie difficoltà e tentando di trovare delle soluzioni semplici rd immediate per poterle affrontare, l'obiettivo finale sarà di conquistare la fiducia nelle proprie possibilità.

"Un naso rosso per Tommy" 
Testo: Ilaria Rossi
Illustrazioni Francesca Quatraro 
Edizioni Astragalo. 

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