lunedì 23 giugno 2014

Fare della famiglia il mio lavoro (II parte)


f24221239

Questa foto mi riporta indietro nel tempo, indietro di solo 8 anni. Chi l’avrebbe mai detto che in 8 anni la mia vita sarebbe cambiata così tanto? I miei amici di scuola, quelli che mi conoscono da quando ero bambina (ebbene si, sono andata con le stesse persone a scuola dai 2 ai 18 anni, nido, materna, elementari e superiori!), quelli amici che sono come fratelli, mi dicevano sempre che io ero una persona imprevedibile, che dal oggi al domani mi sarei ritrovata:
  1. a viaggiare per lavoro sempre più lontano e a vederli poco oppure
  2. lontana (che sarei stata lontana era chiaro a tutti °-°) e con tanti figli (e vederli ancor di meno).
Perché io non sapevo se volevo avere figli. Non ci credevo, ero una donna in carriera io… o così mi volevo vedere. Di quelle che guardano le mamme e pensano “io no, io non potrei rinunciare al mio lavoro, al mio essere, per diventare mamma”. E dunque pensavo che sicuramente non avrei avuto figli.

Ma il destino mise nel mio cammino Adriano, mio marito. E guardando lui non riuscivo a vedere solo un compagno di vita ma vedevo anche il padre dei miei figli! Ma come? Io? Madre? No dai, pensieri così… ma non può essere…. Rinunciare ai weekend fuori porta in relax, alle cene con gli amici, a tornare “a casa” (in Spagna, dove casa non ho più ma che sarà sempre casa mia per me) quando ho qualche giorno libero… Possibile avere questi pensieri?

Si! E non erano solo riflessioni, pensieri ma erano diventati desideri. Desiderio di creare una famiglia insieme ad Adriano. Tanto è che il giorno delle nostre nozze Lucia era già con noi… era un “gusanito” piccolo piccolo dentro alla mia pancia. Quanto ridere quando in chiesa si parlava dei “figli che Dio vorrà donarvi”. Quanti sguardi complici!

E poi sono diventata mamma, 3 volte mamma. Il mio essere mamma in carriera ne ha risentito senza che io, all’inizio, potesse fare nulla al riguardo. Ne ho parlato della mia esperienza nel post precedente, la parte I. E quindi, rimasta a casa un po’ per obbligo ma anche (e tanto, non lo posso negare) per un mio desiderio di crescere i miei bambini ho dovuto fare della mia famiglia il mio lavoro.

Voglio sottolineare la parola famiglia, perché io non mi occupo soltanto dei bambini. Una mamma, una casalinga disperata, si occupa anche della casa, delle bollette, del marito, del pranzo, della cena… Non sono rimasta a casa a fare solo la mamma, sono l’amministratore  delegato della Repubblica di Casa Espelli!  (non mi piacciono le parole al femminile, non credo ci sia il bisogno di cambiare amministratore per amministratrice…)

E sono, o meglio, voglio essere educatrice. Questo è il mio oggettivo: riuscire ad educare i miei figli nel miglior modo possibile. Ed è per questo che mi sto impegnando ogni giorno,  studio, leggo, scrivo, mi guardo allo specchio

Essere a casa mi permette di fare questi lavori al meglio. Ho ancora tanta strada da fare, sono una donna pigra, non mi piace pulire, fare la casalinga lo lascerei volentieri ad altri. Ma questo è il prezzo che devo pagare per poter giocare con i miei bambini e crescergli a modo mio, a modo nostro. Come ho già detto mi ritengo molto fortunata di poter fare quello che faccio perché essere LA MAMMA è il più bel lavoro del mondo! E ci si deve impegnare al massimo… non avrò un aumento di stipendio ma se tutti dormono sogni tranquilli io mi sento appagata.

Ora vi lascio che devo andare a fare la tavola (arriva il marito a pranzo) e ho una lavatrice da stendere! Occhiolino

PS: ora la foto sarebbe sempre noi insieme a una birra in giardino che controlliamo 3 piccole pesti che corrono, saltano, entrano in piscina.... e direi che sorridiamo ancora di più! 



Altri post sul tema lavoro / casa / famiglia:
1.- Conflitto tra mamma lavoratrice e mamma in tuta di Vivy, Chevitafarelamamma, che ormai considero una amica! Cerco di non mettere la tuta ma è più forte di me! 
2.- Elogio della Casalinga di 50sfumaturedimamma  - scoperto grazie a Vivy. Bellissimo, sincero... una mamma che lavora ma riesce ancora a vedere le difficoltà di stare a casa!