Oggi sono 7 giorni che non allatto il mio piccolo angioletto. Se guardo ho ancora latte ma 7 giorni fa lei non ha più cercato di tirarmi giù la maglietta, per 48 ore…. ho pensato fosse il momento giusto. E anche se ieri notte la cercava, ormai credo sia arrivata la fine di questo bellissimo percorso che è stato l’allattamento.
Non voglio aprire una discussione sulla validità dell’allattamento al seno. ognuna ha le sue convinzione e non sta a me cercare di convincere o meno nessuno. Voglio solo prendermi un po di tempo per ricordare quanto abbia significato per me e per la mia crescita come mamma il fatto di aver deciso di allattare i miei bambini.
Mia mamma non mi ha mai allattato, lei ha fatto la prima epidurale del nostro paese, contro parere dei suoi fratelli medici, e, dopo il parto, ha subito chiesto la pillola per evitare la montata lattea. Ma era comune a fine anni 70. In quell'epoca si pensava che il latte artificiale poteva sostituire il latte materno senza se e senza ma. Oggi si pensa non solo ai nutrimenti del latte ma anche al affetto, all'unione che questo crea tra madre e figlio.
Ricordo che faceva male, ma un male tremendo. E tutti dicevano, “se si attacca bene non fa male”. Ma no, per carità….. povera piccina lei quando finalmente si attaccava, lo faceva benissimo ma, diciamolo, fa un male del demonio finché i capezzoli si abituano. Oltre al male c’era la difficoltà di TROVARSI. Nel senso che Lucia faticava a trovare la posizione giusta per lei e per me. E questo mi faceva disperare, perché io volevo davvero allattarla, non volevo mollare, al punto che mi facevo aiutare da mia suocera che indirizzava la testa di Luci per aiutarla a trovare il buonissimo liquido bianco di mamma. Potete immaginare per una neomamma alle prime armi senza la sua di mamma accanto…. avere la suocera che ti guarda fissa e ti aiuta. Per carità lei mi ha tanto aiutata ma, insomma, non era MIA MAMMA!
Anche la notte mio marito cercava di aiutarmi e di farmi coraggio. Lui ben poco poteva fare, povero. L’ho pagata così tante volte con lui. Ma, si sa, anche a questo serve un marito (anche se non dovrebbe ma per me lui è l’unico sfogo, l’unica persona che davvero mi ascolta e mi capisce). Alla fine, di latte ne avevo così tanto che dovevo tirarlo con il tiralatte. Questo fatto non voluto di avere il mio latte nel biberon, insieme alla fortuna che Lucia accettasse sia tetta che biberon indistintamente, ci ha servito molto in famiglia per 2 motivi:
- Nella poppata notturna si faceva a turni così un po’ riuscivamo a dormire tutti 2.
- Ha permesso al papi di dare da mangiare al suo cucciolo e di sentirsi utile anche lui. Questo pensiero meriterebbe un post tutto suo che magari un giorno scriverò ma, per adesso, dico che davvero a volte vogliamo dei papà che facciano tutto per poi dire “lascia faccio io” oppure “non fare così, fa come dico io”, e non diamo l’opportunità di fare a modo loro. Dare da mangiare a un neonato e palese che unisce, arricchisce… non solo noi donne ma anche loro!
Comunque una volta passato il male (tempo un mese, non esagero) l’ho allattata per i primi 3 mesi. Non ero pronta ad andare oltre, volevo tornare a lavorare e cos’'ì ho fatto quando ratonin (topino) aveva 4 mesi. a pensarci adesso mi sento malissimo, ma ne sentivo il bisogno profondo di staccare. Il 100% del mio tempo era dedicato a lei. Avevo bisogno di riprendere la mia vita, in quel momento.
Dopo 2 mesi però, sono rimasta di nuovo in cinta… Erano gemelli, uno non c’è l’ha fatta e io sono rimasta a casa per proteggere l’altro. E dunque sono tornata a coccolarmi il mio ratonin (topina). Periodo difficile ma bello. Difficile perché mio marito era stato licenziato ma bello perché eravamo tutti 2 a casa a goderci (depressione disoccupazione permettendo) la nostra famiglia. Siamo pure andati a trovare mia mamma in Spagna. Sono una persona molto positiva e credo che niente succede per caso e che il licenziamento, visto con la perspettiva che da il tempo, sia stato positivo (ma anche questa è un altra storia).
Non esiste niente di lontanamente paragonabile al fatto di dare il proprio latte a tuo figlio e vederlo crescere. Ed io, mentre lo facevo, potevo solo pensare a quante bei momenti, quante belle sensazioni, quanti sorrisi di fame appagata, quante carezze sulla testa mentre succhiano…. quante cose si è persa con me mia madre!
Oggi, che l’allattamento è finito, inizia una nuova tapa, spero ancor più bella….. Continuare a vedergli crescere e… continuare a vedere il mondo con i loro occhi, a capirlo con le loro parole.