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domenica 26 gennaio 2020

Fuga al museo

Fuga al museo
di E. L. Konigsburg
Traduzione Luigi Spagnol



Hai mai desiderato fuggire di casa? Questa è l’avventura che fa per te!

Claudia Kincaid sta progettando di scappare di casa. Ne ha abbastanza di raccogliere calzini, riordinare le stanze dei fratelli o, peggio, far loro da baby-sitter. Ma ogni fuga che si rispetti ha bisogno di un piano, e quello di Claudia è partire all’avventura insieme a Jamie… fratello accuratamente selezionato per la sua risaputa parsimonia (nel salvadanaio ha ben 24 dollari!). Vagare senza meta per le strade affollate di New York però non fa per Claudia, lei ama l’avventura, sì, ma anche le comodità. Per questo prende un’importante decisione: d’ora in avanti vivrà al Metropolitan Museum. Qui ci sono corone, gioielli, armature, spade, porte nascoste… c’è perfino il letto a baldacchino di una contessa in cui Claudia e Jamie possono dormire o, magari, fare battaglia di cuscini! Tutto va secondo i piani, fino a che una misteriosa statua non fa la sua comparsa. Chi l’ha scolpita? Perché è stata recapitata al Museo proprio ora? Ma soprattutto riusciranno Claudia e Jamie a risolvere il mistero prima che la polizia di New York li riporti a casa?

«Fuga al museo è una di quelle storie intramontabili che ti accompagnerà per sempre, la tua fuga da tutto e da tutti, la bravata che non hai mai fatto, l’avventura perfetta che avresti voluto vivere.» - Wes Anderson, regista del film premio Oscar Grand Budapest Hotel

«Un romanzo semplicemente geniale.» Katherine Rundell, autrice bestseller di Sophie sui tetti di Parigi

Consigliato dagli 8 anni (ma per me meglio verso i 10).

****

Questo è uno dei "libri proibiti" della lista che compare nel libro "Proibito leggere". Per questo l'ho letto. Viene nominato innumerevoli volte e volevo proprio capire come mai era stato eliminato dalla biblioteca. Cosa poteva avere quel libro per far si che una mamma pensasse che poteva essere dannoso. E cosa aveva per essere il preferito della protagonista del libro di Alan Gratz?

Ebbene è un giallo / fantastico. Due ragazzini che scappano di casa e si nascondono al MET di NY. Consideriamo che questo libro è stato scritto nel 1967.

Avvincente ma devo farlo leggere a mia figlia per avere un parere serio da parte di una lettrice di 10 anni.

sabato 11 gennaio 2020

Sette abbracci e tieni il resto

Sette abbracci e tieni il resto
di Stefano Tofani
Rizzoli



Ernesto ha dodici anni, occhiali spessi e una camminata sbilenca. È così dall'incidente d'auto che gli ha portato via la nonna, amatissima, la nonna dei proverbi e delle lezioni di vita, la nonna a cui in cambio di un abbraccio strappava quasi tutto. Ernesto ha un amico, Lucio, che come un grillo parlante gli fa venire mille dubbi e lo mette in guardia su tutto. Ma siamo sicuri che sia sincero? Ha poi anche un altro amico che si chiama Elien e viene da lontano. Ernesto ha una passione per una sua compagna di scuola, Martina, ma sa che lei non lo noterà mai. Finché un giorno Martina non sparisce di colpo, gettando nel panico la comunità. Per Ernesto è l'occasione per ritrovarla, componendo il puzzle di un mistero che gli adulti, neanche quelli che dovrebbero saperlo fare per mestiere, riescono a risolvere. Ed è l'occasione per trasformarsi di colpo da sfigato Quattrocchio a magnifico eroe salvatore.

Consigliato dai 10 anni

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Bella storia di rivincita. In questo libro c'è un po' di tutto (anche troppo): un bambino solo, una nonna morta, dei genitori assenti, un adulto presente, i clandestini, l'amicizia a 4 zampe e un amico speciale. Ci sono i bulli e le ragazze VIP, belle e inarrivabili. La solitudine è, senza dubbio, la protagonista di questa storia che finisce fin troppo bene e senza troppa rabbia.

martedì 7 gennaio 2020

Proibito leggere

Proibito leggere!
di Alan Gratz
Traduzione di Elisa Caligiana
Mondadori



Amy Anne ha nove anni, obbedisce sempre ai genitori, non si lamenta mai e non dice mai la sua. Ma quando alcuni libri, tra cui il suo preferito - quello che ha già letto tredici volte e non si stancherebbe mai di rileggere -, vengono banditi dalla biblioteca della scuola perché accusati da una mamma di essere inappropriati, Amy Anne capisce di non poter restare ferma a guardare. Leggere tutti i libri messi all'indice vorrebbe essere il suo silenzioso gesto di protesta, ma altri compagni si uniscono a lei e in breve tempo si trova a gestire segretamente nel suo armadietto una Biblioteca dei Libri Banditi. Quando viene scoperta, Amy Anne e i suoi amici decidono di non arrendersi e contrattaccare: in fin
dei conti, una volta che hai bandito un libro puoi bandirli tutti.

martedì 18 luglio 2017

Il mondo fino a 7

Il mondo fino a 7
Holly Goldberg Sloan
Mondadori



Willow ha 12 anni e ha una intelligenza sopra la media (molto al di sopra!). E' stata adottata. E' una bambina solitaria, non ha amici. La sua vita trascorre tra libri, la cura il giardino dietro casa... La sua solitudine non sembra essere un problema anche se, finalmente, sembra aver trovato una amica. 
Mai, più grande di lei, accompagna sempre suo fratello dal consulente scolastico. Willow ci è finita perché tutti credono abbia copiato un test. Da Dell iniziano a parlare e scoprono di avere cose in comune. 



Un giorno la vita di Willow cambia radicalmente. I suoi genitori muoiono in un incidente. Il destino vuole che Mai sia presente quando arriva la notizia. Da questo momento Mai sarà vicina all'amica coinvolgendo il consulente, sua madre e suo fratello. Persone fino a poco tempo prima completamente sconosciute per Willow se ne prenderanno cura. Oppure... è Willow a prendersi cura di loro?

Una storia che parla di rivincita, di amore, di fiducia, di dono. Una narrazione a volte fredda, raccontata dal punto di vista da una persona che fatica a gestire i sentimenti, una mente matematica. Che si scoprirà però bisognosa suo malgrado. Un canto alla vita che, lo vogliamo o no, va sempre avanti. 

"Se c'è una cosa che ho capito negli ultimi mesi è che si possono trovare delle etichette per organizzare gli essere viventi, ma è impossibile mettere le persone in gruppi o ordini di qualsiasi genere.
Non funziona proprio" 

lunedì 27 febbraio 2017

Il gioco del silenzio

Il gioco del silenzio 
Andrew Clements 
Traduzione: S. Piazza 


Ormai, lo so, sono ripetitiva. Questo è uno di quei libri trovati grazie agli incontri del gruppo di lettura. Nei mesi scorsi abbiamo affrontato il tema "silenzio" e questo è stato uno dei libri di narrativa per ragazzi che mi ero "imposta" di leggere. Non sono stata la sola! 

Gandhi e le sue giornate silenziose sono il punto di partenza di una gara che coinvolgerà gli alunni di quinta elementare della scuola elementare di Laketon. 

Dave deve fare una ricerca sull'India. Scopre allora la figura di Gandhi. A colpirlo di più il fatto che Gandhi restasse nel più assoluto silenzio per una intera giornata ogni settimana. Per "mettere ordine nella propria mente". Senza sapere bene perché Dave decide di provare, forse per meglio capire lo scopo di Gandhi. Alla presentazione della ricerca Dave non parla, tossisce. E' a metà giornata e non ha ancora detto una parola. 

Arrivato in mensa sente le chiacchere di Linsey Burgess, il "capo" delle femmine. E lui non riesce a trattenersi dell'insultarla. Da quel momento nasce una sefida, una gara maschi contro femmine. Solo 3 parole. Possono dire per rispondere agli insegnanti - per non mancar loro di rispetto -  solo 3 parole. Ogni parola in più verrà segnata in un taccuino. 2 giorni. Vincerà la squadra che meno parole in più abbia pronunciato.  

"Un esperimento che lascerà ammutoliti anche gli insegnanti. E che farà scoprire ai ragazzi l'importanza delle parole."

Da questo momento in poi i ragazzi impareranno non poche cose:
- La fiducia: perché nemmeno a casa possono parlare. La mattina ognuno deve confessare le parole in più che ha pronunciato. 
- La pazienza...
- L'immaginazione nel trovare nuovi modi di comunicare.
- La pace che si nasconde nel silenzio che effettivamente porto loro a pensieri profondi. 

Impaperano anche gli adulti, insegnanti che prima avevano una classe di difficile gestione, mai zitti, sentono ora la mancanza di quel rumore continuo. Tra gli insegnanti qualcuno vedrà la lezione che il silenzio può donare, qualcuno ne coglierà i vantaggi, qualcun'altro ci metterà di più a capire e darà il peggio di se. 

Un'ottimo libro da proporre in quarta e quinta elementare. 


martedì 5 luglio 2016

L'Albero di Natale

L'albero di Natale
Julie Salamon
Illustrazioni di Jill Weber
Sonzogno ed.

"Chiunque abbia avuto un amico o lo sia stato, sa che ci vuole un sacco di lavoro. Questo è vero sopratutto quando uno degli amici è un essere umano e l'altro è un albero. (...) Di fatto molte amicizia tra umani se ne avvantaggerebbero  se le persone si sforzassero di capirsi reciprocamente come lei si sforzò di capire il suo albero." 




Questo libro mi ha conquistata già dalla copertina. Non ne avevo mai sentito parlare ma vedendolo (in un gruppo FB di acquisto libri usati) l'ho voluto a tutti i costi. Non so bene perché. Arrivato stamattina, letto senza (quasi) sosta. 

Potrei dire che è un libro magico. Da nessuna parte si dice che sia un libro per bambini/ adolescenti. Ma io lo farei leggere già dai 10 anni. 120 pagine in un piccolo formato per narrare la storia di un albero, di una bambina e del uomo che farà "vivere per sempre" il loro legame. 

La storia narra della ricerca del albero di natale perfetto. Il capo giardiniere del Rockefeller Center ogni anno cerca l'albero simbolo del Natale newyorchese. Nel 1995 l'albero fu donato dal Convento del New Jersey. Da quella donazione nacque anche questo libro, secondo l'autrice frutto della fantasia. 

Il nostro giardiniere, il protagonista del libro, trova questo abete norvegese, perfetto, bello, grande, frondoso. L'albero di cui avrebbe bisogno per il Rockefeller Center. Albero, così si chiama questo altro protagonista, vive però in un convento. Suo Anthony, la nostra (stupenda) protagonista lo ha visto crescere ed è cresciuta con lui. La Madre Superiora lascerà a lei la decisione se donare Albero oppure no.

Così nasce un legame tra Suor Anthony e il nostro giardiniere. Un'amicizia che durerà anni. Visite al giardino, chiacchierate, lezioni ai bambini sugli alberi. Attraverso la narrazione di piccole storie che raccontano la sua vita, Suor Anthony ci fa dono della sua presenza, fino a quasi diventare una di famiglia. Poche pagine ma un personaggio che davvero rimarrà con me per molto tempo. 

"Non capitava quasi mai che restassimo delusi. Scoprivamo sempre qualcosa che io non avevo mai visto prima. Qualcosa di nuovo e meraviglioso"

E Albero? Lui è presente in ogni racconto perché è parte della vita di Suor Anthony e del convento. Ed entrerà a far parte della vita di tutti i newyorchesi. Scoprire la cura e l'impegno che ci vuole per accendere l'Albero del Rockefeller Center mi ha lasciata perplessa! Chi lo avrebbe immaginato! 

Leggetelo! Non ve ne pentirete! 

lunedì 27 giugno 2016

Mia sorella Summer

Mia sorella Summer 
Ruth White 
Traduzione: A. Ragusa
Mondadori


"Quella sera mi ritrovai a pensare che stava diventando sempre più difficile voler bene a Summer e perdonarle le sue stranezze. E quando scoprii quel pensiero dentro la mia testa, mi sentii così in colpa che corsi in camera per darle una occhiata e abbracciarla, convinta di trovarla addormentata." 


Non ricordo come questo libro sia arrivato da me. Probabilmente un consiglio. Credo dopo aver letto "Mio fratello simple". Certo è che era da un po in attesa di essere letto. Arrivato il suo turno ho capito. Prima del viaggio di quest'anno in Spagna per trovare mia mamma non avrei mai potuto leggerlo. Prima di perdonare la vita per avermi portato via la mamma che avevo un tempo e lasciare al suo posto il contenitore che oggi è, mi avrebbe fatto troppo male questo libro. Oppure mi avrebbe aiutata. 


"Soltanto allora mi resi conto che da qualche parte sulle colline avevo assorbito l'idea -per osmosi, avrebbe detto il professor Pinkney - che la pazzia fosse uno scheletro da tenere sotto chiave. (...) Pensai a tutte le parole e giri di frase che si usano per indicare i malati di mente. Parole che avevo usato anch'io. Grullo. Svitato. Senza una rotella. Tocco in testa. Picchiatello. Lunatico. Demente."


Questo libro parla di famiglia, di amicizia, quella che solo i fratelli riescono a capire. Parla di malattia. Di preoccupazione, di rimorso. Parla di crescita e di responsabilità. Dell'importanza delle persone e del stare bene, insieme. Di rinuncia e anche di sconfitta. Di sollievo. Di pace. Di vita. Di cose che sono più grandi di noi e non possiamo cambiare. E insegna, che anche se lo sconforto può a volte sopraffarti, la vita è più forte di qualunque altra cosa, più forte e più importante. E bisogna viverla, fino in fondo! 


"Pensi mai a com'è misterioso il sonno? T'immergi dentro di te. Sprofondi laggiù e parli con un altra te stessa. E insieme decidete cosa fare, e come, il giorno successivo. Ecco cos'è il sonno: una pausa per pianificare il futuro." 


Summer e Lyric sono 2 sorelle, orfane di madre. Suo padre, minatore, decide di cambiare vita e trasferirsi con le figlie in città. Partono alla ricerca di un lavoro in fabbrica, di una nuova vita per lui e per le figlie. Non è facile ma riescono a cavarsela con il poco che hanno. Piano piano la vita in città accoglie le due adolescenti. Lyric a scuola. Summer con un lavoro. Ma qualche ombra nel comportamento di Summer lascia intuire che qualcosa non va. Summer è affetta di schizofrenia, una malattia della quale ho imparato alcune cose leggendo questo libro. 

Ma la parte per me importante di questo libro è la crescita di Lyric. I suoi sentimenti verso la sorella. Lo sconforto e la vergogna. L'Amore con la A maiuscola per Summer. Pensieri appena accennati che fanno riflettere. Empatia, tanta, verso questa bambina che deve crescere in fretta per badare a sua sorella. E che deve accettare la malattia contro la quale niente può fare. 

"Vedi Lyric? Mi sto dissolvendo - mormorò- Vedi? Sono quasi scomparsa." 

domenica 19 giugno 2016

La Poesia sei tu

La poesia sei tu
Guus Kuijer
Feltrinelli Kids
illustrazioni di Alice Hoogstad
traduzione di Valentina Freschi

"Un poeta è sempre intento a comporre poesie, anche se da fuori non si vede. Un poeta è sempre al lavoro. Per questo a volte sono distrutta dalla stanchezza, ma non posso farci niente" 



E' uscito a marzo 2016 il quinto libro che Guus Kuijer con protagonista Polleke, la 11enne che abbiamo conosciuto con Per sempre insieme, amen. Ve ne avevo parlato qui

Avevamo lasciato Polleke in un momento difficile. La morte del nonno adorato. Iniziamo questa nuova puntata affrontando subito il dolore della perdita. Siamo in estate, Mimum, l'amore di Polleke, è lontano, in Marocco. Walter, il maestro ora sposato con la mamma, cerca di stabilire un rapporto "nuovo" con lei ora che abitano tutti insieme. Spik, il padre, vive anche lui il lutto anche se con suo padre non parlava per i loro credi diversi. E Polleke continua a scrivere poesie. 

"Io non sono stata in Nepal, non sono tanto capace di entrare in contatto con le mie emozioni, credo. (...) Le emozioni non mi piacciono, mi fanno piangere." 

La morte del nonno è come si affronta la morte è uno dei temi principali di questo libro. Polleke non sa cosa ci sia dopo la morte: non sa se credere in un paradiso, nella reincarnazione... per lei la morte è semplicemente la fine. Non sa come pregare ne se farlo. 

"Avevo creduto che il mondo si sarebbe fermato, ma la vita continua, perché è così che stanno le cose. Non si possono fermare, tranne quando si muore. Il nonno era l'unico che si era fermato, noi andavamo avanti. Le cose stanno così. Bah, che modo di dire stupido" 

Attraverso questo conflitto con i suoi sentimenti Polleke scopre la "cultura" degli altri. Di Spik e il suo credo buddista. Di Consuelo, la amica messicana, che crede che hai morti bisogno offrire ancora da bere e da mangiare. Della nonna che trova consolazione in una piccola lapida, nella cura della tomba e nelle sue preghiere. 

In contrasto con la morte questo libro ci parla molto di amore:
- L'amore del nonno per lei e la nonna con al scelta delle parole da mettere nella sua lapide: "E gli anni gli sembrarono pochi giorni tanto era il suo amore per lei (Gen 29:20)"
- L'amore di Walter e Lili, al mamma, che nonostante le discussioni o forse grazie a quelle rinforzano il loro rapporto. Importante la visione di Polleke della discussione della mamma e Walter. Come genitore mi ha molto colpita perché fa sentire la sofferenza dei figli quando i genitori litigano. E molto matura la reazione di Polleke. 
- L'amore di Lili e Spik che riescono finalmente a trovare il modo di continuare a essere "amici" anche dopo il divorzio.
- L'amore adolescenziale di Polleke e Mimum che si rafforza in questo volume. 
- La nascita dell'amore attraverso il sorriso di Consuelo "Consuelo ha sorriso a Tom con la bocca così spalancata che il sole ha squarciato le nuvole"

Ma perché il titolo di questo libro? Ecco, Polleke dubita anche della poesia e chiede a Walter.  E Walter risponde con questa poesia:

"Cos'è la poesia?
Chiedi mentre punti i tuoi occhi azzurri nei miei.
Cos'è la poesia? E me lo chiedo?
La poesia... sei tu." 

Questa è una poesia di Gustavo Adolfo Bécquer. Un poeta molto presente nella mia adolescenza. La poesia in spagnolo recita:

¿Qué es poesía?, dices mientras clavas 
en mi pupila tu pupila azul. 
¡Que es poesía!, Y tú me lo preguntas? 
Poesía... eres tú.

Non mi convince molto la traduzione, devo ammettere. Poi io avrei fatto un piede pagina per dire l'autore mentre in questa edizione devi andare a cercarlo nelle prime pagine del libro. Oltretutto è nella quarta di copertina nonché il titolo del libro. "Poesia" oppure "la poesia". Voi che ne pensate? Provo a fare una mia traduzione.... 

Cos'è poesia? Dici mentre trafiggi 
le mie pupille con le tue pupille blu. 
Cos'è poesia! E proprio tu lo chiedi?
Poesia... sei tu.

Come vi sembra? 

Bene, come dice la quarta di copertina, in questo libro Polleke si interroga sul mistero della morte e dell'amore, e capisce che anche lei, al di là di ogni religione, crede nella cosa più importante di tutte. Nelle ultime pagine mi si sono inumiditi gli occhi perché anch'io, come Polleke, credo nella cosa più importante... 

venerdì 3 giugno 2016

Mangiare la paura. Storia di un ragazzo kamikaze.

Mangiare la paura. Storia di un ragazzo kamikaze
Antonio Ferrara 
Piemme (Il Battello a Vapore)



"Pensai ad altre cose, allora, pensai che, quando mio padre era morto cadendo dall'impalcatura, avevo capito che a ogni uomo può capitare ogni cosa, e che da ogni paura devi provare a cavarne almeno un poco di coraggio, e questo era il sugo della vita" 

Scrivere un libro per parlare ai ragazzi dei ragazzi kamikaze? Che coraggio! E che libro! 
Il primo libro di Antonio Ferrara che lessi fu "La maestra è un capitano". Ci avevano presentato il libro in un corso di lettura a voce alta. Era uno dei testi per fare le "prove". Mi piacque moltissimo. Poi lessi "Pinocchio adesso" di cui spero di avere il coraggio di parlare un giorno. Libro consigliatissimo. Mi piaceva lo scrittore. Dovevo andare a un convengo dove ci sarebbe stato anche lui così lessi anche "Batti il muro", un libro che mi colpì moltissimo per la sua profondità e dolcezza nel raccontare un storia, per così dire, drammatica ma che non lasciava molto spazio alla tristezza bensì alla speranza. Poi, il mese scorso, con il gruppo di lettura LIA era il turno del tema "bambini coraggiosi e intraprendenti" e così ho letto la storia di Irfan, un ragazzo dal destino segnato.

"E poi arrivò Nadia, la più bella di tutte, che camminava per la piazza da sola, che mi camminava sempre nel cuore" 

Irfan ci racconta la sua storia in prima persona e con distacco, come se le sofferenze subite non ci fossero più. Dopo la morte accidentale di suo padre Irfan viene portato in madrassa a studiare. Attraverso i racconti dei suoi giorni a scuola, in Islamabad, Irfan ci fa scoprire il confronto tra musulmani e talebani. E come quest'ultimi riescano ad imporre il loro pensiero attraverso l'indottrinamento e la paura. 

"La paura mi mangiava, mi toglieva il coraggio di parlare. Era dura, era solida, la paura, era fatta di mattoni, mattoni rossi come quelle mura che stringevano sempre di più, che non lasciavano scappare nemmeno i pensieri" 

E' un libro coraggioso e importante. Da far leggere a scuola. Da condividere. Un libro per parlare, per capire. Uno di quei libri che devono leggere non solo i bambini ma anche i loro genitori. Quando al telegiornale sentiamo la notizia di kamikaze uomini, donne e ragazzi e ci chiediamo come mai, come sia possibile arrivare a questo... in questo libro ci si può trovare risposta. 

Che altro devo dire? Leggetelo! E fatelo leggere ai vostri bambini! 

"E allora pensai che non poteva essere un libro di odio, il Corano, e che l’odio ce lo metteva dentro chi lo leggeva con l’odio dentro il cuore." 

Per conoscere meglio Antonio Ferrara e lui che parla di questo libro

PS: adoro le presentazioni personali degli autori del Battello a Vapore !

domenica 24 aprile 2016

I colori del buio, di Kathryn Erskine

"La vita è speciale. 
Vuoi dire... non sono solo io ad essere speciale? Tutta quanta la vita?
Sì.Credo che la buona notizia sia che tutti devono adeguarsi al fatto di essere speciali perché tutti sono vivi. "
Non saprei dire quanto mi sia piaciuto questo libro. Uno di quelli trovati attraverso la ricerca in biblioteca e che, quasi sicuramente, non avrei mai scoperto se non grazie al tema del mese di Leggere insieme ancora: Colori. 

I colori del Buio
Kathryb Erskune
Mondadori



Non sapendo bene come raccontarlo, lascio prima la parola all'autrice:

"in questo romanzo la protagonista è affetta della Sindrome di Asperger,

martedì 9 febbraio 2016

All'ombra del lungo camino - Andrea Molesini

Per la Giornata della Memoria mi sono posta alcune domande. Anzi, ho posto una domanda agli amici di Leggere insieme ancora. Era questa:

"Come sapete io sono spagnola e la Shoah io l'ho scoperta da grande (ma grande grande alle superiori). Spagna durante la Seconda Guerra Mondiale rimasse "neutrale" e quando io ero piccola ancora non si parlava dei campi, di ebrei (e non solo!) ecc. Ora mi ritrovo a fare la mamma in Italia, un paese che ha vissuto in prima persona questa Guerra e dove ci sono ancora i ricordi dei nonni che l'hanno vissuta. Voi, come l'avete vissuta da piccoli? Cosa vi raccontavano? E oggi cosa raccontate?"

Tra i molti consigli Alice mi ha detto di leggere "La Repubblica delle Farfalle" e "All'ombra del lungo camino" che ho avuto la fortuna di trovare usato. Quindi l'ho subito acquistato. E, ovviamente, letto.


Non avrei mai pensato di poter sorridere leggendo un libro che parla e descrive i campi di concentramento nazisti. Ma mi è successo. Dopo lo shock iniziale mi sono rilassata e mi sono goduta la lettura di questa storia che penso sia perfetta per affrontare l'argomento con i ragazzi dalla Prima Media (anche 5a elementare.....) Tenete conto che nella premessa l'autore ci spiega che la storia è vera, tutta vera! 

Dalla quarta di copertina: "In un lager nazista uno zingaro e un ragazzo ebreo stringono amicizia e si confortano a vicenda, nonostante la fame e la crudeltà cui i loro aguzzini li sottopongono. Ma quando ai prigionieri viene ordinato di costruire un forno dall'imponente camino, diventa chiaro che non c'è più speranza, e che l'eliminazione di massa è vicina. Ed ecco che, quando gli abitanti del campo sono ormai alla disperazione, lo zingaro e il ragazzo vengono soccorsi da alcuni singolari "aiutanti magici": due fantasmi un po' bisbetici e una puzzola parlante, apparizioni misteriose che forse sono soltanto l'ombra di un sogno, o forse no... Una storia toccante e avvincente sul potere della fantasia." 

Ecco... io non ho letto niente di tutto questo. Mi sono lanciata nella lettura senza sapere cosa aspettarmi. Quando, al quarto capitolo, compaiono i fantasmi, ecco che penso "ma... mah?". Invece loro, i fantasmi, e la puzzola, sono personaggi importanti. Come per lo spaventapasseri, il leone e l'uomo di latta del Mago di OZ, anche loro rappresentano qualcosa in questa storia: coraggio, forza interiore, voglia di non arrendersi. La puzzola a mio avviso rappresenta la voglia di non lasciare che i nazisti riescano a fare diventare degli animali questi uomini ridotti pelle e ossa. 

"- Hai ragione, Schulim - disse infine. - 
Quello che davvero vogliono è farci simili a bestie così, quando ci uccideranno, uccideranno delle bestie, non degli uomini. 
Ma finché avremo memoria e sapremo dare il giusto nome a ogni cosa, noi resteremo uomini e, a dispetto delle botte, della fame e delle umiliazioni, li costringeremo a uccidere degli uomini: così, fino alla fine dei tempi, gli assassini verranno chiamati assassini."  

All'ombra del lungo camino 
Andrea Molesini
ed. Mondadori

lunedì 3 agosto 2015

I libri di Polleke di Guus Kuijer

Polleke, una ragazzina di 11 anni, è la protagonista di questi 4 libri. Attraverso il suo sguardo vediamo il mondo che la circonda, la sua crescita, i suoi problemi, la vita!


Guss Kuijer, nato nel 1942 in Amsterdam, ha donato ai giovani lettori libri importanti. Nel 2012 è stato premiato con il “Astrid Lindgren Memorial Award”. Dal 1967 al 1973 fu insegnante di scuola elementare. Inizia a pubblicare negli anni 70, lasciando la professione di maestro per dedicarsi per intero alla scrittura. Cresciuto da genitori cattolici lui ha però affermato di non aver ricordi di essere mai stato un credente.

mercoledì 29 luglio 2015

SKELLIG


Durante il corso di lettura ad alta voce che ho frequentato lo scorso gennaio con Luca Ganzerla, la copertina di questo libro mi chiamava dallo scaffale. L'ho segnato tra gli appunti come libro da prendere e leggere. Una copertina che non dice molto, anche se parla di natura. Un nome che incuriosisce ma.... cosa aveva quel libro che mi attirava così tanto. 

Ora, durante la pausa estiva del gruppo LIA, ho molto più tempo per leggere. Diciamo pure che leggo perché mi mancava tanto e perché ero ormai stanca di stare sempre al PC. Almond ha cominciato a riempire commenti nei gruppi e così, rispolverato gli appunti, l'ho preso. Insieme a Skellig ho letto quasi tutto di Almond. Me ne mancano 2 (credo) e sono in attesa sul comodino ^-^ Un autore che arriva, uno di quelli che sai ti piacerà, qualunque storia voglia raccontarti. 

Skellig parla di magia, di natura, di crescita spirituale, di coraggio, di amore, di amicizia, DI SCUOLA! Non riesci a fermare la lettura, devi andare avanti per scoprire chi, cosa è Skellig. Cosa vuole? Cosa rappresenta? Una creatura indebolita che ritrova la strada di casa grazie a 2 ragazzi che credono in lui. E regala loro un dono per la vita e... il dono della vita! 




I due protagonisti, Michael e Mina, sapranno donarsi a Skellig pur non sapendo cosa o chi sia. Con coraggio e determinazione porteranno il vecchio Skellig alla rinascita. E avranno la loro meritata ricompensa.

In questo libro si parla 
- di morte: il papà di Nina che non c'è più,
- di sofferenza: la malattia della sorellina di Michael, nata prematura che lotta per la vita
- di amicizia e solitudine nel contrasto tra la vita a scuola e la vita senza scuola (Mina, che segue un percorso di scuola a casa, con sua mamma, è tutto un personaggio a cui Almond a dedicato poi un intero libro: "La Storia di Mina", edito sempre da Salani)
- di vita
- di famiglia
- di natura
- di magia ed spiritualità

Un libro che consiglio vivamente, che porta a riflettere moltissimo sulla scuola e su cosa insegniamo ai nostri figli. E cosa loro potrebbero insegnare a noi se solo sapessimo ascoltare meglio!  

Per sapere di più:
la recensione di booksblog
la recensione di librideiragazzi.it
la recensione di figliefamiglia.it

Skellig
David Almond
Traduzione di P. A. Livorati
Ed. Salani (2009)