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mercoledì 25 febbraio 2015

Emozioni a Verona (seconda parte): Il racconto di Olga

Questo mese ho chiesto ai membri del gruppo di Verona di fare anche loro un resoconto. Qui potete leggere la prima parte, le mie emozioni dopo l'incontro. Oggi lascio la parola ad Olga... emozionatevi! 

Ana

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"…Mi piacerebbe che qualcuno 
ti insegnasse a inseguire le emozioni 
come gli aquiloni fanno 
con le brezze piú impreviste e spudorate; 
tutte, anche quelle che sanno di dolore…"



Quante ne abbiamo rincorse di emozioni giovedì sera e non solo le abbiamo anche accolte, condivise, raccontate, espresse.  Nel mio caso, da persona molto emotiva quale sono, non sono stata in grado di contenerle, ma mi sono fatta inghiottire da questo vortice che mi ha letteralmente inebriato!

I libri che ho deciso di portare sono molti, ma quello al quale non ho potuto rinunciare è uno per adulti, scritto dallo psichiatra Paolo Crepet che si intitola “Non siamo capaci di ascoltarli” , dal quale ho tratto la citazione iniziale, e nel quale viene affrontato lo spinoso tema dell’educare. Il libro contiene rabbia e indignazione per ciò che non si fa per amare i nostri bambini e i nostri adolescenti. E la convinzione che questa sia la sfida più difficile e affascinante per la nostra comunità.  Tra i vari temi affrontati quello del diritto alle emozioni, e di come ciò che si apprende provandole diventi un collante per il nostro cervello. La nostra società ormai è arrivata alla sua ultima fermata. Non possiamo essere più ricchi di così, ma possiamo essere più affettivi di così. Possiamo crescere nelle emozioni, negli affetti e coltivarli. 

Come ho fatto presente all'incontro i libri che ho portato questa volta sono per la maggior parte miei, e non frutto di una ricerca in biblioteca.



Sempre ricollegandomi al libro precedente, ho pensato di portare il libro “L’anatra, la morte e il tulipano”  perché, citando le parole di Crepet,  “il dolore non è solo vuota perdita ma affettività, acquisizione oltre che sottrazione. La morte è un testimone che i migliori di noi lasciano ad altri nella convinzione che se ne possano giovare: così nasce il ricordo, la memoria più bella che è storia della nostra stessa identità.” In questo libro, illustrato con sofisticatezza, sobrietà ed estrema eleganza da Wolf Erlbruch, la morte viene rappresentata come un’amica, pronta a starci accanto e ad essere la nostra confidente: e anche se non potrà dare risposte certe alle inquietudini insite nel nostro animo, sarà pronta ad accompagnarci mano nella mano nel lungo viaggio verso l’ignoto aldilà. 

Alcune di noi hanno dimostrato un certo scetticismo nei confronti di questo libro, perché troppo diretto e forte per parlare ai bambini; ma la morte è un’emozione forte, fortissima ed è soprattutto un’esperienza straordinaria alla quale neanche un bambino va sottratto. Solo conoscendola si è spinti a porsi delle domande e a cercare delle risposte, per dare un senso alla vita che rimane, proprio come fa l’anatra che:
  • alla domanda sul perché si deve morire si sente rispondere “All'incidente ci pensa la vita, come anche al raffreddore, e a tutte le altre cose che possono capitare a voi anatre: siccome si vive si muore, la morte è parte stessa della vita." Di una inaudita semplicità, e proprio per questo inaccettabile per gli umani
  • impara a convivere con il pensiero della morte, della quale, dopo un primo terrore inziale, scopre i lati gentili e dolci
  • si domanda come sarà il suo mondo quando lei non ci sarà più: lo stagno resterà solo senza di lei.
  • viene trattata con estrema pietà dalla morte, la quale prende tra le braccia l’animale e lo adagia nel grande fiume, con un tulipano sul petto.

Questo è un albo per bambini certamente difficile da proporre e raccontare. Questo è un libro per adulti, altrettanto difficile da affrontare. La morte è seria, anche nel suo buffo impermeabile a quadri, e con serietà ci induce a comprendere la finitezza della vita; il suo essere ciclica, difficoltosa, bellissima.



E dopo questo, non potevo che pensare ad un inno alla vita, con “La prima volta che sono nata” di Vincent Cuvellier e Charles Dutertre, che arriva dritto alle corde dell’emozione, suscitando in noi un’infinita tenerezza e simpatia per la protagonista che ci permette di compiere il viaggio della vita, in un susseguirsi di prime volte che raccontano un percorso di crescita, di scelte, di costruzione. Ogni tappa un’emozione -  innescata da una nuova esperienza - che cresce man mano che il tempo passa e che viene vissuta con la spontaneità  della fanciullezza, la trepidazione e la curiosità dell’adolescenza  e con la consapevolezza della genitorialità. Tante pagine, tante prime volte, alcune ovvie, altre poetiche, altre buffe, alcune disarmanti, altre divertenti… Fino alla prima volta più magica: la prima volta che si è data la Vita ad un altro essere, ovvero la seconda volta che si nasce. 


E cosa c’è di meglio di un abbraccio per smuovere un emozione? Ecco allora“Abbracci” di Jimmy Liao che dedica il suo ultimo albo a questo semplice gesto che ha la grande forza di smuovere quel groviglio di emozioni che sentiamo nello stomaco. Un atto di fiducia, quasi di arresa all’affettività da parte di un leone, simbolo per eccellenza dell’austerità, che si lascia andare alle emozioni liberandosi del suo stereotipo per  mostrare la sua fragilità. Una sorta di catarsi, di percorso di accesso alla memoria, che porta il leone a rielaborare il trauma subito a causa di un abbandono; abbandono da parte di un bambino con cui viveva e che amava. E’ proprio attraverso il libro, una sorta di catalogo degli abbracci, avuto in regalo dallo stesso bambino, che il leone scopre l’importanza del diritto alle emozioni: emozioni che si manifestano in una lunga serie di abbracci, la maggior parte dei quali tra un bambino e un animale quasi a voler dimostrare che tutti gli essere viventi, seppure nella loro diversità, sono dotati di quella ricchezza interiore che è l’affettività. 



Sempre sul tema dell’affezione e sempre sul rapporto uomo animale gioca “Matilde e orso” di Jan Ormerod e Freya Blackwood. Protagonista è l’infanzia, rappresentata dal personaggio di Matilde che con la sua spregiudicatezza, la sua intraprendenza, la sua grinta incarna esattamente il delirio di onnipotenza e l’egocentrismo che invade ogni bambino durante il suo percorso di crescita. Dall'altro lato c’è Orso, simbolo della genitorialità: lui “grande”, paziente, accogliente, premuroso, affettuoso e comprensivo  viene messo alla prova in una serie di episodi che raccontano del quotidiano infantile mettendo a fuoco le tipiche preoccupazioni dei “piccoli” come l’ansia della separazione, gli eccessi di collera e il bisogno di ascolto. Ogni giorno una sfida, un esercizio, una prova utile  e necessaria per poter affrontare da adulti la vita vera. E ciò che ne esce è una lezione di educazione, basata sull'amore, che trasforma ogni momento di intemperanza di Matilde in un momento di gioia, di confronto e di grande capacità di “ascolto”. E qui non posso far altro che ripensare al titolo del libro di Crepet (non siamo capaci di “ascoltarli”). Attenzione a non confondere la disponibilità apparentemente inesauribile di orso con l’accondiscendenza e il vizio: io la intenderei invece come la capacità di un genitore di assecondare i desideri e gli entusiasmi di un figlio, volta alla costruzione di certezze e sicurezze a dimostrazione del fatto che su di lui potrà sempre contare. 



Per un bambino infatti avere punti di riferimento è fondamentale, e la paura dell’abbandono è spesso ricorrente. E’ proprio così che si sente SENTIMENTO, il protagonista dell’omonimo albo di Norac e illustrato dalla Dautremer, una marionetta realizzata da un abile burattinaio – il Signor Stein - per colmare la sua solitudine. Il burattino, non ancora completato, si anima ma viene subito rifiutato dal suo ideatore, provando un forte senso di inadeguatezza. Il protagonista parte così alla ricerca della sua identità, mossa dall'anelito profondo con cui era stata creata: il bisogno di amare e di essere riamata.  Si trova un nome (e che nome!) e armato di questo si butta nel circo della vita senza trovare alcun consenso negli altri, dai quali si sente nuovamente rifiutato. Non gli resta che fuggire nuovamente e finalmente trova la speranza, incarnata nel volto di Selma, una bambina che lo accoglie con profonda comprensione perché anche lei, come Sentimento, si sente speciale: lei sa muovere e far danzare sulla punta del proprio bastone l’aurora boreale e grazie alla sua familiarità con quei colori creati dal sole che filtra l’atmosfera, riesce come un raggio di sole a insinuarsi nella freddezza che avvolge il mondo. Questo assaggio di bontà dà fiducia alla marionetta nel riaffrontare gli altri, nei quali ricercare lo sguardo di comprensione trovato in Selma. Ma non tutti sanno avere quegli occhi, non riescono ad andare oltre le apparenze e così a Sentimento non resta che la morte. Un albo che, complici le “inquietanti” illustrazioni della Dautremer, analizza la vastità dell’animo umano spaziando dalla rigidità del signor Stein alla morbidezza di Selma, all’ansia e alla disperazione di Sentimento.

Non mi dilungo oltre e mi limito a segnalare anche questi altri albi:



Orso ha una storia da raccontare, che mi ha emozionato per la delicatezza con cui affronta il tema della gratitudine, della generosità, della comprensione e della condivisione.

Pinguino e pigna, storia di una profonda amicizia che illustra la capacità di donarsi all'altro nel rispetto della sua libertà (“quando dai amore, l’amore cresce!”)


No di Claudia Rueda, per riflettere sul nostro ruolo di mamme, una piccola storia dove la mamma non urla, non impone, non vieta, non forza. Semplicemente dalla tana osserva e aspetta. Perché il lato migliore dell’indipendenza è sapere che puoi andare nel mondo, fare, riuscire, sbagliare e tornare a riposare un attimo in una tana dove non ti si giudica.


“Oh oh” di Chris Haughton per capire che “noi non valutiamo mai la realtà della nostra condizione fino al momento in cui ci viene illustrata da una congiuntura diametralmente opposta, né sappiamo valutare i beni di cui godiamo fino a quando ci vengono a mancare.”

In cerca del vento, un incitamento all’autonomia e alla forza di credere in se stessi
Olga

Emozioni a Verona (terza parte): il racconto di Eva

Emozioni?!

Come si fa a parlarne?!

È un tema troppo vasto! troppo complicato! troppo stucchevole! Parliamo piuttosto di gestione delle emozioni, magari con un bel libro di Anna Marcoli: un manuale per educatori, e morta lì.
Insomma, questa storia delle emozioni mi metteva a disagio. Forse perché le emozioni stesse mi mettono a disagio: mi travolgono, mi fanno perdere il controllo, non mi fanno dormire.... Avevo anche scritto una favola dove i personaggi hanno una manopola sulla pancia, per regolare l'intensità di quello che provano. Manca ancora il finale.



Poi... poco a poco, ho fatto pace con questa parola. Mi sono resa conto che i miei adorati libri di poesia sono nati per catturare le emozioni, anche le più rarefatte e impalpabili. E che ci sono cose che non ammetterei mai di provare, ma che - per fortuna! - provano per me i personaggi dei libri.

Dopo un mese di "ribollire", la serata al Melograno è stata una sorpresa, una dolce emozione (ecco, divento stucchevole anch'io!):
saranno state le torte? Sarà stato imbattermi, appena entrata, in un quadro meraviglioso e misterioso di Julie Bolton che conoscevo solo in foto? O forse è merito del tappetone che chiamava capriole?

Sia quel che sia, avrei voluto catturare tutti i discorsi con un retino. Eravamo quasi tutte sconosciute, ma con rispetto, allegria e passione, è nato un dialogo su centomila cose. Centomila, giuro! Per esempio...



I libri "difficili": le mamme (questi organismi geneticamente modificati!) hanno la tentazione di proteggere i propri cuccioli da tutto: la morte, il dolore, l'Olocausto?? Per carità! I nostri cuccioli sono troppo piccoli, si spaventerebbero, non capirebbero... e ci dimentichiamo che i nostri cuccioli hanno a che fare ogni giorno con emozioni "toste": le mamme che sgridano, i coetanei che escludono, la rabbia di sentirsi impotenti.

Mi porto a casa un suggerimento: non ha senso aspettare l'occasione giusta per leggere un libro "difficile". L'occasione giusta sarà, purtroppo, un'occasione dolorosa.

Abbiamo detto mamme che urlano? Eh... inutile fingere che non succeda. E inutile farsi schiacciare dal senso di colpa. Che fatica però parlarne! Ho paura che temi come "mamma cattiva" o "senso di colpa" non vincerebbero mai. Per non parlare dei papà che urlano: quello è proprio un tabù.

(Che dite di un incontro sui "tabù"? Ne uscirebbero delle belle!).

Lettura o teatro? Abbiamo parlato di come e quanto teatralizzare i testi. Va bene, non va bene... alla fine concludiamo che ai bambini non interessa il come e il quanto: a loro interessa la storia!! E noi adulti possiamo continuare a vaneggiare su qualcos'altro...


Paure e strategie di difesa: puoi imparare a sconfiggere un lupo, trasformandoti in un lupo. Puoi scoprire il gusto di metterti una maschera e spaventare gli altri... ma che fare se poi resti lupo anche tu? È incredibile come un libro per bambini ("La maschera") possa andare così in profondità. In confronto a tanta grandezza, mi sono sentita piccola piccola...



Un altro libro speciale: "Questo posso farlo". C'è questa nidiata di uccellini che impara a volare, a nuotare, ad arrampicarsi. Ma uno di loro non ce la fa: lui no, lui no, lui no. Mentre Laura leggeva, nel silenzio della notte, avevo quasi paura. "Ma poi finisce bene, vero?" le ho chiesto. (Sì, finisce bene).


Vorrei vedere questo libriccino in tutti gli asili, in tutte le scuole, in tutti i luoghi dove i bambini fanno gruppo. E naturalmente nella mia libreria, per me e le mie cucciole.

Ed eccoci a fine viaggio. Tu chiamale, se vuoi, emozioni... ma nel nostro incontro LIA di ieri sera c'è entrato davvero tutto il mondo :-)

Eva

Emozioni a Verona (4a puntata): il racconto di Maria

Questa è la volta di Maria. Lei ha deciso di raccontarci le emozioni nei libri attraverso proprio i libri che ha scelto di portare all'incontro di Verona. 
Ana

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Batticuore e altre emozioni / Roberto Piumini, Annalaura Cantone. Giunti

Inizio con un le parole di un libro che non ho fatto in tempo a presentare ma che mi è caro perché amo le poesie e le filastrocche, e questa raccolta di Piumini racconta emozioni e sensazioni che coinvolgono il corpo umano con leggerezza, delicatezza e ironia.

Il plus è
che sono accompagnate dalle illustrazioni bellissime, allegre, simpatiche e originali di Anna Laura Cantone.

Batticuore

A volte, dentro, il cuore, d’improvviso,

si mette a battere furiosamente,

e batte, batte forte, tormentoso:

metti una mano sul petto: si sente.

Cos’è? Perché risuona quel tamburo?
 Scoppia la guerra? Una rivoluzione?

Nessuna guerra o battaglia, davvero:
 il cuore batte per un’emozione.

Un’emozione, oppure una stanchezza:
 il cuore dà un segnale, dà un avviso,

basta un po’ di paura, un po’di stizza,
 o che qualcuno ti abbia sorriso.

Il cuore batte sempre, per fortuna,
 ma qualche volta batte un po’ più forte

perché qualcosa, dentro, ti emoziona:

pericolo di vita, non di morte.



Emozioni / Mies Van Hout. Lemniscaat

Uno dei libri-catalogo che più amo.

Un albo che racconta gli stati d'animo attraverso le espressioni di alcuni pesci colorati (scelta molto particolare, dato che il pesce è l'emblema dell'inespressività!).

Presenta, su doppia pagina: da un lato l'illustrazione, dall'altro il testo.

Testo: minimo (un solo aggettivo descrive che cosa sta provando ciascun pesce).

Illustrazioni: colori che spiccano sulle pagine nere; la scelta di sfondi uniformi e statici amplifica la comprensione delle emozioni; i colori utilizzati per la pagina di testo riflettono lo stato d'animo descritto (il furibondo è rosso, l'imbronciato viola, il felice è celeste...). I tratti dei pastelli a olio sembrano semplici ma non lo sono: c'è un'attenta ricerca di resa cromatica (anche sul “segno” delle parole: la parola “triste” sembra piangere, “nervoso” e “confuso” tremano..).



Nel mio piccolo grande cuore / Jo witek, Gallucci

La storia di una bambina che vuole scoprire cosa si nasconde nel suo cuore: tanta confusione! Tanti sentimenti! Infatti la bimba sa che così come cambia il suo umore, anche il suo cuore, già dalla copertina, cambia forma, colore e dimensione.

Testo: semplice, qualche rima, molte metafore, racconta i sentimenti provati senza per forza voler dare una definizione.

Illustrazioni: divertenti e semplici. Mi piace: i cuori non hanno una forma stereotipata e precisa, sono asimmetrici e imperfetti (come i nostri, cuori!). Non mi piace: avrei una domanda per l'autrice la protagonista è un bambina (con fiocchi nei capelli e vestitino) perché solo le bambine fanno viaggi nel proprio cuore?.



Io dentro io fuori / C.Zanotti, A. Ferrari, Lapis

Un altro libro apparentemente semplice, che nelle sue poche pagine non si limita a presentare alcune situazioni della vita di un bambino, ma favorisce la consapevolezza del loro legame con le emozioni. Ciò che il bambino può provare scatena reazioni fisiche ed emotive, rese con allusioni e metafore che aiutano nella conoscenza del proprio sé.

Testo: sette frasi che presentano una doppia prospettiva, interiore ed esteriore, con semplicità e chiarezza, ed è quindi utilizzabile anche con bambini molto piccoli.

Illustrazioni: il contorno nero, il segno grosso anche se non definito, i colori accesi distribuiti in macchie, facilitano la comprensione e accentrano l'attenzione sul soggetto. Gli sfondi sono semplici: bianchi nella pagina affiancata che mostra il testo e la situazione “fuori”,colorati nella successiva doppia pagina che descrive metaforicamente le sensazioni provate “dentro”.

 


Uomo di colore / J. Ruillier, Arka. - Bambino di colore / Ale & Ale, Arka.

Un libro che mi ha molto colpito.

L'ho collegato al tema emozioni, sia perché riprende l'uso dei colori che l'uomo “bianco” cambia al mutare dei suoi stati d'animo, sia perché mi ha fatto provare emozioni diverse (dalla frustrazione di appartenere ad una razza che ancor oggi si crede superiore al divertimento per come viene sbeffeggiata da un bambino), e che mi ha già traghettato al prossimo tema: la diversità!

Testo: riprende un brano della tradizione orale africana e nel tempo ha subito diverse modifiche, ed infatti è diverso nelle due edizioni, nonostante il significato sia lo stesso.

La prima versione (ora fuori catalogo) è più diretta, più schietta. C'è differenza nell'uso della parola uomo anziché il successivo bambino, dalla presenza della morte, dal finale più esplicito.

Illustrazioni: molto differenti nelle due versioni, nella prima sono disegni fatti con i pastelli, vivaci e chiari ma forse fin troppo semplici, la seconda utilizza fotomontaggi (foto e disegni).

Vi lascio con l'ultimo libro (anche questo purtroppo non presentato!)




L'alfabeto dei sentimenti / J. Carioli, S.M. Possentini.

Un alfabetiere meraviglioso, con parole e immagini curatissime, cariche di intensità e profondità, delicate e raffinate, che spiccano sul bianco silenzioso e potente di tutto l'albo e raccontano 21 sentimenti. Fino alla Z finale:

Un sentimento zitto

sta lì. Certo che esiste.

Puoi essere contento

oppure molto triste

ma se non lo sai dire

a chi ti vive accanto

quel sentimento vive

per te. Per te soltanto.

Perciò, non fare il duro

Racconta quel che senti.

Ci sono le parole

per tutti i sentimenti.

Maria

EMOZIONARSI A VERONA - Laura e il primo incontro con LIA

Ho chiesto a Laura di raccontarci perché ha sentito così forte il desiderio di ospitare un incontro LIA al Melograno. Fortuna o destino l'incontro scelto fu per il tema "emozioni". Accogliere LIA sui cuscini dei Melograno è stato emozionante per tutte, ma il racconto di Laura... ecco, vi lascio alle sue parole.

Ana

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La mia passione per i libri ha radici lontane, mentre l'avvicinamento agli albi illustrati e alla letteratura per l'infanzia ha origini molto più recenti. Un vero e proprio colpo di fulmine, che mi colpi quando entrai in biblioteca con la mia bambina circa tre anni fa. 
Tutto mi apparve diverso. Travolta dalle immagini prima che dalle parole, capii che avevo trovato la dimensione altra che stavo cercando da quando mi ero avventurata nel nuovo capitolo della mia vita, l'essere mamma. 


Qualche mese fa, mentre cercavo in rete situazioni e persone con cui poter condividere questo viaggio di puro piacere, ho scoperto l'esistenza del gruppo LIA: era molto di più di ciò che speravo! Partecipare ad un loro incontro fu un passo obbligato per me. Era una fredda serata di dicembre, si parlava di 'Silent books', libri in cui la comunicazione passa esclusivamente attraverso le immagini, poesia affidata al tratto

 Terminato l'incontro ero in balia delle emozioni e ancora in viaggio tra le pagine degli albi presentati. Ritornando a piedi verso casa immediatamente pensai all'associazione con cui ho l'onore di collaborare in questo periodo della mia vita, incontro prezioso, il Melograno, che si occupa dal 1981 di accompagnare e stare accanto alle famiglie durante i delicati istanti in cui i bambini entrano nelle vite di donne e uomini.

Il calore ed il trasporto con cui ho sentito esprimersi il gruppo di Leggere Insieme Ancora mi hanno ricordato il sentire ed il fare delle Operatrici Melograno, per le quali il far posto e l'accogliere rimanendo in ascolto dell'altro sono prerogative fondamentali. Fare incontrare queste due realtà mi e' sembrata l'evoluzione naturale e accogliere nella nostra sede l'incontro sulle emozioni un regalo inaspettato.

Laura



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Ed ecco a voi di cosa abbiamo parlato quella sera...

venerdì 30 gennaio 2015

LIA a Verona: un incontro davvero emozionante (prima parte)

Verona, 29 gennaio 2015
Centro "Il Melograno" 

Una torta fatta in casa, dei dolci di carnevale, tisana, acqua, succo di mela. Questa la grande accoglienza che ieri Laura ci ha riservato. 



Abbiamo assaggiato la torta fatta con la sua bambina, chiaccherato un po per conoscerci meglio e poi... ci siamo tolte le scarpe per parlare di emozioni! QUI! 

Tratto dal libro "Non siamo capaci di ascoltarli" di Paolo Crepet



Se mi chiedessero di scrivere una lettera a una bambina che sta per nascere, lo farei così.

Cosa hai sentito finora del mondo attraverso l'acqua e la pelle tesa della pancia di mamma? Cosa ti hanno detto le tue orecchie imperfette delle nostre paure? Riusciremo a volerti senza riempire il tuo spazio di parole, inviti, divieti?

mercoledì 14 gennaio 2015

Emozioni a Villafranca di Verona

Centro Anck'io di Villafranca di Verona, martedì 13 gennaio 2015, ore 19.30 (con un po di ritardo ma arrivo). 


Ci sono molti libri che raccontano storie ed avventure emozionanti, molti altri che provano a "insegnare" ai bambini a riconoscere e gestire le emozioni e tanti tanti libri che ci fanno emozionare portandoci nel profondo nei nostri sentimenti e ricordi, delle nostre paure e desideri e ci fanno crescere, imparare, pensare, volare...

martedì 13 gennaio 2015

Emozioni - un libro di Mies Van Hout



 
Questo è in assoluto il primo libro sulle emozioni che bisogna avere in casa! Lo adoro! E non solo io. Lucia ed Andrea ne vanno matti. Ci siamo divertiti davvero molto a "leggere" questo quasi silent book che ci ha lasciati perplessi, a bocca aperta e con.... tanta voglia di mare.

EMOZIONI: il tema di LIA di gennaio

Questa sera avrò il primo incontro sull'emozioni del gruppo Leggere insieme... ancora! di Villafranca. Cercando di prepararmi bene a questo tema ho riscoperto un libro che avevo letto in spagnolo tempo fa "Intelligenza Emotiva" di Daniel Goleman. Questo volume era sempre nel comodino di mia mamma. Rimpiango non averlo portato con me perché era pieno di sue annotazioni e avrei tanto voluto sapere cosa aveva da dirmi lei. Per questo oggi, quando leggo, sottolineo e scrivo sui miei libri, cosa per me impensabile fino a poco tempo fa. I libri sono sacri e non devono essere "violati" diceva mio padre. Ma no, ora non la penso più così. I libri possono anche lasciare qualcosa in più, i pensieri personali, i segni delle frasi che ci hanno colpito. Quindi io scrivo e sottolineo! E poi, quando gli riprendo in mano, rivedo le frasi che mi avevano colpita e ricerco nella memoria il momento della mia vita che mi ha fatto segnare quella frase e non un altra.
 
Ritornando alle emozioni. Il primo dubbio. Cosa sono le emozioni? Cosa le differenza dai sentimenti? Scoperta.... dipende dalle correnti di pensiero! Eh, chiaro, non c'è mai la risposta giusta! Ma io me ne sono data due di risposte:

lunedì 12 gennaio 2015

Paura di niente

 
 
Paura di Niente è un libro cartonato di solo 16 pagine che, in modo divertente e semplice, aiuta ad affrontare il tema della paura, una delle emozioni più facili da riconoscere ma più difficili da affrontare per i più piccoli.

domenica 30 novembre 2014

Alfabetizzazione emozionale: pensieri dopo la conferenza della prof. Silvia Blezza Picherle

Uno dei luoghi comuni sulla letteratura per l’infanzia citati dalla prof. Blezza Picherle nella sua conferenza “Leggere a voce alta” è che questa serva ad educare alle emozioni e ai sentimenti.

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Seguendo questa idea che la letteratura per l’infanzia possa in qualche modo servire alla “alfabetizzazione emozionale” spesso si creano percorsi obbligati, attraverso la lettura dei libri, che, il più delle volte alienano il bambino.

lunedì 29 settembre 2014

Mamma, andiamo alla Children and Family a fare i pompieri?????!!!!!! ti prego!!!!!


children & familyProssimo week end, 4 e 5 ottobre, si va a Vicenza. E’ un obbligo! La Children and Family ci aspetta!

Noi non possiamo davvero mancare perché il nostro ometto, Andrea, non vede l’ora di diventare pompiere! Quando arriva Sam alla tv si sente un urlo… “mamma c’è Sam, c’è Sam!!!!”


Sabato lui diventerà Sam, grazie ai pompieri, questa volta veri, del 115 Junior che a Vicenza prepareranno il loro percorso per fare “il Pompiere per un giorno” con tanto di attestato finale.

mercoledì 30 luglio 2014

Leggere insieme… ancora!


CopertinaLIA
copertina del gruppo facebook "Leggere inseme... Ancora!"
Una settimana fa è nato un nuovo gruppo su facebook: Leggere insieme… ancora! La sua nascita un po’ improvvisata ma molto voluta, ha creato aspettative che, sinceramente, hanno sorpreso perfino me! Ma un attimo, che devo partire bene dall’inizio! …

C’era una volta una mamma che decise di aprire un blog. Storia comune a molte mamme, lavoratrici e non. Nel sviluppare questo suo blog la mamma decise di fare una pagina tutta dedicata ai libri, per bambini e non, perché a questa mamma piaceva molto leggere! Così, un giorno scoprì il “Venerdì del Libro” di Homemademamma e da lì entro in mondi fantastici fatti da tante storie diverse finché non trovò il posto dove si sarebbe fermata per un po’: La Biblioteca di Filippo.