La bambina e il nazista
di Franco Forte e Scilla Bonfiglioli
Mondadori
Un romanzo sulla memoria e sugli orrori dell'olocausto, in una storia triste ma coraggiosa, in cui il desiderio della vita prevale sulla mostruosità dello sterminio.
Germania, 1943. Hans Heigel, ufficiale di complemento delle SS nella piccola cittadina di Osnabrück, non comprende né condivide l'aggressività con cui il suo Paese si è rialzato dalla Prima guerra mondiale; eppure, il timore di ritorsioni sulla propria famiglia e la vita nel piccolo centro, lontana dagli orrori del fronte e dei campi di concentramento, l'hanno convinto a tenere per sé i suoi pensieri, sospingendolo verso una silenziosa convivenza anche con le politiche più aberranti del Reich. Più importante è occuparsi della moglie Ingrid e, soprattutto, dell'amatissima figlia Hanne.
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domenica 15 marzo 2020
martedì 21 gennaio 2020
Gli ottimisti muoiono prima
Gli ottimisti muoiono prima
di Susin Nielsen
Il Castoro
Sotto il cappello con le orecchie da gatto che si è fatta da sé, Petula nasconde una buona dose di cinismo, la convinzione che a essere pessimisti ci si azzecca sempre e - soprattutto - il dolore per una perdita che sembra impossibile da superare. Certo, è stato un incidente. Ma i pessimisti dovrebbero prevedere gli incidenti, e Petula proprio non ce la fa a non sentirsi in colpa. A scuola la obbligano a partecipare a un gruppo di arteterapia per ragazzi in difficoltà, o - come direbbe lei - per ragazzi fuori di testa. E qui però che conosce Jacob, un bellissimo ragazzo pieno di umorismo e di energia, con una protesi al braccio e un doloroso segreto. L'amore è dietro l'angolo, ma è difficile lasciarsi il cinismo alle spalle. Come si fa a capire quando vale la pena correre il rischio?
Consigliato dai 12 anni
***
Un bel gruppo di ragazzi con problemi, tutti diversi, che riescono a tornare a credere nella vita.
Attenzione spoiler
.
.
.
Petula ha perso sua sorella piccola mentre era da sola con lei a casa. Un incidente ma si sente in colpa. Sono passati 2 anni e i suoi genitori non sembrano aver superato la cosa. Litigano. Petula fa di tutto per evitare i litigi, pulisce, sistema e gioca di anticipo.
Jacob è il nuovo arrivato e ha una protesi al braccio. E un segreto. Sembra felice ma ogni tanto si intravedono momenti oscuri.
Petula si è isolata dal mondo. Jacob riuscirà a farla rientrare.
Una bella storia di amicizia e amore, che può essere spunto per parlare di alcolismo, depressione, solitudine, suicidio.... Insomma in questo libro ce n'è per tutti.
di Susin Nielsen
Il Castoro
Sotto il cappello con le orecchie da gatto che si è fatta da sé, Petula nasconde una buona dose di cinismo, la convinzione che a essere pessimisti ci si azzecca sempre e - soprattutto - il dolore per una perdita che sembra impossibile da superare. Certo, è stato un incidente. Ma i pessimisti dovrebbero prevedere gli incidenti, e Petula proprio non ce la fa a non sentirsi in colpa. A scuola la obbligano a partecipare a un gruppo di arteterapia per ragazzi in difficoltà, o - come direbbe lei - per ragazzi fuori di testa. E qui però che conosce Jacob, un bellissimo ragazzo pieno di umorismo e di energia, con una protesi al braccio e un doloroso segreto. L'amore è dietro l'angolo, ma è difficile lasciarsi il cinismo alle spalle. Come si fa a capire quando vale la pena correre il rischio?
Consigliato dai 12 anni
***
Un bel gruppo di ragazzi con problemi, tutti diversi, che riescono a tornare a credere nella vita.
Attenzione spoiler
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Petula ha perso sua sorella piccola mentre era da sola con lei a casa. Un incidente ma si sente in colpa. Sono passati 2 anni e i suoi genitori non sembrano aver superato la cosa. Litigano. Petula fa di tutto per evitare i litigi, pulisce, sistema e gioca di anticipo.
Jacob è il nuovo arrivato e ha una protesi al braccio. E un segreto. Sembra felice ma ogni tanto si intravedono momenti oscuri.
Petula si è isolata dal mondo. Jacob riuscirà a farla rientrare.
Una bella storia di amicizia e amore, che può essere spunto per parlare di alcolismo, depressione, solitudine, suicidio.... Insomma in questo libro ce n'è per tutti.
lunedì 20 gennaio 2020
L'anno in cui imparai a leggere
L'anno in cui imparai a leggere
di Marco Marsullo
Einaudi - Stile libero big
Niccolò ha venticinque anni ed è innamorato perso di Simona. Così quando lei, bella e inquieta, parte mollandogli suo figlio Lorenzo, lui decide di prendersene cura, sebbene quel moccioso di quattro anni non lo abbia mai accettato e di notte lo sbattesse puntualmente fuori dal letto. Niccolò non ha mai fatto il padre, e non sa come gestire capricci, routine, amichetti che giocano a fingersi d'improvviso morti e primi batticuori. In più, a complicare le cose, ci si mette anche il padre naturale. Riccioli scompigliati e chitarra in spalla, è arrivato dall'Argentina per incontrare il piccolo, e si è installato in casa senza alcuna intenzione di andarsene. Innamorati della stessa donna, lui e Niccolò si detestano, e il bambino non riconosce un ruolo a nessuno dei due. Eppure, giorno dopo giorno, tra litigi e partite a pallone, pigiama party e impreviste abitudini, questi tre «ragazzi» abbandonati imparano ad appoggiarsi l'uno all'altro, per sorreggersi insieme contro il mondo.
****
Ho vissuto un anno di vita in un weekend insieme ai protagonisti di questa bellissima storia di amore che ti fa ridere, piangere e riflettere. Diventare genitore, piano piano. Imparare a volere bene un bambino che non è ne sarà mai tuo. Prendersi cura di qualcuno e scoprirsi innamorato.
Frasi come questa che ti fanno subito pensare al tuo modo di essere genitore. Questo libro è una fotografia della società di oggi, un analisi bellissimo dell'essere bambino, un adulto che cerca di capire il mondo visto da occhi piccoli. Anzi, 2 adulti, così diversi ma in fondo così simili.
Nel libro una critica, nemmeno tanto nascosta, ai genitori di oggi: a quelli che nascondono il fallimento della loro relazione in pubblico e continuano una vita fatta di bugie senza rendersi conto del male che fanno ai loro figli; a quelli che hanno già previsto per filo e per segno la vita dei loro figli senza mai chiedersi se in quel modo saranno felici e se è quella la vita che vorranno; ai padri assenti; alle madri egoiste.
Bene.... che dire, mi è piaciuto molto e mi ha fatto ridere, sorridere, pensare e.... insomma si, anche qualche lacrima l'ho versata.
di Marco Marsullo
Einaudi - Stile libero big
Niccolò ha venticinque anni ed è innamorato perso di Simona. Così quando lei, bella e inquieta, parte mollandogli suo figlio Lorenzo, lui decide di prendersene cura, sebbene quel moccioso di quattro anni non lo abbia mai accettato e di notte lo sbattesse puntualmente fuori dal letto. Niccolò non ha mai fatto il padre, e non sa come gestire capricci, routine, amichetti che giocano a fingersi d'improvviso morti e primi batticuori. In più, a complicare le cose, ci si mette anche il padre naturale. Riccioli scompigliati e chitarra in spalla, è arrivato dall'Argentina per incontrare il piccolo, e si è installato in casa senza alcuna intenzione di andarsene. Innamorati della stessa donna, lui e Niccolò si detestano, e il bambino non riconosce un ruolo a nessuno dei due. Eppure, giorno dopo giorno, tra litigi e partite a pallone, pigiama party e impreviste abitudini, questi tre «ragazzi» abbandonati imparano ad appoggiarsi l'uno all'altro, per sorreggersi insieme contro il mondo.
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Ho vissuto un anno di vita in un weekend insieme ai protagonisti di questa bellissima storia di amore che ti fa ridere, piangere e riflettere. Diventare genitore, piano piano. Imparare a volere bene un bambino che non è ne sarà mai tuo. Prendersi cura di qualcuno e scoprirsi innamorato.
"Perché un errore comune di chi ha la fortuna di diventare genitore è proprio non considerare le attitudini della persona che si è avuta in dono come figlio. Non considerarne i possibili difetti, le criticità, le normalissime storture."
Frasi come questa che ti fanno subito pensare al tuo modo di essere genitore. Questo libro è una fotografia della società di oggi, un analisi bellissimo dell'essere bambino, un adulto che cerca di capire il mondo visto da occhi piccoli. Anzi, 2 adulti, così diversi ma in fondo così simili.
Nel libro una critica, nemmeno tanto nascosta, ai genitori di oggi: a quelli che nascondono il fallimento della loro relazione in pubblico e continuano una vita fatta di bugie senza rendersi conto del male che fanno ai loro figli; a quelli che hanno già previsto per filo e per segno la vita dei loro figli senza mai chiedersi se in quel modo saranno felici e se è quella la vita che vorranno; ai padri assenti; alle madri egoiste.
Bene.... che dire, mi è piaciuto molto e mi ha fatto ridere, sorridere, pensare e.... insomma si, anche qualche lacrima l'ho versata.
lunedì 6 gennaio 2020
Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano
Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano
di Eric-Emmanuel Schmitt
Traduzione di Alberto Bracci Testasecca
Edizioni E/O
Dal retro di copertina: "Nel breve intreccio di strade di un popolare quartiere parigino dove i nomi delle vie hanno il sapore delle favole (rue Bleue, rue de Paradis), l'adolescente Momo vive con un padre sprofondato in una silenziosa e fosca depressione. Nello stesso quartiere vive anche monsieur Ibrahim, l'unico arabo in una via "ebrea", titolare della drogheria dove Momo si reca a fare la spesa quotidiana e non esita ogni tanto a sgraffignare qualche scatoletta di conserva... "È solo un arabo, dopo tutto!" pensa Momo, e, con suo grande stupore, il vecchio Ibrahim sembra leggergli nel pensiero: "Non sono arabo, vengo dalla Mezzaluna d'Oro". Così comincia la storia d'amicizia, intessuta di ironia, candore e profonda saggezza, del ragazzo ebreo e dell'anziano "arabo" nell'incanto di un angolo di mondo nel quale le puttane sono belle e cordiali e si accontentano di un orsetto di peluche in cambio dei loro favori e dove, come portata da un sogno, compare addirittura Brigitte Bardot. Come in una favola o un apologo che non pretende di dare lezioni morali ma soltanto proporre un sogno da decifrare, i due protagonisti si incamminano verso il grande mondo, acquistano un'auto che nessuno dei due sa guidare e si dirigono verso Oriente, oltre Istanbul, verso una libertà che li fa inerpicare verso l'alto, guidati da quell'arte di sorridere alla vita racchiusa nei preziosi fiori del Corano."
Ho scoperto questo autore grazie a Marco e al suo consiglio di leggere "Oscar e la dama rosa".
di Eric-Emmanuel Schmitt
Traduzione di Alberto Bracci Testasecca
Edizioni E/O
Dal retro di copertina: "Nel breve intreccio di strade di un popolare quartiere parigino dove i nomi delle vie hanno il sapore delle favole (rue Bleue, rue de Paradis), l'adolescente Momo vive con un padre sprofondato in una silenziosa e fosca depressione. Nello stesso quartiere vive anche monsieur Ibrahim, l'unico arabo in una via "ebrea", titolare della drogheria dove Momo si reca a fare la spesa quotidiana e non esita ogni tanto a sgraffignare qualche scatoletta di conserva... "È solo un arabo, dopo tutto!" pensa Momo, e, con suo grande stupore, il vecchio Ibrahim sembra leggergli nel pensiero: "Non sono arabo, vengo dalla Mezzaluna d'Oro". Così comincia la storia d'amicizia, intessuta di ironia, candore e profonda saggezza, del ragazzo ebreo e dell'anziano "arabo" nell'incanto di un angolo di mondo nel quale le puttane sono belle e cordiali e si accontentano di un orsetto di peluche in cambio dei loro favori e dove, come portata da un sogno, compare addirittura Brigitte Bardot. Come in una favola o un apologo che non pretende di dare lezioni morali ma soltanto proporre un sogno da decifrare, i due protagonisti si incamminano verso il grande mondo, acquistano un'auto che nessuno dei due sa guidare e si dirigono verso Oriente, oltre Istanbul, verso una libertà che li fa inerpicare verso l'alto, guidati da quell'arte di sorridere alla vita racchiusa nei preziosi fiori del Corano."
Ho scoperto questo autore grazie a Marco e al suo consiglio di leggere "Oscar e la dama rosa".
martedì 18 luglio 2017
Il mondo fino a 7
Il mondo fino a 7
Holly Goldberg Sloan
Mondadori
Willow ha 12 anni e ha una intelligenza sopra la media (molto al di sopra!). E' stata adottata. E' una bambina solitaria, non ha amici. La sua vita trascorre tra libri, la cura il giardino dietro casa... La sua solitudine non sembra essere un problema anche se, finalmente, sembra aver trovato una amica.
Mai, più grande di lei, accompagna sempre suo fratello dal consulente scolastico. Willow ci è finita perché tutti credono abbia copiato un test. Da Dell iniziano a parlare e scoprono di avere cose in comune.
Un giorno la vita di Willow cambia radicalmente. I suoi genitori muoiono in un incidente. Il destino vuole che Mai sia presente quando arriva la notizia. Da questo momento Mai sarà vicina all'amica coinvolgendo il consulente, sua madre e suo fratello. Persone fino a poco tempo prima completamente sconosciute per Willow se ne prenderanno cura. Oppure... è Willow a prendersi cura di loro?
Una storia che parla di rivincita, di amore, di fiducia, di dono. Una narrazione a volte fredda, raccontata dal punto di vista da una persona che fatica a gestire i sentimenti, una mente matematica. Che si scoprirà però bisognosa suo malgrado. Un canto alla vita che, lo vogliamo o no, va sempre avanti.
Holly Goldberg Sloan
Mondadori
Willow ha 12 anni e ha una intelligenza sopra la media (molto al di sopra!). E' stata adottata. E' una bambina solitaria, non ha amici. La sua vita trascorre tra libri, la cura il giardino dietro casa... La sua solitudine non sembra essere un problema anche se, finalmente, sembra aver trovato una amica.
Mai, più grande di lei, accompagna sempre suo fratello dal consulente scolastico. Willow ci è finita perché tutti credono abbia copiato un test. Da Dell iniziano a parlare e scoprono di avere cose in comune.
Un giorno la vita di Willow cambia radicalmente. I suoi genitori muoiono in un incidente. Il destino vuole che Mai sia presente quando arriva la notizia. Da questo momento Mai sarà vicina all'amica coinvolgendo il consulente, sua madre e suo fratello. Persone fino a poco tempo prima completamente sconosciute per Willow se ne prenderanno cura. Oppure... è Willow a prendersi cura di loro?
Una storia che parla di rivincita, di amore, di fiducia, di dono. Una narrazione a volte fredda, raccontata dal punto di vista da una persona che fatica a gestire i sentimenti, una mente matematica. Che si scoprirà però bisognosa suo malgrado. Un canto alla vita che, lo vogliamo o no, va sempre avanti.
"Se c'è una cosa che ho capito negli ultimi mesi è che si possono trovare delle etichette per organizzare gli essere viventi, ma è impossibile mettere le persone in gruppi o ordini di qualsiasi genere.Non funziona proprio"
mercoledì 27 luglio 2016
ERO CATTIVO
Ero cattivo
Antonio Ferrara
San Paolo ed.
collana "Nuvole"
Antonio Ferrara
San Paolo ed.
collana "Nuvole"
"Sempre a pensare ai libri. Sono proprio gente priva di idee, gli insegnanti. Quella di italiano mi faceva le domande e poi si dimenticava di ascoltare le risposte. Come va a casa Angelo? Tuo padre ha trovato lavoro? E prima che riuscissi a mettere insieme due parole diceva:
- Ragazzi, aprite a pagina 29 che non abbiamo tempo da perdere.A volte avrei voluto che nei libri si potesse davvero imparare qualcosa. Qualcosa di vero. Qualcosa per aiutarti a parlare con le altre persone. Ma i libri erano uno schifo, non servivano a niente."
Angelo è un ragazzo cattivo. Lui pensa di essere cattivo. Ne è convinto. Da ragazzo cattivo si comporta ogni giorno con compagni e insegnanti, in collegio. Sarà dopo un scherzo finito male che Angelo troverà una possibilità di cambiare la sua vita. Viene inviato a vivere in una comunità, con altri 3 ragazzi "cattivi". Un prete pittore, una cuoca sorridente e un desiderio profondo diventato realtà, un cane tutto suo. Questo quello che Angelo trova in comunità.
"Cominciava a piacermi, quel matto di un prete. Non era come gli altri. I grandi, voglio dire. Ti fanno sentire in colpa per tutto quello che fai, anche se non hai fatto niente. Se ti diverti troppo, loro subito ci trovano una colpa"
Attraversiamo un anno della vita di Angelo nelle pagine di questo libro. Un anno che vede Angelo pensare e ragionare per arrivare da solo a capire la fonte della sua cattiveria. E a convincersi che si può cambiare, che è ancora in tempo. Che nessuno nasce cattivo.
Ci sono altri libri per capire i bulli. Le persone che si nascondono dietro ai bulli. I ragazzi cattivi. Per capire da dove arriva la loro rabbia e perché si vendicano con altri più deboli di loro. C'è, ad esempio, "La Storia di Julian" il bullo della serie di libri di Wonder. Ma questo libro, che sì, parla di questo, ma va decisamente oltre.
In questo libro si trovano le cattiverie del mondo di questo ragazzo, uno come tanti: il collegio, il padre che lo maltratta, i sabati passati a casa come un fantasma perché i suoi non lo considerano, la mamma che non ferma il padre fino all'ultimo.
Ma qui, tra queste pagine, c'è la soluzione. La fiducia. Il prete che guida la comunità in campagna ha fiducia nei ragazzi. Mette loro alla prova con se stessi. Non obbliga. Non castiga. Da sempre un altra opportunità. Concede sostegno. E attraverso l'arte (dei ritratti che lui fa immaginando il futuro e il cinema) fa si che siano loro ad arrivare da soli al loro futuro. Ed è guadagnando la fiducia in loro stessi che loro si salvano dal "essere cattivi".
"E pensavo che non era stato poi così male, essere lì in quella casa in mezzo alla campagna. E pensavo che mi piaceva come parlava, il prete. E mi piaceva che scegliesse con cura le parole.Avevo notato che diceva sempre quando e non diceva mai se. Non ti diceva se riuscirai ad essere promosso, vedrai che... ma quando sarai promosso, vedrai che..."
Un libro che mi è piaciuto moltissimo. Profondo, vero, sincero. Come parlare di cose difficile con semplicità. Io non so davvero come fa! Uno di quei libri che, una volta girata l'ultima pagina, mi viene voglia di ringraziare l'autore per averlo pensato e scritto. Tra i migliori di Antonio Ferrara (almeno tra i migliori di quelli che ho letto io). Come adulto ci fa pensare a quanto invadiamo la privacy e la crescita dei nostri ragazzi e quanto poco riusciamo ad avere empatia con loro, a capire il loro mondo. (e pensare che io mi consideravo una ragazza fino a poco tempo fa!!!!)
Ai ragazzi, spero, da una parte da la possibilità di vedere che il cambiamento è possibile. Da l'altra insegna che la cattiveria non è innata che bisogna guardare oltre, come fa il nostro prete. E non tutto avrà un lieto fine, perché la vita, in fondo, è così. Non sempre va tutto bene. Ed è giusto vedere anche questo nei libri.
Con questo libro Antonio Ferrara ha vinto il Premio Andersen nel 2012 per il miglior libro oltre i 15 anni. Appena uscita a giungo la nuova edizione.
Per sapere di più vi lascio qualche altra recensione:
La recensione di Biblioletture Ragazzi (con booktrailer)
La recensione di Qualcuno con cui correre
La recensione di Mangialibri
La recensione di Libri e Marmellata
La recensione di Sul Romanzo
“Stavo con gli occhi aperti. Il buio era denso, potevi toccarlo. Ripensavo a quel pensiero amaro. Era un pensiero enorme, non sapevo come prenderlo, dovevo girarci intorno da tutte le parti, ai margini. Non potevo pensarci, mi veniva come una nausea, mi toglieva il respiro. Il guaio era che uno bisognava che cercasse di pensare soltanto alle cose che doveva fare, ma era la testa che pensava per conto suo. E questo era: io ero cattivo”
venerdì 22 luglio 2016
Il figlio del cimitero
Il figlio del cimitero - la storia di un bambino che viveva tra le tombe.
Neil Gaiman
Illustrazioni: Dave McKean
Traduzione: Giuseppe Iacobaci
Mondadori
Un altro libro di Gaiman. Un altro libro che non riesci a smettere di leggere.
Neil Gaiman
Illustrazioni: Dave McKean
Traduzione: Giuseppe Iacobaci
Mondadori
"Che sei diverso, lo sai già. Che sei vivo. Che ti abbiamo preso... che ti hanno preso a vivere qui; e che io ho accettato di essere il tuo tutore."
Un altro libro di Gaiman. Un altro libro che non riesci a smettere di leggere.
lunedì 27 giugno 2016
Mia sorella Summer
Mia sorella Summer
Ruth White
Traduzione: A. Ragusa
Mondadori
Ruth White
Traduzione: A. Ragusa
Mondadori
"Quella sera mi ritrovai a pensare che stava diventando sempre più difficile voler bene a Summer e perdonarle le sue stranezze. E quando scoprii quel pensiero dentro la mia testa, mi sentii così in colpa che corsi in camera per darle una occhiata e abbracciarla, convinta di trovarla addormentata."
Non ricordo come questo libro sia arrivato da me. Probabilmente un consiglio. Credo dopo aver letto "Mio fratello simple". Certo è che era da un po in attesa di essere letto. Arrivato il suo turno ho capito. Prima del viaggio di quest'anno in Spagna per trovare mia mamma non avrei mai potuto leggerlo. Prima di perdonare la vita per avermi portato via la mamma che avevo un tempo e lasciare al suo posto il contenitore che oggi è, mi avrebbe fatto troppo male questo libro. Oppure mi avrebbe aiutata.
"Soltanto allora mi resi conto che da qualche parte sulle colline avevo assorbito l'idea -per osmosi, avrebbe detto il professor Pinkney - che la pazzia fosse uno scheletro da tenere sotto chiave. (...) Pensai a tutte le parole e giri di frase che si usano per indicare i malati di mente. Parole che avevo usato anch'io. Grullo. Svitato. Senza una rotella. Tocco in testa. Picchiatello. Lunatico. Demente."
Questo libro parla di famiglia, di amicizia, quella che solo i fratelli riescono a capire. Parla di malattia. Di preoccupazione, di rimorso. Parla di crescita e di responsabilità. Dell'importanza delle persone e del stare bene, insieme. Di rinuncia e anche di sconfitta. Di sollievo. Di pace. Di vita. Di cose che sono più grandi di noi e non possiamo cambiare. E insegna, che anche se lo sconforto può a volte sopraffarti, la vita è più forte di qualunque altra cosa, più forte e più importante. E bisogna viverla, fino in fondo!
"Pensi mai a com'è misterioso il sonno? T'immergi dentro di te. Sprofondi laggiù e parli con un altra te stessa. E insieme decidete cosa fare, e come, il giorno successivo. Ecco cos'è il sonno: una pausa per pianificare il futuro."
Summer e Lyric sono 2 sorelle, orfane di madre. Suo padre, minatore, decide di cambiare vita e trasferirsi con le figlie in città. Partono alla ricerca di un lavoro in fabbrica, di una nuova vita per lui e per le figlie. Non è facile ma riescono a cavarsela con il poco che hanno. Piano piano la vita in città accoglie le due adolescenti. Lyric a scuola. Summer con un lavoro. Ma qualche ombra nel comportamento di Summer lascia intuire che qualcosa non va. Summer è affetta di schizofrenia, una malattia della quale ho imparato alcune cose leggendo questo libro.
Ma la parte per me importante di questo libro è la crescita di Lyric. I suoi sentimenti verso la sorella. Lo sconforto e la vergogna. L'Amore con la A maiuscola per Summer. Pensieri appena accennati che fanno riflettere. Empatia, tanta, verso questa bambina che deve crescere in fretta per badare a sua sorella. E che deve accettare la malattia contro la quale niente può fare.
"Vedi Lyric? Mi sto dissolvendo - mormorò- Vedi? Sono quasi scomparsa."
giovedì 23 giugno 2016
Ricordati del gatto
Ricordati del Gatto!
Michael Rosen
Illustrazioni di Tony Ross
Feltrinelli Kids
Michael Rosen
Illustrazioni di Tony Ross
Feltrinelli Kids
"Tigre stava pensando: "Qual è il problema degli umani? Harry dovrebbe essere a scuola. Il signore o la signora Frettini avrebbero dovuto accompagnarlo e non l'hanno fatto. Io ho fatto in modo che il signor Frettini tornasse a casa e lui, invece di portarlo a scuola, sta lì a dire stupidate".
Michael Rosen, autore di "A caccia dell'Orso" ci propone una storia per primi lettori con protagonista il gatto, Tigre. La storia narra una giornata nella vita della famiglia "Frettini".
Mamma e papà Frettini sono sempre di fretta. Questa mattina molto più del solito. Escono di casa entrambi pensando che l'altro ha portato a scuola Harry, il figlio. Ma Harry è solo a casa. allora Tigre, il nostro intrepido gatto, prova a risolvere la situazione.
La sera davanti al frigo si rendono conto che nessuno ha fatto la spesa. Come si fa? Nessun problema si ordina tramite computer. Ma Harry deve ordinarsi da solo gli amati spaghetti per mamma e papà non ascoltano, sono di fretta. E Harry? Qualcuno si è ricordato di lui?
Alla fine sarà proprio Harry a spiegare a mamma e papà che sarebbe meglio non fare tutto così di fretta ma imparare a fare le cose con calma.
Un libro che parla anche a noi adulti insegnandoci che la fretta non è buona consigliera. E parla ai bambini che possono immedesimarsi con Harry, un po' abbandonato dai genitori, insegnando loro che con noi grandi bisogna insistere perché a volte, bisogna proprio dirlo, siamo proprio ciechi e sordi!
domenica 24 aprile 2016
I colori del buio, di Kathryn Erskine
"La vita è speciale.
Vuoi dire... non sono solo io ad essere speciale? Tutta quanta la vita?
Sì.Credo che la buona notizia sia che tutti devono adeguarsi al fatto di essere speciali perché tutti sono vivi. "Non saprei dire quanto mi sia piaciuto questo libro. Uno di quelli trovati attraverso la ricerca in biblioteca e che, quasi sicuramente, non avrei mai scoperto se non grazie al tema del mese di Leggere insieme ancora: Colori.
I colori del Buio
Kathryb Erskune
Mondadori
Non sapendo bene come raccontarlo, lascio prima la parola all'autrice:
"in questo romanzo la protagonista è affetta della Sindrome di Asperger,
mercoledì 29 luglio 2015
SKELLIG
Durante il corso di lettura ad alta voce che ho frequentato lo scorso gennaio con Luca Ganzerla, la copertina di questo libro mi chiamava dallo scaffale. L'ho segnato tra gli appunti come libro da prendere e leggere. Una copertina che non dice molto, anche se parla di natura. Un nome che incuriosisce ma.... cosa aveva quel libro che mi attirava così tanto.
Ora, durante la pausa estiva del gruppo LIA, ho molto più tempo per leggere. Diciamo pure che leggo perché mi mancava tanto e perché ero ormai stanca di stare sempre al PC. Almond ha cominciato a riempire commenti nei gruppi e così, rispolverato gli appunti, l'ho preso. Insieme a Skellig ho letto quasi tutto di Almond. Me ne mancano 2 (credo) e sono in attesa sul comodino ^-^ Un autore che arriva, uno di quelli che sai ti piacerà, qualunque storia voglia raccontarti.
Skellig parla di magia, di natura, di crescita spirituale, di coraggio, di amore, di amicizia, DI SCUOLA! Non riesci a fermare la lettura, devi andare avanti per scoprire chi, cosa è Skellig. Cosa vuole? Cosa rappresenta? Una creatura indebolita che ritrova la strada di casa grazie a 2 ragazzi che credono in lui. E regala loro un dono per la vita e... il dono della vita!
I due protagonisti, Michael e Mina, sapranno donarsi a Skellig pur non sapendo cosa o chi sia. Con coraggio e determinazione porteranno il vecchio Skellig alla rinascita. E avranno la loro meritata ricompensa.
In questo libro si parla
- di morte: il papà di Nina che non c'è più,
- di sofferenza: la malattia della sorellina di Michael, nata prematura che lotta per la vita
- di amicizia e solitudine nel contrasto tra la vita a scuola e la vita senza scuola (Mina, che segue un percorso di scuola a casa, con sua mamma, è tutto un personaggio a cui Almond a dedicato poi un intero libro: "La Storia di Mina", edito sempre da Salani)
- di vita
- di famiglia
- di natura
- di magia ed spiritualità
Un libro che consiglio vivamente, che porta a riflettere moltissimo sulla scuola e su cosa insegniamo ai nostri figli. E cosa loro potrebbero insegnare a noi se solo sapessimo ascoltare meglio!
Per sapere di più:
- la recensione di booksblog
- la recensione di librideiragazzi.it
- la recensione di figliefamiglia.it
Skellig
David Almond
Traduzione di P. A. Livorati
Ed. Salani (2009)
lunedì 22 giugno 2015
Credere nell'Amore: di religione, scuola, libri e "indottrinamento"
Questo post nasce da una piccola discussione su facebook con delle amiche. La discussione è nata da questa mia riflessione sul discorso del Papa di cui vi accennavo ieri QUI.
Leggendo il discorso senza tutti i riferimenti a "mamma e papà", soffermandosi soltanto sulla parola amore, il messaggio del Papa sarebbe bellissimo. Purtroppo con questa parte che riporto tra virgolette mi ha confermato quanto sono in realtà lontana da lui... "I nostri ragazzi, ragazzini, che incominciano a sentire queste idee strane, queste colonizzazioni ideologiche che avvelenano l’anima e la famiglia deve agire contro questo. Mi diceva, due settimane fa, una persona, un uomo molto cattolico, bravo, giovane, che i suoi ragazzini andavano in prima e seconda elementare e che la sera, lui e sua moglie tante volte dovevano “ri-catechizzare” i bambini, i ragazzi per quello che riportavano da alcuni professori della scuola o per quello che dicevano i libri che davano lì. Queste colonizzazioni ideologiche, che fanno tanto male e distruggono una società, un Paese, una famiglia. E per questo abbiamo bisogno di una vera e propria rinascita morale e spirituale."
domenica 21 giugno 2015
Credere nella bellezza dell'amore: la famiglia è AMORE
Sono tornata dalle ferie. Nei giorni prima della partenza si parlava molto di questa teoria perché si avvicinava la Giornata della Famiglia a Roma. Ieri ho guardato il telegiornale per sentire della manifestazione... giornalisti che parlano della teoria del Gender come un fatto, non si porgono domande, chiedono spiegazione come se il tutto fosse VERO e danno per scontato che si insegni a scuola un non so cosa sulla masturbazione! Non chi mi sorprenda.... il tipo di giornalista, intendo.
In questi giorni in tanti condividono post e pensieri. Perché non si può, NON SI DEVE PIU', restare indifferenti, perché bisogna leggere ed informarsi. E allora facciamo chiarezza:
giovedì 5 marzo 2015
Famiglia e amore
Oggi ho visto questo video e mi sono ritrovata a piangere come una schema... Solo un gesto, un bacio, per far sentire AMORE. Ma quanto è bello questo video!
Poi mi è venuta in mente una scena di ieri, con Lucia, che volevo raccontare, lasciar qui perché è importante.
Tornata da scuola ha cominciato a giocare con 2 bambole, uno dei gemellini di nenuco e un baby amore mi pare.
Non so se sapete che i gemellini nenuco sono diversi, nel senso che uno è maschio e uno è femmina e il maschio ha il pisellino.
La femmina, ovviamente no.
ha i codini! Giocava che si sposavano.
A un certo punto si è resa conto che il gemellino che aveva era la femmina e si è arrabbiata perché non poteva giocare più. Angela era in camera che dormiva e lei non poteva ricuperare il bambolotto maschio per portarlo a nozze con baby amore.
Io, non ci ho pensato un minuto! Le ho detto: "ma Lucia amore, guarda che anche loro possono creare una famiglia! Lo sai, vero, che ci sono famiglie con 2 papà, con 2 mamme oppure anche con solo il papà o solo la mamma."
Una volta pronunciate le parole ho pensato... ecco ci siamo, ora dovrò fare una chiacchierata di 30 minuti per spiegare il concetto di famiglia che vede ogni giorno e di famiglia che lei non vede ma che, per me, è comunque una famiglia.
E invece... quanto sono saggi i bambini.
Ha preso le 2 bambole femmine e, sorridendo, a continuato a giocare e le ha portate a nozze: "e si certo ti voglio bene!"
Ecco, con queste parole, così semplici, lei ha dato risposta: si vogliono bene quindi è ovvio che sono una famiglia.
Ma poi noi, a volte, di così ci preoccupiamo?
Lucia amore mio, continua a essere la bellissima personcina che sei! Non dimenticarti di rimanere te stessa, qualunque cosa gli altri possano pensare o dire. L'amore, alla fine, è l'unica cosa che conta.
Poi mi è venuta in mente una scena di ieri, con Lucia, che volevo raccontare, lasciar qui perché è importante.
Tornata da scuola ha cominciato a giocare con 2 bambole, uno dei gemellini di nenuco e un baby amore mi pare.
Non so se sapete che i gemellini nenuco sono diversi, nel senso che uno è maschio e uno è femmina e il maschio ha il pisellino.
La femmina, ovviamente no.
ha i codini! Giocava che si sposavano.
A un certo punto si è resa conto che il gemellino che aveva era la femmina e si è arrabbiata perché non poteva giocare più. Angela era in camera che dormiva e lei non poteva ricuperare il bambolotto maschio per portarlo a nozze con baby amore.
Io, non ci ho pensato un minuto! Le ho detto: "ma Lucia amore, guarda che anche loro possono creare una famiglia! Lo sai, vero, che ci sono famiglie con 2 papà, con 2 mamme oppure anche con solo il papà o solo la mamma."
Una volta pronunciate le parole ho pensato... ecco ci siamo, ora dovrò fare una chiacchierata di 30 minuti per spiegare il concetto di famiglia che vede ogni giorno e di famiglia che lei non vede ma che, per me, è comunque una famiglia.
E invece... quanto sono saggi i bambini.
Ha preso le 2 bambole femmine e, sorridendo, a continuato a giocare e le ha portate a nozze: "e si certo ti voglio bene!"
Ecco, con queste parole, così semplici, lei ha dato risposta: si vogliono bene quindi è ovvio che sono una famiglia.
Ma poi noi, a volte, di così ci preoccupiamo?
Lucia amore mio, continua a essere la bellissima personcina che sei! Non dimenticarti di rimanere te stessa, qualunque cosa gli altri possano pensare o dire. L'amore, alla fine, è l'unica cosa che conta.
mercoledì 1 ottobre 2014
La scuola che vorrei
Lunedì prossimo ci saranno le elezioni a rappresentate di classe nella Scuola dei miei figli. E, quest’anno, ho deciso… mi presento! Questa vorrebbe essere la lettera ai genitori compagni di fatiche, perché sono convinta che un altra scuola, più vicina, è davvero possibile!
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Cari genitori,
Sono Ana, mamma (spagnola) di Lucia (una elefantina gialla) e di Andrea (un rosso ape, un po’ viola perché va verso i blu, ha fatto una anno come anticpatario e lui, triste, dice sempre… “e io sono ancora rosso!”. Allora noi le diciamo che è viola (perché rosso + blu che colore fa?)
giovedì 25 settembre 2014
I nonni, ma dovevano vincere proprio i nonni?
Allora, è ufficiale, per il mese di novembre nel gruppo Leggere insieme… ancora! hanno vinto i nonni. E io mi sono mesa a studiare. Accidenti a voi che avete fatto vincere proprio i nonni!
Nei commenti alla votazione ho scritto così: “eccomi! a solo 10 minuti dalla fine do il mio voto. Ho studiato "storia dell'arte" e mi piaceva assai ma penso anch'io sia presto! Nonni a me mette tristezza (approfitterò dell'occasione per parlare della nonna dei miei figli sul mio blog, se trovo la forza di farlo) e dunque la mia scelta cade su NASCITA che porta con se VITA....
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