mercoledì 27 luglio 2016

ERO CATTIVO

Ero cattivo
Antonio Ferrara
San Paolo ed.
collana "Nuvole"


"Sempre a pensare ai libri. Sono proprio gente priva di idee, gli insegnanti. Quella di italiano mi faceva le domande e poi si dimenticava di ascoltare le risposte. Come va a casa Angelo? Tuo padre ha trovato lavoro? E prima che riuscissi a mettere insieme due parole diceva:

- Ragazzi, aprite a pagina 29 che non abbiamo tempo da perdere.
A volte avrei voluto che nei libri si potesse davvero imparare qualcosa. Qualcosa di vero. Qualcosa per aiutarti a parlare con le altre persone. Ma i libri erano uno schifo, non servivano a niente."



Angelo è un ragazzo cattivo. Lui pensa di essere cattivo. Ne è convinto. Da ragazzo cattivo si comporta ogni giorno con compagni e insegnanti, in collegio. Sarà dopo un scherzo finito male che Angelo troverà una possibilità di cambiare la sua vita. Viene inviato a vivere in una comunità, con altri 3 ragazzi "cattivi". Un prete pittore, una cuoca sorridente e un desiderio profondo diventato realtà, un cane tutto suo. Questo quello che Angelo trova in comunità. 

"Cominciava a piacermi, quel matto di un prete. Non era come gli altri. I grandi, voglio dire. Ti fanno sentire in colpa per tutto quello che fai, anche se non hai fatto niente. Se ti diverti troppo, loro subito ci trovano una colpa"

Attraversiamo un anno della vita di Angelo nelle pagine di questo libro. Un anno che vede Angelo pensare e ragionare per arrivare da solo a capire la fonte della sua cattiveria. E a convincersi che si può cambiare, che è ancora in tempo. Che nessuno nasce cattivo. 

Ci sono altri libri per capire i bulli. Le persone che si nascondono dietro ai bulli. I ragazzi cattivi. Per capire da dove arriva la loro rabbia e perché si vendicano con altri più deboli di loro. C'è, ad esempio, "La Storia di Julian" il bullo della serie di libri di Wonder. Ma questo libro, che sì, parla di questo, ma va decisamente oltre. 
In questo libro si trovano le cattiverie del mondo di questo ragazzo, uno come tanti: il collegio, il padre che lo maltratta, i sabati passati a casa come un fantasma perché i suoi non lo considerano, la mamma che non ferma il padre fino all'ultimo. 
Ma qui, tra queste pagine, c'è la soluzione. La fiducia. Il prete che guida la comunità in campagna ha fiducia nei ragazzi. Mette loro alla prova con se stessi. Non obbliga. Non castiga. Da sempre un altra opportunità. Concede sostegno. E attraverso l'arte (dei ritratti che lui fa immaginando il futuro e il cinema) fa si che siano loro ad arrivare da soli al loro futuro. Ed è guadagnando la fiducia in loro stessi che loro si salvano dal "essere cattivi". 

"E pensavo che non era stato poi così male, essere lì in quella casa in mezzo alla campagna. E pensavo che mi piaceva come parlava, il prete. E mi piaceva che scegliesse con cura le parole.Avevo notato che diceva sempre quando e non diceva mai se. Non ti diceva se riuscirai ad essere promosso, vedrai che... ma quando sarai promosso, vedrai che..."

Un libro che mi è piaciuto moltissimo. Profondo, vero, sincero. Come parlare di cose difficile con semplicità. Io non so davvero come fa! Uno di quei libri che, una volta girata l'ultima pagina, mi viene voglia di ringraziare l'autore per averlo pensato e scritto. Tra i migliori di Antonio Ferrara (almeno tra i migliori di quelli che ho letto io). Come adulto ci fa pensare a quanto invadiamo la privacy e la crescita dei nostri ragazzi e quanto poco riusciamo ad avere empatia con loro, a capire il loro mondo. (e pensare che io mi consideravo una ragazza fino a poco tempo fa!!!!) 

Ai ragazzi, spero, da una parte da la possibilità di vedere che il cambiamento è possibile. Da l'altra insegna che la cattiveria non è innata che bisogna guardare oltre, come fa il nostro prete. E non tutto avrà un lieto fine, perché la vita, in fondo, è così. Non sempre va tutto bene. Ed è giusto vedere anche questo nei libri.

Con questo libro Antonio Ferrara ha vinto il Premio Andersen nel 2012 per il miglior libro oltre i 15 anni. Appena uscita a giungo la nuova edizione.


Per sapere di più vi lascio qualche altra recensione: 

La recensione di Biblioletture Ragazzi (con booktrailer)
La recensione di Qualcuno con cui correre
La recensione di Mangialibri
La recensione di Libri e Marmellata
La recensione di Sul Romanzo

“Stavo con gli occhi aperti. Il buio era denso, potevi toccarlo. Ripensavo a quel pensiero amaro. Era un pensiero enorme, non sapevo come prenderlo, dovevo girarci intorno da tutte le parti, ai margini. Non potevo pensarci, mi veniva come una nausea, mi toglieva il respiro. Il guaio era che uno bisognava che cercasse di pensare soltanto alle cose che doveva fare, ma era la testa che pensava per conto suo. E questo era: io ero cattivo”

venerdì 22 luglio 2016

Il segreto di Ciro

Il segreto di Ciro
Antonio Ferrara
illustrazioni di Lorenzo Manià
Il Castoro

"Sono un vigliacco, pensava seduto sul sedile posteriore, mentre il vento lo prendeva a schiaffi, sono un vigliacco e sto fregando tutti e due, sto fregando le due persone a cui voglio più bene." 


Questa è una storia romantica. Di quel romanticismo che vive nell'adolescenza. Un amore di estate che vuole arrivare fino all'inverno. 

Il figlio del cimitero

Il figlio del cimitero - la storia di un bambino che viveva tra le tombe. 
Neil Gaiman 
Illustrazioni: Dave McKean 
Traduzione: Giuseppe Iacobaci 
Mondadori

"Che sei diverso, lo sai già. Che sei vivo. Che ti abbiamo preso... che ti hanno preso a vivere qui; e che io ho accettato di essere il tuo tutore."


Un altro libro di Gaiman. Un altro libro che non riesci a smettere di leggere.

lunedì 18 luglio 2016

L'oceano in fondo al sentiero

L'oceano in fondo al sentiero
Neil Gaiman
Traduzione di Carlo Prosperi
Mondadori

"Adesso ti dico una cosa importante. Nemmeno gli adulti, dentro, hanno l'aspetto di adulti. Fuori sono grandi e grossi, sventati e fieri di sé. Dentro, invece, hanno l'aspetto di sempre, quello che avevano alla tua età. La verità è che gli adulti non esistono. Non c'è ne nemmeno uno in tutto il mondo. (...) Tranne nonna, ovviamente" 




Non è facile cominciare a raccontar questo libro. 190 pagine da leggere quasi di un fiato. Non riesci a smettere perché rimani sospeso nella storia, prigioniero come il nostro protagonista. Nel prologo si presenta a noi un adulto che torna a casa per un funerale. Ma viene attratto verso la fattoria in fondo alla strada. E mentre sta seduto davanti allo stagno, davanti all'oceano, della fattoria riaffiorano in lui i ricordi da bambino. Di un bambino di 7 anni che ha scoperto il valore della amicizia. Una amicizia che gli ha salvato la vita. Comincia quindi il racconto di questo bambino che ama leggere, ha paura di dormire con la porta chiusa, vive con mamma, papà e una sorella. In casa ci sono problemi economici quindi la sua stanza viene affittata e lui costretto a condividere la camera. 


"Non era venuto nessuno al mio settimo compleanno. (..) Ero triste perché alla mia festa non era venuto nessuno ma felice di avere un pupazzo di Batman. Per non parlare del regalo di compleanno che aspettava di essere divorato, un'edizione in cofanetto delle Cronache di Narnia che portai subito di sopra. Sdraiato sul letto, mi perse nelle storie. Mi piaceva. I libri erano sempre meno pericolosi delle persone."


L'ultimo affittuario è un cercatori di opali che, sommerso dai debiti, decide di suicidarsi proprio nella macchina di famiglia, in fondo al sentiero, vicino alla fattoria dei Hempstock. E' qui, in realtà, che comincia la nostra storia. Il bambino viene accompagnato alla fattoria per non dover vedere il cadavere. La conosce la famiglia Hempstock: nonna, mamma e figlia. E proprio Lettie, la Hempstock più piccola, a diventare sua amica. Tornato a casa cominciano gli incubi. Ma al risveglio ecco Lettie ad aspettarlo. Lettie che sa già che ha avuto un brutto sogno. Da questo momento in poi entriamo in una voragine fatta di creature di altri mondi che cercano di entrare nel nostro per rimanere. Suo malgrado il nostro protagonista diventerà la porta di entrata per uno di loro. E sarà proprio Lettie, insieme a sua madre e a sua nonna ad aiutarlo a tener salva la vita. Le donne Hempstock che non hanno età. 

"I miti mi piacevano. Non erano storie da adulti e non erano storie per bambini. Erano molto meglio. Erano e basta. Le storie da adulti non avevamo mai né capo né coda, e per giunta impiegavano un mucchio di tempo a entrare nel vivo. Mi davano la sensazione che per essere adulti bisognasse conoscere segreti, mitici segrete iniziatici. Perché allora i grandi non leggevano le storie di Narnia, perché non si interessavano a isole segrete e spie e fate minacciose?" 
"L'oceano in fondo al mare" si legge tutto di un fiato. I segreti della famiglia Hempstock, l'essere tra la vita e la morte del nostro protagonista, la lotta contro forze oscure. Insieme a loro ci avventuriamo in un universo fatto da esseri senza tempo e di magie. Sempre in bilico e con il fiato sospeso attraversiamo i ricordi di un quarantenne che ha vissuto un vero incubo che stenta a credere sia reale. 
"La mano di Lettie nella mia mi diede coraggio. Ma Lettie era solo una bambina, anche se una bambina più grande, anche se aveva 11 anni, anche se aveva 11 anni da un sacco di tempo. Ursula Monkton era una adulta. Non importava, in quel momento, che fosse la personificazione di ogni mostro, di ogni strega, di ogni incubo. Era anche un'adulta, e quando gli adulti combattono i bambini, vincono sempre." 
Il libro è edito da Mondadori nella collana "strade blu", non proprio una collana per bambini bensì per adulti. Ma questo libro andrebbe benissimo anche per Young adults. La storia è raccontata dal punto di vista bambino. Anche se il protagonista è un quarantenne, dal momento che inizia a ricordare il narratore diviene, di fatto, un bambino di 7 anni. Un bambino lettore di 7 anni. Con le sue paure e il suo modo di vedere il mondo. Quindi lo consiglierei dai 12 anni in su se hanno già letto altri libri di Gaiman. 
"Si era messa a piangere. Mi sentivo a disagio. Non sapevo mai come comportarmi quando gli adulti piangevano. Mi era capitato solo due volte: avevo visto piangere i miei nonni quando era morta la zia, in ospedale, e avevo visto piangere mia madre. I grandi non dovevano piangere, di questo ero certo. Non hanno una madre a confortarli" 
Mentre leggevo ricordavo il fascino che da adolescente avevano le "forze oscure". Mi sono venuti in mente molte conversazioni con amici sulla vita, la religione, la morte, la spiritualità. Questo sarebbe uno di quei libri da leggere quando s'inizia ad avvicinarsi alle domande fondamentali nella adolescenza. Al mistero nascosto dietro ogni cosa che ogni adolescente cerca, prima o poi. 

martedì 12 luglio 2016

RICKER RACKER CLUB

RICKER RACKER CLUB
Patrick Guest
Nathaniel Eckstrom
Giralangolo EDT

"Le femmine sono ammesse, ma solo il martedì" 


Chi non ha mai voluto far parte di un club segreto? Ma per far parte del Ricker Racker Club bisogna essere maschio. Una volta alla settimana bisogna fare qualcosa di incredibilmente coraggioso o gentile. I maschi del club, che aumentano pagina dopo pagina, sono molto coraggiosi. Fanno cose strepitose come attraversare la foresta delle ragnatele o mettere la testa dentro la tana di una volpe. Loro hanno:
- una stretta di mano segreta
- una parola d'ordine segreta
- una tartaruga che si chiama Albert
- una danza segreta per le occasioni speciali

Poi c'è Poppy. La femmina. Lei fa tantissime cose gentili per i maschi del club. regala loro il budino, riordina le camere... Ma non è ancora entrata nel Ricker Racker Club. Lei ne può far parte soltanto il martedì. 

Un giorno Albert finisce diritto nella tana del lupo sonnacchioso, antagonista dei nostri bravi maschietti. Tutti cercano "coraggiosamente" di salvare la tartaruga. Ma chi sarà la più coraggiosa di tutti? E chi dovrà poi essere gentile? 

 Una storia dolcissima per parlare del potere magico dell'amicizia senza genere; maschio, femmina? Importa poco se a vincere è il team. Anzi! Il team è più completo così. 

Per saperne di più:
- La recensione di Biblioragazziletture
- La recensione di Universo Mamma
- La recensione di Vita Zero Tre

martedì 5 luglio 2016

L'Albero di Natale

L'albero di Natale
Julie Salamon
Illustrazioni di Jill Weber
Sonzogno ed.

"Chiunque abbia avuto un amico o lo sia stato, sa che ci vuole un sacco di lavoro. Questo è vero sopratutto quando uno degli amici è un essere umano e l'altro è un albero. (...) Di fatto molte amicizia tra umani se ne avvantaggerebbero  se le persone si sforzassero di capirsi reciprocamente come lei si sforzò di capire il suo albero." 




Questo libro mi ha conquistata già dalla copertina. Non ne avevo mai sentito parlare ma vedendolo (in un gruppo FB di acquisto libri usati) l'ho voluto a tutti i costi. Non so bene perché. Arrivato stamattina, letto senza (quasi) sosta. 

Potrei dire che è un libro magico. Da nessuna parte si dice che sia un libro per bambini/ adolescenti. Ma io lo farei leggere già dai 10 anni. 120 pagine in un piccolo formato per narrare la storia di un albero, di una bambina e del uomo che farà "vivere per sempre" il loro legame. 

La storia narra della ricerca del albero di natale perfetto. Il capo giardiniere del Rockefeller Center ogni anno cerca l'albero simbolo del Natale newyorchese. Nel 1995 l'albero fu donato dal Convento del New Jersey. Da quella donazione nacque anche questo libro, secondo l'autrice frutto della fantasia. 

Il nostro giardiniere, il protagonista del libro, trova questo abete norvegese, perfetto, bello, grande, frondoso. L'albero di cui avrebbe bisogno per il Rockefeller Center. Albero, così si chiama questo altro protagonista, vive però in un convento. Suo Anthony, la nostra (stupenda) protagonista lo ha visto crescere ed è cresciuta con lui. La Madre Superiora lascerà a lei la decisione se donare Albero oppure no.

Così nasce un legame tra Suor Anthony e il nostro giardiniere. Un'amicizia che durerà anni. Visite al giardino, chiacchierate, lezioni ai bambini sugli alberi. Attraverso la narrazione di piccole storie che raccontano la sua vita, Suor Anthony ci fa dono della sua presenza, fino a quasi diventare una di famiglia. Poche pagine ma un personaggio che davvero rimarrà con me per molto tempo. 

"Non capitava quasi mai che restassimo delusi. Scoprivamo sempre qualcosa che io non avevo mai visto prima. Qualcosa di nuovo e meraviglioso"

E Albero? Lui è presente in ogni racconto perché è parte della vita di Suor Anthony e del convento. Ed entrerà a far parte della vita di tutti i newyorchesi. Scoprire la cura e l'impegno che ci vuole per accendere l'Albero del Rockefeller Center mi ha lasciata perplessa! Chi lo avrebbe immaginato! 

Leggetelo! Non ve ne pentirete! 

lunedì 4 luglio 2016

Diario di un giorno di vento

E' da un po di tempo che non scrivo. Non uno di quei post per cui questo blog è veramente nato. Uno di quelli che mi fanno da psicologo. Scrivo solo di libri. Anche loro cercano di guarirmi. Ma non sempre ci riescono.

Oggi è una giornata ventosa, molto ventosa. Il vento mi fa arrabbiare. Anche se oggi il vento ha rinfrescato questo caldo di luglio. 

Oggi sono stata in compagnia di amici. A un compleanno. I bambini si sono divertiti tantissimo. E io dovrei essere felice. Ma non ci riesco. Sono mesi che non ci riesco. Voglio sorridere e tornare ad essere quella di 2 anni fa. Quella che scriveva di primi passi, di allattamento. Quella che scriveva per loro, di loro. Ed era felice di dedicarsi in corpo e anima a loro. 

Oggi non trovo un modo per passare del tempo di qualità con i miei bambini, I loro giochi mi annoiano. Penso di aver sempre cose più importanti da fare. E so che non è così. Che loro sono la mia cosa più importante. 

Oggi mio marito dorme sereno. Dopo 2 mesi e mezzo di malattia e di dolore. E di paura. E di solitudine. E non so se riesco a farle capire quanto lui sia importante per me. Per noi. 

Oggi mia mamma mi aspetta. Come ogni giorno. Aspetta che io le dica quando potrò andare in Spagna a trovarla. E io aspetto. Aspetto perché quest'anno non potrò andare e non glielo posso dire. 

Oggi non trovo il libro che mi faccia svuotare la mente e leggere senza pensare ad altro. Oggi va così. 

Dove la trovo la forza di alzarmi domani, passare la mattina con i bimbi, cucinare il pranzo e la cena, sistemare? Dove la trovo la forza di non urlare? Dove ritrovo la Ana di 2 anni fa? Quando l'ho persa? 

In fondo io lo so cosa devo fare. Ma, rinunciare a quanto fatto fin ora, ne varrà la pena? Posso, potrei, davvero tornare al mio piccolo Bacini di Farfalla e a loro? 

giovedì 30 giugno 2016

80 miglia

80 miglia
Antonio Ferrara
Einaudi Ragazzi

"George mi guardò tutto serio, si lisciò i baffi e disse che non era un bugiardo, Joe. Disse che la Union Pacific assoldava i cacciatori per cacciare i bufali con cui sfamare gli operai della ferrovia, e assoldava quelli come Joe, che sapevano parlare, per dar da mangiare sogni agli operai e ai coloni. E disse che i sogni ci volevano, per fare le cose, perché senza sogni non fabbricavi niente." 


Un bambino nell'America del "far west", un treno che deve avanzare per unire mare con mare, un raccontastorie, gli indiani, i buffali, i coloni e gli operai del treno. E persino Buffalo Bill che fa capolino in questa avvincente storia.  

Billy è un ragazzo che aiuta i suoi nelle faccende della fattoria. Si alza all'alba, munge le mucche, da da mangiare agli animali, bada ai cavalli. Ma da quando il treno è arrivato in città Billy non può fare a meno di andare al Saloon a sentire parlare Joe. Joe, che racconta le meraviglie che si trovano 80 miglia a Ovest. Affascinato dalla potenza della nera locomotiva, la mattina della partenza del treno, Billy decide di scappare di casa di andare anche lui a Ovest. 

Inizia così la sua avventura come "operaio" delle Union Pacific. Tra il lavoro, le storie di Joe e la scoperta dell'amicizia e l'amore. Tra le righe parliamo anche di rispetto e accoglienza e impariamo non poca storia sulla verità della lotta dei "nativi americani". 

"(...) disse che Coda Macchiata gli aveva detto che gli indiani avrebbero accettato l'offerta del Grande Capo di Washington di comprare la loro terra, perché sapevano che altrimenti i bianchi potevano venire a prendersela coi fucili. Solo che Coda Macchiata non capiva come potevano, i bianchi, comprare o vendere il cielo, l'erba o il colore della terra, che non erano di nessuno ed erano sacri per tutti.

Billy si chiederà se sia giusto uccidere gli indiani, se sono stati loro oppure i bianchi ad iniziare la guerra. Imparerà cosa è la speranza e crescerà consapevole che per raggiungere i propri sogni bisogna, a volte, abbandonare altri. 

"Mi venne da pensare che era così, la vita, un posto dove, per fare quello che ti piaceva fare, dovevi sempre combattere e non te ne potevi stare mai tranquillo."  

Alla fine del libro troviamo un piccolo testo che spiega la vera storia degli indiani, molto interessante, con link utili per approfondire la loro storia. Ho imparato anch'io cose che non sapevo e di questo, come sempre, sono grata ai LIBRI e a chi gli fa. 

lunedì 27 giugno 2016

Mia sorella Summer

Mia sorella Summer 
Ruth White 
Traduzione: A. Ragusa
Mondadori


"Quella sera mi ritrovai a pensare che stava diventando sempre più difficile voler bene a Summer e perdonarle le sue stranezze. E quando scoprii quel pensiero dentro la mia testa, mi sentii così in colpa che corsi in camera per darle una occhiata e abbracciarla, convinta di trovarla addormentata." 


Non ricordo come questo libro sia arrivato da me. Probabilmente un consiglio. Credo dopo aver letto "Mio fratello simple". Certo è che era da un po in attesa di essere letto. Arrivato il suo turno ho capito. Prima del viaggio di quest'anno in Spagna per trovare mia mamma non avrei mai potuto leggerlo. Prima di perdonare la vita per avermi portato via la mamma che avevo un tempo e lasciare al suo posto il contenitore che oggi è, mi avrebbe fatto troppo male questo libro. Oppure mi avrebbe aiutata. 


"Soltanto allora mi resi conto che da qualche parte sulle colline avevo assorbito l'idea -per osmosi, avrebbe detto il professor Pinkney - che la pazzia fosse uno scheletro da tenere sotto chiave. (...) Pensai a tutte le parole e giri di frase che si usano per indicare i malati di mente. Parole che avevo usato anch'io. Grullo. Svitato. Senza una rotella. Tocco in testa. Picchiatello. Lunatico. Demente."


Questo libro parla di famiglia, di amicizia, quella che solo i fratelli riescono a capire. Parla di malattia. Di preoccupazione, di rimorso. Parla di crescita e di responsabilità. Dell'importanza delle persone e del stare bene, insieme. Di rinuncia e anche di sconfitta. Di sollievo. Di pace. Di vita. Di cose che sono più grandi di noi e non possiamo cambiare. E insegna, che anche se lo sconforto può a volte sopraffarti, la vita è più forte di qualunque altra cosa, più forte e più importante. E bisogna viverla, fino in fondo! 


"Pensi mai a com'è misterioso il sonno? T'immergi dentro di te. Sprofondi laggiù e parli con un altra te stessa. E insieme decidete cosa fare, e come, il giorno successivo. Ecco cos'è il sonno: una pausa per pianificare il futuro." 


Summer e Lyric sono 2 sorelle, orfane di madre. Suo padre, minatore, decide di cambiare vita e trasferirsi con le figlie in città. Partono alla ricerca di un lavoro in fabbrica, di una nuova vita per lui e per le figlie. Non è facile ma riescono a cavarsela con il poco che hanno. Piano piano la vita in città accoglie le due adolescenti. Lyric a scuola. Summer con un lavoro. Ma qualche ombra nel comportamento di Summer lascia intuire che qualcosa non va. Summer è affetta di schizofrenia, una malattia della quale ho imparato alcune cose leggendo questo libro. 

Ma la parte per me importante di questo libro è la crescita di Lyric. I suoi sentimenti verso la sorella. Lo sconforto e la vergogna. L'Amore con la A maiuscola per Summer. Pensieri appena accennati che fanno riflettere. Empatia, tanta, verso questa bambina che deve crescere in fretta per badare a sua sorella. E che deve accettare la malattia contro la quale niente può fare. 

"Vedi Lyric? Mi sto dissolvendo - mormorò- Vedi? Sono quasi scomparsa." 

giovedì 23 giugno 2016

Ricordati del gatto

Ricordati del Gatto!
Michael Rosen
Illustrazioni di Tony Ross
Feltrinelli Kids


"Tigre stava pensando: "Qual è il problema degli umani? Harry dovrebbe essere a scuola. Il signore o la signora Frettini avrebbero dovuto accompagnarlo e non l'hanno fatto. Io ho fatto in modo che il signor Frettini tornasse a casa e lui, invece di portarlo a scuola, sta lì a dire stupidate".



Michael Rosen, autore di "A caccia dell'Orso" ci propone una storia per primi lettori con protagonista il gatto, Tigre. La storia narra una giornata nella vita della famiglia "Frettini". 


Mamma e papà Frettini sono sempre di fretta. Questa mattina molto più del solito. Escono di casa entrambi pensando che l'altro ha portato a scuola Harry, il figlio. Ma Harry è solo a casa. allora Tigre, il nostro intrepido gatto, prova a risolvere la situazione. 

La sera davanti al frigo si rendono conto che nessuno ha fatto la spesa. Come si fa? Nessun problema si ordina tramite computer. Ma Harry deve ordinarsi da solo gli amati spaghetti per mamma e papà non ascoltano, sono di fretta. E Harry? Qualcuno si è ricordato di lui?



Alla fine sarà proprio Harry a spiegare a mamma e papà che sarebbe meglio non fare tutto così di fretta ma imparare a fare le cose con calma. 

Un libro che parla anche a noi adulti insegnandoci che la fretta non è buona consigliera. E parla ai bambini che possono immedesimarsi con Harry, un po' abbandonato dai genitori, insegnando loro che con noi grandi bisogna insistere perché a volte, bisogna proprio dirlo, siamo proprio ciechi e sordi!   


22 giugno 2016: il giorno prima della "RIPARTITA"

Oggi:
Ho smontato i rimesso a posto il tavolo e le panchine che avevo sistemato ieri per la bellissima serata con le ragazze del gruppo Villafranca di Leggere insieme ancora
Poi abbiamo montato la piscina. Nel senso che Adriano si è seduto e ha gonfiato con il compressore. Io:
- ho sistemato per terra i teli e via dicendo che fanno la base della nostra piscina
- ho portato in giardino la piscina e IL COMPRESSORE che pesa un quintale e mezzo
- ho sistemato tutte le rughe con i piedi dentro all'acqua ghiacciata
- ho portato costumi e asciugamani, vestito e svestito i bimbi ecc ecc ecc
Per onore di cronaca il trattamento cloro lo ha fatto lui mentre io preparavo la cena (tiravo fuori avanzi in realtà  )
Comunque sia, la mia schiena ormai sente il peso di essere rimasta la sola a tirare su i pesi!
Ma, rullo di tamburi! Adriano è in piedi, cammina, riesce a stare con noi giù in giardino seduto per più di un ora, domani inizia a lavorare dopo 2 mesi e mezzo di pausa, tra dolori, sconforto, paure. Con cicatrici fuori e anche dentro. Ma con rinnovato entusiasmo, con una visione diversa della vita, con tanti progetti per il futuro per noi e per loro. Ripartiamo da qui. Sempre da noi e dalla nostra forza, perché insieme non ci batte nessuno. TI AMO

La foto: noi 2 mesi fa. Dopo 15 giorni fermo a letto. Per non dimenticare.

lunedì 20 giugno 2016

Angelina Diavoletto

Angelina Diavoletto 
di Nicoletta Costa
Emme Edizioni (2013)
Collana "Prime letture"


"Dal ramo dell'albero su cui è salita, Angelina osserva la mamma che, con un libro tra le mani, sembra tanto felice"




Angelina è una bambina molto vivace. In questo libro inizia la prima elementare. La maestra si chiede come mai si chiama Angelina se in realtà è un diavoletto. Angelina ha difficoltà a imparare a leggere e a scrivere perché "le lettere dell'alfabeto sono un mistero per lei". Tanto che una volta chiede di andare in bagno e si nasconde nello stanzino delle scope. 

La scuola finisce a Angelina si arrampica sugli alberi. E' felice. Poi vede sua mamma che legge e la vede felice. Così le chiede di leggere per lei. Così durante quel'estate, Angelina impara l'amore per la lettura e arriva in seconda elementare pronta ad aiutare la nuova arrivata, una bambina color cioccolato di nome Aisha che, a ricreazione, diventerà ascoltatrice delle storie che Angiolina legge a voce alta per lei. 


domenica 19 giugno 2016

La Poesia sei tu

La poesia sei tu
Guus Kuijer
Feltrinelli Kids
illustrazioni di Alice Hoogstad
traduzione di Valentina Freschi

"Un poeta è sempre intento a comporre poesie, anche se da fuori non si vede. Un poeta è sempre al lavoro. Per questo a volte sono distrutta dalla stanchezza, ma non posso farci niente" 



E' uscito a marzo 2016 il quinto libro che Guus Kuijer con protagonista Polleke, la 11enne che abbiamo conosciuto con Per sempre insieme, amen. Ve ne avevo parlato qui

Avevamo lasciato Polleke in un momento difficile. La morte del nonno adorato. Iniziamo questa nuova puntata affrontando subito il dolore della perdita. Siamo in estate, Mimum, l'amore di Polleke, è lontano, in Marocco. Walter, il maestro ora sposato con la mamma, cerca di stabilire un rapporto "nuovo" con lei ora che abitano tutti insieme. Spik, il padre, vive anche lui il lutto anche se con suo padre non parlava per i loro credi diversi. E Polleke continua a scrivere poesie. 

"Io non sono stata in Nepal, non sono tanto capace di entrare in contatto con le mie emozioni, credo. (...) Le emozioni non mi piacciono, mi fanno piangere." 

La morte del nonno è come si affronta la morte è uno dei temi principali di questo libro. Polleke non sa cosa ci sia dopo la morte: non sa se credere in un paradiso, nella reincarnazione... per lei la morte è semplicemente la fine. Non sa come pregare ne se farlo. 

"Avevo creduto che il mondo si sarebbe fermato, ma la vita continua, perché è così che stanno le cose. Non si possono fermare, tranne quando si muore. Il nonno era l'unico che si era fermato, noi andavamo avanti. Le cose stanno così. Bah, che modo di dire stupido" 

Attraverso questo conflitto con i suoi sentimenti Polleke scopre la "cultura" degli altri. Di Spik e il suo credo buddista. Di Consuelo, la amica messicana, che crede che hai morti bisogno offrire ancora da bere e da mangiare. Della nonna che trova consolazione in una piccola lapida, nella cura della tomba e nelle sue preghiere. 

In contrasto con la morte questo libro ci parla molto di amore:
- L'amore del nonno per lei e la nonna con al scelta delle parole da mettere nella sua lapide: "E gli anni gli sembrarono pochi giorni tanto era il suo amore per lei (Gen 29:20)"
- L'amore di Walter e Lili, al mamma, che nonostante le discussioni o forse grazie a quelle rinforzano il loro rapporto. Importante la visione di Polleke della discussione della mamma e Walter. Come genitore mi ha molto colpita perché fa sentire la sofferenza dei figli quando i genitori litigano. E molto matura la reazione di Polleke. 
- L'amore di Lili e Spik che riescono finalmente a trovare il modo di continuare a essere "amici" anche dopo il divorzio.
- L'amore adolescenziale di Polleke e Mimum che si rafforza in questo volume. 
- La nascita dell'amore attraverso il sorriso di Consuelo "Consuelo ha sorriso a Tom con la bocca così spalancata che il sole ha squarciato le nuvole"

Ma perché il titolo di questo libro? Ecco, Polleke dubita anche della poesia e chiede a Walter.  E Walter risponde con questa poesia:

"Cos'è la poesia?
Chiedi mentre punti i tuoi occhi azzurri nei miei.
Cos'è la poesia? E me lo chiedo?
La poesia... sei tu." 

Questa è una poesia di Gustavo Adolfo Bécquer. Un poeta molto presente nella mia adolescenza. La poesia in spagnolo recita:

¿Qué es poesía?, dices mientras clavas 
en mi pupila tu pupila azul. 
¡Que es poesía!, Y tú me lo preguntas? 
Poesía... eres tú.

Non mi convince molto la traduzione, devo ammettere. Poi io avrei fatto un piede pagina per dire l'autore mentre in questa edizione devi andare a cercarlo nelle prime pagine del libro. Oltretutto è nella quarta di copertina nonché il titolo del libro. "Poesia" oppure "la poesia". Voi che ne pensate? Provo a fare una mia traduzione.... 

Cos'è poesia? Dici mentre trafiggi 
le mie pupille con le tue pupille blu. 
Cos'è poesia! E proprio tu lo chiedi?
Poesia... sei tu.

Come vi sembra? 

Bene, come dice la quarta di copertina, in questo libro Polleke si interroga sul mistero della morte e dell'amore, e capisce che anche lei, al di là di ogni religione, crede nella cosa più importante di tutte. Nelle ultime pagine mi si sono inumiditi gli occhi perché anch'io, come Polleke, credo nella cosa più importante... 

Klaus e i Ragazzacci

Klaus e i ragazzacci
David Almond 
Illustrato da Marianna Coppo 
Traduzione di Laura Russo 
Sinnos (su licenzia Adriano Salani ed.)
collana Leggimi!


"Klaus mi ha preso per un braccio. 

- Perché? - mi ha detto.

- Perché cosa? - ho chiesto io.
- Perché lo facciamo? - ha detto - Perché facciamo quello che dice Joe?
- Non è proprio così. E' che... - mi sono interrotto - E' che... -. 
Ma era come se la voce fosse sparita dentro di me. E non riuscivo a trovare nessuna parola da dire."


In sole 61 pagine con font Leggimi! (*) questo libro di David Almond (autore tra l'altri di capolavori come Skellig di cui vi ho parlato qui) affronta temi molto importanti come il bullismo, il coraggio di difendersi, la guerra, l'odio... 

La storia viene raccontata in prima persona da uno dei ragazzacci, una banda di ragazzi a cui piace giocare a calcio e darsi nomignoli di giocatori famosi (all'epoca del romanzo, negli anni sessanta). Il capo dei ragazzacci è Joe, un tipo più grande, che ha già la morosa, e che si presenta ogni tanto comandando tutti e inventando sempre nuove bravate. 

I ragazzacci non sono ormai tanto contenti dalle bravate che sono "costretti" a fare. Sopratutto quando Joe se la prende con il Sig. Eustace. Lui è un ODC.

"Un oddiccì. La parola si riferiva a una cosa successa molto prima che ognuno di noi nascesse. Il signos Eustace si era rifiutato di combattere durante la Seconda Guerra Mondiale. Lui era contro la guerra perché non voleva uccidere altri esseri umani. Era stato un obiettore di coscienza. Un ODC" 

Purtroppo Joe è troppo forte e nessuno ha il coraggio di ribellarsi. Finché in paese non arriverà Klaus, un rifugiato scappato dalla Germania dell'Est nascosto nel bagagliaio di una macchina. Sua madre era stata uccisa e suo padre, cantante di opera, deportato in un lager in Russia. 

A Klaus piace giocare a calcio, ed è bravissimo. A Klaus piace scrivere: la storia di suo padre perché deve essere raccontata. E' un ragazzo tranquillo. Che presto conoscerà Joe. Klaus viene accolto nella banda dei ragazzacci dopo una prima prova. Ma qualcosa sta per cambiare...

"- Klaus! - ho detto. - Cosa fai?- Faccio l'uomo libero! - ha risposto. - Mio padre mi diceva che un giorno avrei camminato come un uomo libero. Avrei camminato e cantato e mostrato al mondo che ero libero. E così faccio adesso. Guarda!"

Klaus sarà il primo a rifiutare un ordine da Joe. E così fa capire al nostro protagonista che dire "No!" ci rende, talvolta, liberi. E così i due amici cammineranno liberi. 

Il finale non lo svelo... ^_^ 

Che dire... David Almond è un maestro! Un libro che in poche pagine riesce a dare così tanto, a portare a pensare e a riflettere su così tanti argomenti, tutti importanti. Inoltre si legge in poco tempo quindi adatto anche a una lettura a voce alta in classe. Non perdetelo! Merita davvero. 

"Lui è Klaus Vogel. E' uno scrittore, un calciatore e un cantante.
- Allora è una persona civile. Forse puoi imparare qualcosa da lui"
Prima di concludere, le illustrazioni di Marianna Coppo sono stupende. In bianco e nero (tranne la copertina) sono il complemento perfetto a questo testo. La mia preferita? Klaus che cammina da "uomo libero". 


Per sapere di più:
- David Almond in Wikipendia (IT)
- il sito di Marianna Coppo
- la recensione di Le letture di Biblioragazzi
(*) Il font Leggimi! è stato creato nel 2006 per chi ha difficoltà di lettura e in particolare per chi ha problemi di dislessia. 

sabato 18 giugno 2016

Lilli de Libris e la biblioteca magica

Lilli de Libris e la biblioteca magica
Jostein Gaarder e Klaus Hagerup, 
Salani Editore
Traduzione Alice Tonzig


"Quando leggo un libro che mi piace, è come se i miei pensieri volassero via oltre la pagina che sto leggendo; cioè il libro non è solamente parole o figure sulla carta, ma tutto quello che stesso immagino mentre leggo". 



Lilli de Libris e la biblioteca magica parla di libri, di amore per i libri. Gli autori ne fanno una ottima presentazione, dedicata ai bibliotecari:

"Caro bibliotecario, cara bibliotecaria,

presentare un libro a chi ha scelto per mestiere di custodire e diffondere il piacere della lettura sembra quasi superfluo. Ma questo è un libro speciale: è una dedica al vostro impegno e alla vostra passione. E anche un omaggio a tutte le vite che si affacciano dai libri e aspettano di essere vissute.

venerdì 3 giugno 2016

Mangiare la paura. Storia di un ragazzo kamikaze.

Mangiare la paura. Storia di un ragazzo kamikaze
Antonio Ferrara 
Piemme (Il Battello a Vapore)



"Pensai ad altre cose, allora, pensai che, quando mio padre era morto cadendo dall'impalcatura, avevo capito che a ogni uomo può capitare ogni cosa, e che da ogni paura devi provare a cavarne almeno un poco di coraggio, e questo era il sugo della vita" 

Scrivere un libro per parlare ai ragazzi dei ragazzi kamikaze? Che coraggio! E che libro! 
Il primo libro di Antonio Ferrara che lessi fu "La maestra è un capitano". Ci avevano presentato il libro in un corso di lettura a voce alta. Era uno dei testi per fare le "prove". Mi piacque moltissimo. Poi lessi "Pinocchio adesso" di cui spero di avere il coraggio di parlare un giorno. Libro consigliatissimo. Mi piaceva lo scrittore. Dovevo andare a un convengo dove ci sarebbe stato anche lui così lessi anche "Batti il muro", un libro che mi colpì moltissimo per la sua profondità e dolcezza nel raccontare un storia, per così dire, drammatica ma che non lasciava molto spazio alla tristezza bensì alla speranza. Poi, il mese scorso, con il gruppo di lettura LIA era il turno del tema "bambini coraggiosi e intraprendenti" e così ho letto la storia di Irfan, un ragazzo dal destino segnato.

"E poi arrivò Nadia, la più bella di tutte, che camminava per la piazza da sola, che mi camminava sempre nel cuore" 

Irfan ci racconta la sua storia in prima persona e con distacco, come se le sofferenze subite non ci fossero più. Dopo la morte accidentale di suo padre Irfan viene portato in madrassa a studiare. Attraverso i racconti dei suoi giorni a scuola, in Islamabad, Irfan ci fa scoprire il confronto tra musulmani e talebani. E come quest'ultimi riescano ad imporre il loro pensiero attraverso l'indottrinamento e la paura. 

"La paura mi mangiava, mi toglieva il coraggio di parlare. Era dura, era solida, la paura, era fatta di mattoni, mattoni rossi come quelle mura che stringevano sempre di più, che non lasciavano scappare nemmeno i pensieri" 

E' un libro coraggioso e importante. Da far leggere a scuola. Da condividere. Un libro per parlare, per capire. Uno di quei libri che devono leggere non solo i bambini ma anche i loro genitori. Quando al telegiornale sentiamo la notizia di kamikaze uomini, donne e ragazzi e ci chiediamo come mai, come sia possibile arrivare a questo... in questo libro ci si può trovare risposta. 

Che altro devo dire? Leggetelo! E fatelo leggere ai vostri bambini! 

"E allora pensai che non poteva essere un libro di odio, il Corano, e che l’odio ce lo metteva dentro chi lo leggeva con l’odio dentro il cuore." 

Per conoscere meglio Antonio Ferrara e lui che parla di questo libro

PS: adoro le presentazioni personali degli autori del Battello a Vapore !