martedì 25 agosto 2015

La maestra è un capitano


"non ce la faccio più. Davvero. 
Stamattina mi mancano le forze. 
Stamattina non li sopporto proprio. 
Li guardo scatenarsi e non dico più niente, 
non ho neppure un filo di voce, stamattina

25 agosto 2015. Mancano 22 giorni all'inizio della scuola. 22 giorni. 2 giorni fa ho letto "La maestra è un capitano", un libro che inizia con la frase che leggete sopra. I pensieri di una maestra di quinta elementare. Peccato che quella frase, oggi, potrei dirla io tranquillamente, una mamma che da 2 mesi è a casa con i bambini in ferie. Potrei scrivere il libro "La mamma è un generale"

giovedì 13 agosto 2015

Due destini


Albi illustrati. Si trovano in libreria nella sezione per bambini. Alcuni sono piccole opere d'arte. Altri sono meno belli. Tutti portano una storia. Alcuni pensata ed scritta per bambini. Altri, pensata per loro ma i cui messaggio va oltre l'infanzia e porta calore e conforto anche a un adulto. E alcuni, pochi, si trovano tra gli scaffali dei piccoli ma non sono per loro, non ancora almeno. Sono per noi grandi. E se non sei un genitore o un amante degli albi illustrati rischi di perderti meraviglie, di non conoscere un mondo fatto di storie profonde raccontate in modo semplice ed illustrate con piccoli capolavori. 

Questo è il caso di "Due destini". 

lunedì 3 agosto 2015

I libri di Polleke di Guus Kuijer

Polleke, una ragazzina di 11 anni, è la protagonista di questi 4 libri. Attraverso il suo sguardo vediamo il mondo che la circonda, la sua crescita, i suoi problemi, la vita!


Guss Kuijer, nato nel 1942 in Amsterdam, ha donato ai giovani lettori libri importanti. Nel 2012 è stato premiato con il “Astrid Lindgren Memorial Award”. Dal 1967 al 1973 fu insegnante di scuola elementare. Inizia a pubblicare negli anni 70, lasciando la professione di maestro per dedicarsi per intero alla scrittura. Cresciuto da genitori cattolici lui ha però affermato di non aver ricordi di essere mai stato un credente.

mercoledì 29 luglio 2015

SKELLIG


Durante il corso di lettura ad alta voce che ho frequentato lo scorso gennaio con Luca Ganzerla, la copertina di questo libro mi chiamava dallo scaffale. L'ho segnato tra gli appunti come libro da prendere e leggere. Una copertina che non dice molto, anche se parla di natura. Un nome che incuriosisce ma.... cosa aveva quel libro che mi attirava così tanto. 

Ora, durante la pausa estiva del gruppo LIA, ho molto più tempo per leggere. Diciamo pure che leggo perché mi mancava tanto e perché ero ormai stanca di stare sempre al PC. Almond ha cominciato a riempire commenti nei gruppi e così, rispolverato gli appunti, l'ho preso. Insieme a Skellig ho letto quasi tutto di Almond. Me ne mancano 2 (credo) e sono in attesa sul comodino ^-^ Un autore che arriva, uno di quelli che sai ti piacerà, qualunque storia voglia raccontarti. 

Skellig parla di magia, di natura, di crescita spirituale, di coraggio, di amore, di amicizia, DI SCUOLA! Non riesci a fermare la lettura, devi andare avanti per scoprire chi, cosa è Skellig. Cosa vuole? Cosa rappresenta? Una creatura indebolita che ritrova la strada di casa grazie a 2 ragazzi che credono in lui. E regala loro un dono per la vita e... il dono della vita! 




I due protagonisti, Michael e Mina, sapranno donarsi a Skellig pur non sapendo cosa o chi sia. Con coraggio e determinazione porteranno il vecchio Skellig alla rinascita. E avranno la loro meritata ricompensa.

In questo libro si parla 
- di morte: il papà di Nina che non c'è più,
- di sofferenza: la malattia della sorellina di Michael, nata prematura che lotta per la vita
- di amicizia e solitudine nel contrasto tra la vita a scuola e la vita senza scuola (Mina, che segue un percorso di scuola a casa, con sua mamma, è tutto un personaggio a cui Almond a dedicato poi un intero libro: "La Storia di Mina", edito sempre da Salani)
- di vita
- di famiglia
- di natura
- di magia ed spiritualità

Un libro che consiglio vivamente, che porta a riflettere moltissimo sulla scuola e su cosa insegniamo ai nostri figli. E cosa loro potrebbero insegnare a noi se solo sapessimo ascoltare meglio!  

Per sapere di più:
la recensione di booksblog
la recensione di librideiragazzi.it
la recensione di figliefamiglia.it

Skellig
David Almond
Traduzione di P. A. Livorati
Ed. Salani (2009)

lunedì 22 giugno 2015

Il gender in Germania

tratto da http://www.butac.it/


Queste notizie sono state parecchio condivise su facebook ultimamente. 
Germania lezione gender bimbi svengono a scuola
Germania: lo scandalo dei genitori incarcerati

Ecco, io ho pensato fin da subito a una menzogna perché chiamarla buffala non si può. Oltre ad aver trovato conferma in questo articolo mi devo ritenere una donna fortunata perché, grazie a facebook, ho degli amici fantastici che mi scrivono per raccontarci la verità, direttamente dalla Germania! Vi riporto le parole della mia amica:

Credere nell'Amore: di religione, scuola, libri e "indottrinamento"

Questo post nasce da una piccola discussione su facebook con delle amiche. La discussione è nata da questa mia riflessione sul discorso del Papa di cui vi accennavo ieri QUI




Leggendo il discorso senza tutti i riferimenti a "mamma e papà", soffermandosi soltanto sulla parola amore, il messaggio del Papa sarebbe bellissimo. Purtroppo con questa parte che riporto tra virgolette mi ha confermato quanto sono in realtà lontana da lui... "I nostri ragazzi, ragazzini, che incominciano a sentire queste idee strane, queste colonizzazioni ideologiche che avvelenano l’anima e la famiglia deve agire contro questo. Mi diceva, due settimane fa, una persona, un uomo molto cattolico, bravo, giovane, che i suoi ragazzini andavano in prima e seconda elementare e che la sera, lui e sua moglie tante volte dovevano “ri-catechizzare” i bambini, i ragazzi per quello che riportavano da alcuni professori della scuola o per quello che dicevano i libri che davano lì. Queste colonizzazioni ideologiche, che fanno tanto male e distruggono una società, un Paese, una famiglia. E per questo abbiamo bisogno di una vera e propria rinascita morale e spirituale."

domenica 21 giugno 2015

Credere nella bellezza dell'amore: la famiglia è AMORE

Sono tornata dalle ferie. Nei giorni prima della partenza si parlava molto di questa teoria perché si avvicinava la Giornata  della Famiglia a Roma. Ieri ho guardato il telegiornale per sentire della manifestazione... giornalisti che parlano della teoria del Gender come un fatto, non si porgono domande, chiedono spiegazione come se il tutto fosse VERO e danno per scontato che si insegni a scuola un non so cosa sulla masturbazione! Non chi mi sorprenda.... il tipo di giornalista, intendo.



In questi giorni in tanti condividono post e pensieri. Perché non si può, NON SI DEVE PIU', restare indifferenti, perché bisogna leggere ed informarsi. E allora facciamo chiarezza:

martedì 16 giugno 2015

La zattera


Sono fortunata. Ho deciso di abbonarmi ad Orecchio Acerbo ormai 2 anni fa. E non delude mai! Trovi i libri a sorpresa nella posta prima della loro uscita in commercio. Le mie amiche libraie mi perdoneranno, tanto abbonandomi a inizio anno ho già dimenticato la cifra e continuo ad andare in libreria ;) Per chi fosse interessato all'abbonamento sul sito di Orecchio Acerbo trovate tutte le modalità. Abbonandosi a inizio anno si sanno i titoli del primo semestre mentre se aspettate potrete sapere tutti i titoli e ricevere ad agosto un bel pacco con tutte le uscite precedenti. Attenzione, Orecchio Acerbo crea dipendenza... Si può anche fare semestrale, ma conviene di meno.

Questo mese ho trovato 2 libri meravigliosi: "La Piscina" e "La Zattera". Che voglia di spiaggia e mare, mamma mia! Ma sopratutto che voglia di lentezza, di pausa, di vacanza... di leggere! 

lunedì 15 giugno 2015

Un pomeriggio a Milano

Milano, 13 giugno 2015

Il gruppo LIA decide di riunirsi una sabato pomeriggio e io.... ecco, io decido di andarci! Era da molto che volevo conoscere Maria anche se leggendo sempre Scaffale Basso un po è come conoscerla. Ma Leggere è nato per la necessità di contatto visivo e di pelle, e io non vedevo l'ora di abbracciarla. Non me ne vogliano le altre.... ma Maria è speciale. Una forza della natura! Ha una risata contagiosa, un sorriso che illumina e uno sguardo, sopratutto quando è concentrata a guardare una illustrazione... insomma è speciale! Lo immaginavo... ne ho avuto conferma! 

Quindi ho preso il treno e mi sono dedicata a me e a LIA per una giornata intera (o quasi). Partenza 12.40. Due intere ore per leggere in pace senza.... "mamma! dov'è...? ho fame, mi scappa la pipì, mi leggi una storia? ecc ecc ecc"

SIAMO


“E da allora sono perché tu sei,
e da allora sei, sono e siamo,
e per amore sarò, sarai, saremo.” 

PABLO NERUDA

sabato 13 giugno 2015

L'altra rivoluzione

QUANDO SAPRAI CHE SON MORTO

Quando saprai che sono morto
non pronunciare il mio nome
perché si fermerebbe
la morte e il riposo.
Quando saprai che sono morto di
sillabe strane.
Pronuncia fiore, ape,
lacrima, pane, tempesta.
Non lasciare che le tue labbra trovino le mie dieci lettere.
Ho sonno, ho amato, ho raggiunto il silenzio.

(Ernesto Che Guevara de la Serna)


Esiste un Guevara poeta, educato alla letteratura da una madre che gli ha insegnato il francese e gli ha fatto conoscere Rimbaud, Baudelaire e tanti altri. Lo ha nutrito di parole con amore. Non stupiamoci se ci ha lasciato versi bellissimi. L'asma non intacca la poesia. La crudeltà dell'uomo sull'uomo, la sua violenza, non è capace di futuro. Nei villaggi dove andava insegnava a vecchi e bambini, a donne ed adulti, a leggere e scrivere. Sapeva che l'emancipazione di un popolo parte proprio dalla cultura. La rivoluzione si compie con una penna, un quaderno e un libro.

(da un post di Facebook di Massimo, un libraio speciale che condivide sempre cose speciali) 

venerdì 5 giugno 2015

Il dizionario del primo giorno di scuola

Si, si lo so, per il primo giorno di scuola manca ancora un pochino ma noi abbiamo già iniziato i preparativi. Abbiamo tanta tanta voglia di imparare a leggere e a scrivere! 

Ormai 2 mesi fa abbiamo preparato la zona studio, un tavolo di fronte al tavolo di mamma. 2 tavoli uguali, per stare insieme, per studiare insieme. Ci manca la sedia. Dobbiamo cercarla accuratamente. La sedia è importante. 



Poi dobbiamo prendere l'astuccio, lo zaino e tutte quelle cose. Ma prima di tutto dobbiamo rendere il tavolo il posto perfetto per studiare. Fin dal primo giorno. Bisogna fin da subito creare una abitudine. Di cosa abbiamo bisogno, quindi? 

Per me è semplice. Devo solo pensare a quello di cui ho bisogno io per preparare il tavolo di Lucia al meglio:
- Matita, penne, matite colorate, forbice, colla.... in pratica tutto quello che abbiamo anche nello astuccio. Tutto a portata di mano.
- Fogli
- Un quaderno dove scrivere, dove io possa mettere le lettere da copiare prima di farlo nel quaderno di scuola.
- Una agenda o diario e la settimana scolastica plastificata e sempre disponibile. 
- Una mappa (meglio un mappamondo)
- Un dizionario della lingua italiana

Bene, l'altro giorno su FB ho scritto che avrei regalato a mia figlia, per il primo giorno di scuola, un ottimo dizionario da conservare tutta la vita. Mi hanno risposto che è presto, che il dizionario va chiesto a fine della seconda, e che l'inizio della scuola è già sufficiente trauma. 

Sono rimasta un attimo sconvolta. Ed è per questo che oggi scrivo. Non mi piace fare polemica, evito quando posso, quindi ho lasciato perdere. Ma vorrei davvero dire la mia. 

Intanto, il dizionario è necessario fin da subito, secondo me. Lo so, io potrei spiegare a Lucia le parole che non capisce o non conosce, oppure... potrei cercarle nel suo dizionario insegnandole che avrà sempre un posto dove andare a cercare il significato delle parole, un libro tutto suo. Così posso insegnarle fin da piccola l'importanza delle parole, della ricerca, degli strumenti che abbiamo per imparare. Logico, magari il primo anno non saprà cercare da sola; avrà il mio aiuto. Ma perché aspettare ad aprire un dizionario solo quando la scuola lo chiede? Io lo uso spesso, quando ho dei dubbi su come si scrive una parola (e dato che sono una mamma straniera sarà utile anche a me per aiutarla, sopratutto con le doppie lettere, ad esempio). 

Inoltre è un regalo simbolico, che accompagnerà la sua crescita. Io avevo un grosso dizionario, di mio padre, che consultavo spesso. A volte, la sera, cercavamo delle parole sconosciute per imparare cose nuove. Mia mamma, che lavorava in banca, aveva sempre a portata di mano un dizionario della lingua e uno di sinonimi e contrari, perché anche quando scrivi una relazione per far concedere un mutuo è bene non dimenticare la forma, non ripetere parole, e quindi il dizionario di sinonimi e contrari diventa fondamentale, per qualsiasi lavoro. Anch'io ho i miei dizionari, che ho portato con me il primo giorno di lavoro in un hotel... Insieme ai dizionari di lingua (inglese, tedesco, francese) 

Imparare a usare un dizionario è importante. E non è mai presto per iniziare. Per la fine della scuola invece il regalo sarà una penna stilografica, stesso regalo che i miei fecero a me e che tuttora utilizzo. Scrivere con la stilografica ha un gusto particolare. 

Ana - 20.04.96


Poi ci sarebbe molto da dire sul "trauma" della scuola. Ma trauma perché? Perché devono stare seduti? Perché conoscono persone nuove? perché devono seguire delle regole? Perché poi a casa ci sono i compiti? Ma ovvio, ogni fase della vita porta un cambiamento ma chiamarlo trauma mi sembra davvero esagerato. Forse è un trauma più per noi, per l'impegno richiesto poi a casa. Ma imparare è divertente! Chi di voi, oggi, non vorrebbe tornare a studiare magari quelle materie che ci piacciono di più? Nel mio caso (e di molti di voi che mi leggete) chi non vorrebbe studiare un po di "letteratura per l'infanzia"? 

Giusto, a scuola bisogna studiare tutto, non solo le materie che ci piacciono di più. Ma se noi genitori mostriamo entusiasmo e fiducia, perché dovrebbe essere un trauma? La parola trauma è davvero troppo in questo contesto... veri traumi sono altri, no? Credo davvero che il, chiamiamolo "impatto", sia più sul non essere alla altezza di quello che noi grandi ci aspettiamo da loro. Almeno, se penso a quando ero io che andavo a scuola, ecco, la mia paura era deludere i miei. Crescendo ho imparato che in realtà non volevo deludere me stessa. Ma per arrivare a questo passano anni. Quindi sta a noi genitori incoraggiare, non forzare, aiutare e... lasciare il tempo per giocare. Far si che il tempo libero sia davvero LIBERO! 

Quindi ne arrabbiarsi se non sono all'altezza delle nostre aspettative 
ma nemmeno vantarsi se saranno bravi. 

Un altro giorno vi racconterò il mio "piano di attacco" e un po di libri che, come ogni mamma che si affaccia alla scuola elementare, sto divorando. Per me e per lei. Poi, si sa, le pillole di pazienza ancora non le hanno inventate ma... se le trovate battete un colpo! 

domenica 19 aprile 2015

Mio fratello SIMPLE


Di questa lettura devo ringraziare Livia e chi, come lei, ha tanto raccomandato la lettura di "Miss Charity". Sono andata in libreria a prendere, appunto, la Miss... ma accanto c'era lui... Simple! Non ho saputo resistere e l'ho portato a casa. Miss doveva aspettare ancora un po'.

Questo libro ha portato tanto dolore. Mi ha fatto pensare e ripensare alle mie scelte. Mi ha riportato alla mente lo zio Luigi, zio di mio marito, che ho conosciuto poco, troppo poco, ma che rimane nel cuore di tutti noi. Insomma, ho letto questo libro perché il tema di Leggere insieme ancora del mese è DIVERSITÀ', perché lui ha trovato me, perché sono andata in libreria senza bimbi, per passare del tempo a scegliere! 

venerdì 17 aprile 2015

Io sapevo cosa era l'omosessualità

Oggi ho visto un video meraviglioso. L'ho condiviso su facebook. Un bambino che sorride solo quando si mette il suo vestitino. Discussione tra madre e padre. Lite a scuola. La mamma lo difende, il padre l'obbliga a vestirsi da maschio. Il bambino no sorride più, non mangia, va male a scuola. Alla fine, l'Amore che tutto può vince. Il padre va a prendere sui figlio a scuola... con un vestito. Sorridono insieme! 

Un video toccate, profondo, bello, che mi ha fatto piangere. 


Sono convinta che nelle nostre mani non ci sia solo il futuro dei nostri figli ma anche dei nostri nipoti e così via! Educando oggi i nostri figli insegniamo loro anche come crescere i loro, se ne avranno. Con questo pensiero ho la speranza che il gesto finale di questo padre nel video non sia nemmeno necessario perché non ci sarà nemmeno il rifiuto all'inizio.... Ognuno nel suo orto deve far crescere bene i semi. Oltre al proprio orto se ce la fa.... 

Io sono cresciuta parlando apertamente anche di omosessualità a casa e di questo sono oggi molto grata ai miei! Per me non è mai stato "diverso", sono sincera. Se mai non capivo come gli altri vedevano qualcosa di sbagliato nell'amore, qualsiasi quello fosse.

Avevo 16 anni quando l'insegnante di religione a scuola disse "a me fa proprio schifo vedere due donne baciarsi per strada". Io mi infuriai! Lui, che ci raccontava il segreti di confessione, che racconto di aver passato oltre un ragazzo che aveva vomitato una sabato sera. Quella volta, non riuscì a stare zitta e le rinfaccia che l'essere cristiano significava anche amare tutti, al di là dei loro gusti sessuali, e le disse anche che come prete doveva fermarsi a soccorrere il ragazzo, anche se ubriaco, perché aiutarlo dava prova di carità cristiana. Dopo di che ai miei genitori fu detto che "avevamo bisogno di un percorso di fede in famiglia". Questo mi allontanò per sempre dalla chiesa, solo per colpa di un prete maleducato e prepotente. 

Avevo 12 anni quando una copia gay venne a casa a cena. Un attore che fu ai tempi molto conosciuto (aveva lavorato con Almodovar ed era una persona squisita!) e il suo compagno. In realtà forse erano solo amici... ma erano tutti due gay. Mi ricordo bene quella cena. Una cena con gli amici di papà e mamma... musica, teatro, libri! Una serata tranquilla. Lui era malato di AIDS. Era il 1990. Pochi anni dopo morì. Io ricordo che era magro, molto magro. Si vedeva che non stava bene. Dalla notizia della sua morte nacquero in me molti pensieri. Sapevo cosa era l'AIDS che allora era una malattia solo di gay... Da questi pensieri dolorosi, nacque un piccolo racconto di Natale che presentai al concorso della scuola. 5 amici, tutti gay, affrontavano la notte di Natale, l'ultima per loro, tutti malati di una malattia ai tempi incurabile. Soli... ma insieme. Erano 5 perché 1 se n'era andato da poco... La storia finiva con la scelta di morire senza soffrire, tutti insieme. Vinse il premio ma... non mi lasciarono leggerlo davanti alla platea nella cerimonia di premiazione, come facevano tutti gli altri. E ne soffrì molto! Io volevo che i miei compagni, che si stupivano nel sentir parlare, allora, di 2 uomini che si amavano, sentissero... Volevo far capire loro che Amore è Amore. E che non ci sono differenze. Penso che tra di noi ci fosse ai tempi qualcuno che nascondeva il proprio essere. Penso che oggi sia fortunato a non dover nascondersi. Ma sono certa che ha sofferto. 

Ecco, io sono cresciuta non vedendo alcuna differenza. I miei compagni sono maturati, alcuni, per fortuna... E, se avranno figli, sicuramente cresceranno come sono cresciuta io, senza tabù. Almeno io mi auguro che così sia! 

Purtroppo, ieri come oggi, la mia educazione era quella diversa. Non era normale parlare apertamente di sesso, di omosessualità ecc con i propri genitori, al punto che un mio caro amico mi definì diversa. Mi disse: "Ana, tu non sei come le altre, anche solo per la mamma che hai sei diversa da tutti". Per me era ed è una cosa buona. A me piace essere così diversa, ne vado fiera! 

mercoledì 1 aprile 2015

Un naso rosso per Tommy

“Ci sono cose che solo i bambini possono capire. Anzi no, ci sono cose che i grandi non possono capire. O meglio, le possono capire i grandi con il cuore come quello dei bambini. Le stesse cose le capiscono gli animali perché sono come i bambini.”

Ho scoperto questo libro quando Ilaria, la sua autrice, è entrata a far parte del gruppo Leggere insieme Ancora. Aspettavo l'occasione di presentarvelo! Quindi quando il tema diversità ha vinto il sondaggio di aprile 2015 ho subito contattato Ilaria perché ci raccontasse la storia della nascita di Tommy....



Dalla descrizione sul sito dell'editore: "Una linea sottile separa il bambino “diverso” dal bambino “particolare”: spetta a noi adulti aiutarlo a superare la paura con semplicità, facendogli scoprire quanto la sua presunta diversità può diventare particolarità preziosa. Questa storia comincia da un naso troppo grande e finisce con un naso unico e utilissimo. Raccontata con delicatezza e amore, disegnata splendidamente."



Ma Tommy nasconde molto di più. E' una storia tenera che da adulti ci riporta agli anni della scuola e alle difficoltà del essere considerati diversi, delle prese in giro... Tommy a 6 anni, 10 mesi e 7 giorni e ama "Pippi Calzelunghe" e salire sugli alberi (e a questo punto noi già lo amiamo, vero?). Ma... "ogni mattina mi sveglio e penso che non vorrei andare a scuola". Ed ecco la pura verità. Tommy viene chiamato TomNaso... Sia che da piccoli qualcuno vi abbia messo un sopranome, sia che siate stati voi a soprannominare qualcuno questo libro vi ricorderà come ci si sentiva, la mattina, prima di andare a scuola. La particolarità di Tommy lo farà alla fine vincere... 



Ma chiediamo a Ilaria come comincia la sua storia con Tommy

In tutti questi anni ho visto troppe lacrime di troppi bambini… chi era preso in giro, chi non riusciva a fare la capriola, chi non sapeva leggere bene, chi non riusciva a dire la C, chi non aveva mai il pallone perché non era bravo a calcio, chi amava i dinosauri e non le carte dei mostri, chi non riusciva ad andare in bicicletta, chi non sapeva i passi giusti del ballo di gruppo…

E tutte queste lacrime, ogni volta, mi ricordavano che ai bambini basta solo far vedere che se non sono bravi a fare una cosa, sono però bravissimi a farne un’altra e che sono unici e speciali.

Quindi è nato Tommy… e con lui è nato SUPERATI, un progetto, che con i ragazzi dell’associazione di cui faccio parte portiamo nelle scuole, grazie al quale i bambini e i ragazzi, prima si mettono in gioco attraverso la voce e ad alcune attività di teatro e poi superano le loro paure attraverso il parkour e l’acrogym.

L’anno scorso in una scuola c’era un bambino di quarta che non aveva mai avuto il coraggio di fare la capriola… è stato bellissimo vedere la gioia nei suoi occhi quando è risalito in piedi dopo averla fatta per la prima volta nella sua vita… ed esserci riuscito!

Il progetto Superati è realizzato in molte scuole grazie anche ad una percentuale che viene data dalla casa editrice per ogni copia di Tommy venduta.

Tommy e Superati in realtà sono nati prima ancora che Tommy prendesse vita in un libro… Quando mi sono accorta che la storia piaceva così tanto ai bambini ho sognato tanto di poterne raggiungere il più possibile… così ho contattato Francesca, della quale avevo ricevuto in regalo un’illustrazione, perché ho pensato che la dolcezza della sua matita era perfetta per il mio Tommy.

Lei è stata meravigliosa ed ha saputo disegnare quello che il mio cuore desiderava!

Dopo pochi mesi ho incontrato Alessandra, l’editrice di Astragalo… e uno dei miei 100 sogni si è avverato!


Infatti, "Un naso rosso per Tommy" sostiene SPHERA associazione sportiva che porta avanti progetti nelle scuole primarie. Uno di questi è SUPERATI nato dal desiderio di insegnare ai bambini a superare le proprie barriere fisiche e psicologiche,attraverso quattro ore di attività inusuali e divertenti. Cercando di esplorare le proprie difficoltà e tentando di trovare delle soluzioni semplici rd immediate per poterle affrontare, l'obiettivo finale sarà di conquistare la fiducia nelle proprie possibilità.

"Un naso rosso per Tommy" 
Testo: Ilaria Rossi
Illustrazioni Francesca Quatraro 
Edizioni Astragalo. 

Tutte le foto sono state condivise su:
- La pagina facebook "Un naso rosso per Tommy"
- Il blog di "Un naso rosso per Tommy"

venerdì 27 marzo 2015

Preparando il tema di aprile: DIVERSITA'

Diversità: il tema di aprile di Leggere insieme ancora. Un tema difficile, un tempo scomodo, che porta a parlare di molte cose. Diversità fisica? Colore di pelle? Religione? Cultura? Competenze emotive? 


Sono molti i significati di diverso. Ma parlando di libri per bambini a me è venuto naturale pensare così: "sentirsi diverso". Non è la diversità o meno il fattore importante ma sono quelle piccole o grandi cose che ci fanno sentire diversi a volte in modo positivo, il più delle volte in modo negativo. 

Quindi sono moltissimi i libri che potremo portare ai nostri incontri. E, si sa, che ai nostri incontri di lettura non ci dedichiamo mai a un solo libro... E' difficile trovarne solo uno del cuore per argomento. Ci ritroviamo con borse piene di libri e poi non abbiamo il tempo di approfondire a dovere le meraviglie nascoste nei nostri borsoni. 

Questa volta voglio giocare di anticipo e dedicare del tempo a parlare di questo libro:



Perché proprio lui? 
Direi per 2 motivi principali: perché sono 2 i bambini ognuno diverso a modo suo (basta solo guardare da prospettive diverse!) e perché testo e illustrazione sono meravigliosi. 

Il libro è stato è stato selezionato per la collezione internazionale IBBY Outstanding Books for Young People with Disabilities 2015. Ha vinto il Primo Premio nella sezione "Opere Edite di Letteratura per l'infanzia Giacomo Giulitto- Città do Bitritto" 
Bacchilega Editore ha vinto il 1° Premio EDITO / RE 2014 dedicato alla memoria di IELA MARI consegnato lo scorso ottobre nell'ambito della manifestazione Liber L'Aquila. 

Poi è un libro di passaggio tra alberi (il tema di marzo) e diversità grazie al meraviglioso ginko biloba disegnato da Sonia Maria Luce Possentini: una pianta speciale, un fossile vivente, la pianta più antica del mondo. 

Trovate qui la mia recensione: "Noi: la voce fuori dal coro"





Noi
Autore: Elisa Mazzoli
Illustratore: Sonia MariaLuce Possentini
Editore: Bacchilega JUNIOR (ottobre 2013)
Prezzo € 12,00
Pagine 40
ISBN: 978-8896328798

Ne hanno parlato anche:

venerdì 13 marzo 2015

Antonio Rodríguez Almodóvar: una intervista di Sandra Penelas per "La Opiniòn"

Oggi ho trovato questa intervista in spagnolo ma credo si molto interessante quindi vi propongo la traduzione. 

Antonio Rodríguez Almodóvar 
Catedrático e Premio Nazionale di Letteratura Giovanile 2005.

La mente infantile chiede conflitto e le favole non traumatizzano ma preparano alla vita. 

Non sottovalutiamo l'intelligenza dei bambini, la morale non è necessaria"


Lei difende i valori pedagogici dei racconti popolari, ma negli ultimi anni sono nate voci critiche che pensano questi racconti possano trasmettere stereotipi sessisti oppure essere troppo drammatici (crudeli) per dei bambini. 

Non sono d'accordo. Tutto dipende della versione di cui parliamo. Cerco sempre di ricuperare quelle orali perché sono, senza dubbio, quelle che "nascondevano" più valori. Se alla Bella Addormentata le togliamo la seconda parte rimane soltanto

giovedì 12 marzo 2015

Gli amici nascosti


Durante il mese scorso ho fatto un corso di lettura e rilettura ad alta voce, pensato per creare dei percorsi a scuola e in biblioteca, per i bambini dal nido alle superiori. Questo corso mi ha aperto gli occhi e mi ha riportata alla importanza della scelta dei testi da far leggere ai bambini. 

In modo particolare, il corso con il Dott, Luca Ganzerla, del team di Raccontare Ancora, mi ha aperto un mondo meraviglioso fatto di libri "chiamati" per bambini, da far leggere nella fascia di età scolastica. Ho cominciato a leggere, su suo consiglio, libri bellissimi, difficili, con tematiche che fanno male. Ho pianto, ho imparato e ho capito. Ho capito che ho ancora molto da leggere. E molto da imparare. 

Dopo i testi consigliati da Luca ora sono i libri a trovare me. Ieri, per il mio compleanno, sono andata in libreria. Gli amici nascosti era lì ad aspettarmi.

giovedì 5 marzo 2015

Famiglia e amore

Oggi ho visto questo video e mi sono ritrovata a piangere come una schema... Solo un gesto, un bacio, per far sentire AMORE. Ma quanto è bello questo video! 

Poi mi è venuta in mente una scena di ieri, con Lucia, che volevo raccontare, lasciar qui perché è importante.

Tornata da scuola ha cominciato a giocare con 2 bambole, uno dei gemellini di nenuco e un baby amore mi pare. 
Non so se sapete che i gemellini nenuco sono diversi, nel senso che uno è maschio e uno è femmina e il maschio ha il pisellino. 
La femmina, ovviamente no. 
ha i codini! Giocava che si sposavano. 
A un certo punto si è resa conto che il gemellino che aveva era la femmina e si è arrabbiata perché non poteva giocare più. Angela era in camera che dormiva e lei non poteva ricuperare il bambolotto maschio per portarlo a nozze con baby amore. 

Io, non ci ho pensato un minuto! Le ho detto: "ma Lucia amore, guarda che anche loro possono creare una famiglia! Lo sai, vero, che ci sono famiglie con 2 papà, con 2 mamme oppure anche con solo il papà o solo la mamma."

Una volta pronunciate le parole ho pensato... ecco ci siamo, ora dovrò fare una chiacchierata di 30 minuti per spiegare il concetto di famiglia che vede ogni giorno e di famiglia che lei non vede ma che, per me, è comunque una famiglia.

E invece... quanto sono saggi i bambini. 
Ha preso le 2 bambole femmine e, sorridendo, a continuato a giocare e le ha portate a nozze: "e si certo ti voglio bene!"

Ecco, con queste parole, così semplici, lei ha dato risposta: si vogliono bene quindi è ovvio che sono una famiglia.

Ma poi noi, a volte, di così ci preoccupiamo?

Lucia amore mio, continua a essere la bellissima personcina che sei! Non dimenticarti di rimanere te stessa, qualunque cosa gli altri possano pensare o dire. L'amore, alla fine, è l'unica cosa che conta. 




mercoledì 25 febbraio 2015

Emozioni a Verona (seconda parte): Il racconto di Olga

Questo mese ho chiesto ai membri del gruppo di Verona di fare anche loro un resoconto. Qui potete leggere la prima parte, le mie emozioni dopo l'incontro. Oggi lascio la parola ad Olga... emozionatevi! 

Ana

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"…Mi piacerebbe che qualcuno 
ti insegnasse a inseguire le emozioni 
come gli aquiloni fanno 
con le brezze piú impreviste e spudorate; 
tutte, anche quelle che sanno di dolore…"



Quante ne abbiamo rincorse di emozioni giovedì sera e non solo le abbiamo anche accolte, condivise, raccontate, espresse.  Nel mio caso, da persona molto emotiva quale sono, non sono stata in grado di contenerle, ma mi sono fatta inghiottire da questo vortice che mi ha letteralmente inebriato!

I libri che ho deciso di portare sono molti, ma quello al quale non ho potuto rinunciare è uno per adulti, scritto dallo psichiatra Paolo Crepet che si intitola “Non siamo capaci di ascoltarli” , dal quale ho tratto la citazione iniziale, e nel quale viene affrontato lo spinoso tema dell’educare. Il libro contiene rabbia e indignazione per ciò che non si fa per amare i nostri bambini e i nostri adolescenti. E la convinzione che questa sia la sfida più difficile e affascinante per la nostra comunità.  Tra i vari temi affrontati quello del diritto alle emozioni, e di come ciò che si apprende provandole diventi un collante per il nostro cervello. La nostra società ormai è arrivata alla sua ultima fermata. Non possiamo essere più ricchi di così, ma possiamo essere più affettivi di così. Possiamo crescere nelle emozioni, negli affetti e coltivarli. 

Come ho fatto presente all'incontro i libri che ho portato questa volta sono per la maggior parte miei, e non frutto di una ricerca in biblioteca.



Sempre ricollegandomi al libro precedente, ho pensato di portare il libro “L’anatra, la morte e il tulipano”  perché, citando le parole di Crepet,  “il dolore non è solo vuota perdita ma affettività, acquisizione oltre che sottrazione. La morte è un testimone che i migliori di noi lasciano ad altri nella convinzione che se ne possano giovare: così nasce il ricordo, la memoria più bella che è storia della nostra stessa identità.” In questo libro, illustrato con sofisticatezza, sobrietà ed estrema eleganza da Wolf Erlbruch, la morte viene rappresentata come un’amica, pronta a starci accanto e ad essere la nostra confidente: e anche se non potrà dare risposte certe alle inquietudini insite nel nostro animo, sarà pronta ad accompagnarci mano nella mano nel lungo viaggio verso l’ignoto aldilà. 

Alcune di noi hanno dimostrato un certo scetticismo nei confronti di questo libro, perché troppo diretto e forte per parlare ai bambini; ma la morte è un’emozione forte, fortissima ed è soprattutto un’esperienza straordinaria alla quale neanche un bambino va sottratto. Solo conoscendola si è spinti a porsi delle domande e a cercare delle risposte, per dare un senso alla vita che rimane, proprio come fa l’anatra che:
  • alla domanda sul perché si deve morire si sente rispondere “All'incidente ci pensa la vita, come anche al raffreddore, e a tutte le altre cose che possono capitare a voi anatre: siccome si vive si muore, la morte è parte stessa della vita." Di una inaudita semplicità, e proprio per questo inaccettabile per gli umani
  • impara a convivere con il pensiero della morte, della quale, dopo un primo terrore inziale, scopre i lati gentili e dolci
  • si domanda come sarà il suo mondo quando lei non ci sarà più: lo stagno resterà solo senza di lei.
  • viene trattata con estrema pietà dalla morte, la quale prende tra le braccia l’animale e lo adagia nel grande fiume, con un tulipano sul petto.

Questo è un albo per bambini certamente difficile da proporre e raccontare. Questo è un libro per adulti, altrettanto difficile da affrontare. La morte è seria, anche nel suo buffo impermeabile a quadri, e con serietà ci induce a comprendere la finitezza della vita; il suo essere ciclica, difficoltosa, bellissima.



E dopo questo, non potevo che pensare ad un inno alla vita, con “La prima volta che sono nata” di Vincent Cuvellier e Charles Dutertre, che arriva dritto alle corde dell’emozione, suscitando in noi un’infinita tenerezza e simpatia per la protagonista che ci permette di compiere il viaggio della vita, in un susseguirsi di prime volte che raccontano un percorso di crescita, di scelte, di costruzione. Ogni tappa un’emozione -  innescata da una nuova esperienza - che cresce man mano che il tempo passa e che viene vissuta con la spontaneità  della fanciullezza, la trepidazione e la curiosità dell’adolescenza  e con la consapevolezza della genitorialità. Tante pagine, tante prime volte, alcune ovvie, altre poetiche, altre buffe, alcune disarmanti, altre divertenti… Fino alla prima volta più magica: la prima volta che si è data la Vita ad un altro essere, ovvero la seconda volta che si nasce. 


E cosa c’è di meglio di un abbraccio per smuovere un emozione? Ecco allora“Abbracci” di Jimmy Liao che dedica il suo ultimo albo a questo semplice gesto che ha la grande forza di smuovere quel groviglio di emozioni che sentiamo nello stomaco. Un atto di fiducia, quasi di arresa all’affettività da parte di un leone, simbolo per eccellenza dell’austerità, che si lascia andare alle emozioni liberandosi del suo stereotipo per  mostrare la sua fragilità. Una sorta di catarsi, di percorso di accesso alla memoria, che porta il leone a rielaborare il trauma subito a causa di un abbandono; abbandono da parte di un bambino con cui viveva e che amava. E’ proprio attraverso il libro, una sorta di catalogo degli abbracci, avuto in regalo dallo stesso bambino, che il leone scopre l’importanza del diritto alle emozioni: emozioni che si manifestano in una lunga serie di abbracci, la maggior parte dei quali tra un bambino e un animale quasi a voler dimostrare che tutti gli essere viventi, seppure nella loro diversità, sono dotati di quella ricchezza interiore che è l’affettività. 



Sempre sul tema dell’affezione e sempre sul rapporto uomo animale gioca “Matilde e orso” di Jan Ormerod e Freya Blackwood. Protagonista è l’infanzia, rappresentata dal personaggio di Matilde che con la sua spregiudicatezza, la sua intraprendenza, la sua grinta incarna esattamente il delirio di onnipotenza e l’egocentrismo che invade ogni bambino durante il suo percorso di crescita. Dall'altro lato c’è Orso, simbolo della genitorialità: lui “grande”, paziente, accogliente, premuroso, affettuoso e comprensivo  viene messo alla prova in una serie di episodi che raccontano del quotidiano infantile mettendo a fuoco le tipiche preoccupazioni dei “piccoli” come l’ansia della separazione, gli eccessi di collera e il bisogno di ascolto. Ogni giorno una sfida, un esercizio, una prova utile  e necessaria per poter affrontare da adulti la vita vera. E ciò che ne esce è una lezione di educazione, basata sull'amore, che trasforma ogni momento di intemperanza di Matilde in un momento di gioia, di confronto e di grande capacità di “ascolto”. E qui non posso far altro che ripensare al titolo del libro di Crepet (non siamo capaci di “ascoltarli”). Attenzione a non confondere la disponibilità apparentemente inesauribile di orso con l’accondiscendenza e il vizio: io la intenderei invece come la capacità di un genitore di assecondare i desideri e gli entusiasmi di un figlio, volta alla costruzione di certezze e sicurezze a dimostrazione del fatto che su di lui potrà sempre contare. 



Per un bambino infatti avere punti di riferimento è fondamentale, e la paura dell’abbandono è spesso ricorrente. E’ proprio così che si sente SENTIMENTO, il protagonista dell’omonimo albo di Norac e illustrato dalla Dautremer, una marionetta realizzata da un abile burattinaio – il Signor Stein - per colmare la sua solitudine. Il burattino, non ancora completato, si anima ma viene subito rifiutato dal suo ideatore, provando un forte senso di inadeguatezza. Il protagonista parte così alla ricerca della sua identità, mossa dall'anelito profondo con cui era stata creata: il bisogno di amare e di essere riamata.  Si trova un nome (e che nome!) e armato di questo si butta nel circo della vita senza trovare alcun consenso negli altri, dai quali si sente nuovamente rifiutato. Non gli resta che fuggire nuovamente e finalmente trova la speranza, incarnata nel volto di Selma, una bambina che lo accoglie con profonda comprensione perché anche lei, come Sentimento, si sente speciale: lei sa muovere e far danzare sulla punta del proprio bastone l’aurora boreale e grazie alla sua familiarità con quei colori creati dal sole che filtra l’atmosfera, riesce come un raggio di sole a insinuarsi nella freddezza che avvolge il mondo. Questo assaggio di bontà dà fiducia alla marionetta nel riaffrontare gli altri, nei quali ricercare lo sguardo di comprensione trovato in Selma. Ma non tutti sanno avere quegli occhi, non riescono ad andare oltre le apparenze e così a Sentimento non resta che la morte. Un albo che, complici le “inquietanti” illustrazioni della Dautremer, analizza la vastità dell’animo umano spaziando dalla rigidità del signor Stein alla morbidezza di Selma, all’ansia e alla disperazione di Sentimento.

Non mi dilungo oltre e mi limito a segnalare anche questi altri albi:



Orso ha una storia da raccontare, che mi ha emozionato per la delicatezza con cui affronta il tema della gratitudine, della generosità, della comprensione e della condivisione.

Pinguino e pigna, storia di una profonda amicizia che illustra la capacità di donarsi all'altro nel rispetto della sua libertà (“quando dai amore, l’amore cresce!”)


No di Claudia Rueda, per riflettere sul nostro ruolo di mamme, una piccola storia dove la mamma non urla, non impone, non vieta, non forza. Semplicemente dalla tana osserva e aspetta. Perché il lato migliore dell’indipendenza è sapere che puoi andare nel mondo, fare, riuscire, sbagliare e tornare a riposare un attimo in una tana dove non ti si giudica.


“Oh oh” di Chris Haughton per capire che “noi non valutiamo mai la realtà della nostra condizione fino al momento in cui ci viene illustrata da una congiuntura diametralmente opposta, né sappiamo valutare i beni di cui godiamo fino a quando ci vengono a mancare.”

In cerca del vento, un incitamento all’autonomia e alla forza di credere in se stessi
Olga